Contro la povertà educativa a Sud: 30 milioni di euro da PNRR per Terzo Settore

bando terzo settore contro dispersione scolastica

Migliorare i servizi per i minori da 0 a 7 anni e combattere la dispersione scolastica, raggiungere almeno 20.000 minori in situazione di disagio o a rischio devianza entro giugno 2023 e almeno 44.000 entro giugno 2026: sono gli obiettivi che si intendono raggiungere con l’investimento di 30 milioni di euro messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a favore degli enti del Terzo Settore.

C’è tempo fino al 1° marzo 2022 per partecipare al bando in partnership costituite da un minimo di tre soggetti, con un soggetto proponente appartenente necessariamente ad un ente del Terzo Settore, altri partner ETS e provenienti da enti locali, mondo della scuola, sistemi regionali di istruzione e formazione, università e ricerca.

Gli obiettivi degli interventi sono divisi per fasce di età, in particolare:

– Bambini di età compresa tra 0-6 anni e relative famiglie: ampliare e potenziare i servizi educativi e di cura; migliorare la qualità, l’accesso, la fruibilità, l’integrazione e l’innovazione dei servizi esistenti; rafforzare l’acquisizione di competenze fondamentali per il benessere dei bambini e delle loro famiglie.

– Fascia 5-10 anni: promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori, garantendo efficaci opportunità educative e prevenendo precocemente varie forme di disagio sociale e di povertà educativa, dalla dispersione e abbandono scolastico al bullismo e altri fenomeni di disagio psicologico, legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale; in questa direzione, si punterà sulla scoperta dei talenti o lo sviluppo di interessi da parte dei minori, intervenendo anche con azioni di accompagnamento e di orientamento psicoattitudinale precoce.

– Fascia 11-17 anni: contrastare l’abbandono scolastico e il fenomeno dei NEET (Not in education employment and training), promuovendo, da un lato, il miglioramento dell’offerta formativa attraverso l’attivazione di percorsi individualizzati, complementari a quelli tradizionali, utili a conseguire capacità necessarie ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro; dall’altro, prevedendo azioni congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ che favoriscano il riavvicinamento dei ragazzi che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione scolastica e formativa legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale.

I progetti da presentare devono rientrare in un solo degli ambiti previsti per fasce di età e devono avere una durata di un anno, massimo due.

A) 0-6 ANNI: potenziamento delle condizioni di accesso ad asili nido e scuole dell’infanzia; integrazione di tutti i servizi per la prima infanzia; azioni a sostegno di genitorialità, maternità e conciliazione famiglia/lavoro/partecipazione sociale; meccanismi di potenziamento/protagonismo/coinvolgimento attivo dei genitori e delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, educatori e operatori sociali).
B) 5-10 ANNI: percorsi formativi individualizzati, complementari a quelli tradizionali; promozione di una scuola aperta alla comunità nel sostegno alla crescita dei minori e delle famiglie, in integrazione con Terzo Settore e forme di auto-organizzazione di cittadini e famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali); maggior responsabilizzazione delle famiglie.
C) 11-17 ANNI: accesso e fruibilità di offerte e di opportunità educative in orario extrascolastico e/o nei periodi estivi; riconoscimento precoce di difficoltà di apprendimento e di bisogni educativi speciali; azioni di orientamento congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ per la formazione dei ragazzi negli ambiti di riferimento dei sistemi produttivi territoriali e delle imprese locali e interventi di accompagnamento per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze inerenti il lavoro autonomo e l’auto impiego; rafforzamento delle competenze scientifiche e tecnologiche STEM; integrazione e sviluppo sociale per incentivare una maggiore responsabilizzazione delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali).

Il contributo che può essere richiesto per ciascuna proposta dovrà essere compreso tra i 125.000 e i 250.000 euro e non potrà essere superiore al 95% del costo complessivo ammissibile del progetto. Il restante 5%, infatti, dovrà essere a carico dei soggetti della partnership. Il costo totale del progetto rispetto ai minori da coinvolgere negli interventi non può essere superiore alla quota di 2.000 euro a destinatario.

Per partecipare al bando e ottenere supporto assistenza nella redazione progettuale e compilazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

Contatti

Sostegno di 80 mln di euro per le organizzazioni del terzo settore

terzo settore

Ammonta a 80 milioni di euro il sostegno economico a favore delle organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e organizzazioni non lucrative di utilità sociale impegnate nell’emergenza Covid-19 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nonché Lombardia e Veneto.
In particolare, 64 milioni andranno alle regioni del Sud e 12 a Lombardia e Veneto.
Il contributo sarà concesso a seguito di una selezione pubblica, sotto forma di sovvenzione diretta per finanziare i costi sostenuti dagli enti del Terzo Settore impegnati nell’emergenza Covid tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021.

Sono ammesse le seguenti tipologie di spesa:
– spese di gestione immobili (canoni di affitto, utenze, pulizie, piccole manutenzioni ordinarie strettamente necessarie allo svolgimento delle attività, ecc.);
– spese per igienizzazione, acquisto DPI, attuazione di misure di contrasto alla diffusione del Covid-19;
– spese per acquisto di beni/attrezzature entro un valore massimo di 516,46 euro ciascuno, purché siano indispensabili per la realizzazione delle attività (se il valore del bene è superiore, non è comunque possibile presentarlo a rendicontazione nemmeno per la quota parte indicata);
– spese per acquisizione di beni di consumo e servizi;
– spese di personale;
– rimborsi spese ai volontari.
Le spese devono essere state sostenute tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021 e giustificate da fatture o simili.

Il contributo ricevuto dalla singola organizzazione non potrà mai essere superiore al valore delle entrate dichiarate nel bilancio 2019 e, comunque, l’importo massimo erogabile è pari a 10.000 euro.
Come ed entro quando si può presentare la domanda?
Le istanze di finanziamento devono essere presentate entro le ore 23.59 del 4 febbraio 2022
Ciascun ente può presentare una sola istanza di contributo, indipendentemente dal numero di sedi presenti nei territori regionali o dall’iscrizione in diversi registri.
Sia l’individuazione dei soggetti ammessi al finanziamento, sia l’importo dello stesso sono determinati da un punteggio derivante da due criteri:
1. la percentuale di minori entrate risultanti dal bilancio consuntivo 2020 rispetto a quello del 2019;
2. numero di associati alla data di approvazione del bando.
Sulla base del punteggio conseguito, ciascun ente ammesso al finanziamento potrà ricevere un importo che varia da 1.000 euro a 10.000 euro.

Per informazioni e assistenza per la redazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.