Contro la povertà educativa a Sud: aumentate le risorse e prorogata la scadenza

bando terzo settore contro dispersione scolastica

Aggiornato con decreto, firmato il 9 febbraio 2022 dal direttore dell’Agenzia di Coesione Territoriale, il bando che punta a combattere la povertà educativa a Sud e la dispersione scolastica, a migliorare i servizi per i minori da 0 a 7 anni con l’intento di raggiungere almeno 20.000 minori in situazione di disagio o a rischio devianza entro giugno 2023 e almeno 44.000 entro giugno 2026. L’investimento iniziale di 30 milioni di euro messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a favore degli enti del Terzo Settore passa a 50 milioni.

La data di scadenza, dal 1° marzo 2022, è stata prorogata al 14 marzo 2022 per partecipare in partnership costituite da un minimo di tre soggetti, con un soggetto proponente appartenente necessariamente ad un ente del Terzo Settore, altri partner ETS e provenienti da enti locali, mondo della scuola, sistemi regionali di istruzione e formazione, università e ricerca.

Gli obiettivi degli interventi sono divisi per fasce di età, in particolare:

– Bambini di età compresa tra 0-6 anni e relative famiglie: ampliare e potenziare i servizi educativi e di cura; migliorare la qualità, l’accesso, la fruibilità, l’integrazione e l’innovazione dei servizi esistenti; rafforzare l’acquisizione di competenze fondamentali per il benessere dei bambini e delle loro famiglie.

– Fascia 5-10 anni: promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori, garantendo efficaci opportunità educative e prevenendo precocemente varie forme di disagio sociale e di povertà educativa, dalla dispersione e abbandono scolastico al bullismo e altri fenomeni di disagio psicologico, legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale; in questa direzione, si punterà sulla scoperta dei talenti o lo sviluppo di interessi da parte dei minori, intervenendo anche con azioni di accompagnamento e di orientamento psicoattitudinale precoce.

– Fascia 11-17 anni: contrastare l’abbandono scolastico e il fenomeno dei NEET (Not in education employment and training), promuovendo, da un lato, il miglioramento dell’offerta formativa attraverso l’attivazione di percorsi individualizzati, complementari a quelli tradizionali, utili a conseguire capacità necessarie ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro; dall’altro, prevedendo azioni congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ che favoriscano il riavvicinamento dei ragazzi che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione scolastica e formativa legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale.

I progetti da presentare devono rientrare in un solo degli ambiti previsti per fasce di età e devono avere una durata di un anno, massimo due.

A) 0-6 ANNI: potenziamento delle condizioni di accesso ad asili nido e scuole dell’infanzia; integrazione di tutti i servizi per la prima infanzia; azioni a sostegno di genitorialità, maternità e conciliazione famiglia/lavoro/partecipazione sociale; meccanismi di potenziamento/protagonismo/coinvolgimento attivo dei genitori e delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, educatori e operatori sociali).
B) 5-10 ANNI: percorsi formativi individualizzati, complementari a quelli tradizionali; promozione di una scuola aperta alla comunità nel sostegno alla crescita dei minori e delle famiglie, in integrazione con Terzo Settore e forme di auto-organizzazione di cittadini e famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali); maggior responsabilizzazione delle famiglie.
C) 11-17 ANNI: accesso e fruibilità di offerte e di opportunità educative in orario extrascolastico e/o nei periodi estivi; riconoscimento precoce di difficoltà di apprendimento e di bisogni educativi speciali; azioni di orientamento congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ per la formazione dei ragazzi negli ambiti di riferimento dei sistemi produttivi territoriali e delle imprese locali e interventi di accompagnamento per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze inerenti il lavoro autonomo e l’auto impiego; rafforzamento delle competenze scientifiche e tecnologiche STEM; integrazione e sviluppo sociale per incentivare una maggiore responsabilizzazione delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali).

Il contributo che può essere richiesto per ciascuna proposta dovrà essere compreso tra i 125.000 e i 250.000 euro e non potrà essere superiore al 95% del costo complessivo ammissibile del progetto. Il restante 5%, infatti, dovrà essere a carico dei soggetti della partnership. Il costo totale del progetto rispetto ai minori da coinvolgere negli interventi non può essere superiore alla quota di 2.000 euro a destinatario.

Per partecipare al bando e ottenere supporto assistenza nella redazione progettuale e compilazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

Contatti

"*" indica i campi obbligatori

Consenso privacy*

Contro la povertà educativa a Sud: 30 milioni di euro da PNRR per Terzo Settore

bando terzo settore contro dispersione scolastica

Migliorare i servizi per i minori da 0 a 7 anni e combattere la dispersione scolastica, raggiungere almeno 20.000 minori in situazione di disagio o a rischio devianza entro giugno 2023 e almeno 44.000 entro giugno 2026: sono gli obiettivi che si intendono raggiungere con l’investimento di 30 milioni di euro messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a favore degli enti del Terzo Settore.

C’è tempo fino al 1° marzo 2022 per partecipare al bando in partnership costituite da un minimo di tre soggetti, con un soggetto proponente appartenente necessariamente ad un ente del Terzo Settore, altri partner ETS e provenienti da enti locali, mondo della scuola, sistemi regionali di istruzione e formazione, università e ricerca.

Gli obiettivi degli interventi sono divisi per fasce di età, in particolare:

– Bambini di età compresa tra 0-6 anni e relative famiglie: ampliare e potenziare i servizi educativi e di cura; migliorare la qualità, l’accesso, la fruibilità, l’integrazione e l’innovazione dei servizi esistenti; rafforzare l’acquisizione di competenze fondamentali per il benessere dei bambini e delle loro famiglie.

– Fascia 5-10 anni: promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori, garantendo efficaci opportunità educative e prevenendo precocemente varie forme di disagio sociale e di povertà educativa, dalla dispersione e abbandono scolastico al bullismo e altri fenomeni di disagio psicologico, legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale; in questa direzione, si punterà sulla scoperta dei talenti o lo sviluppo di interessi da parte dei minori, intervenendo anche con azioni di accompagnamento e di orientamento psicoattitudinale precoce.

– Fascia 11-17 anni: contrastare l’abbandono scolastico e il fenomeno dei NEET (Not in education employment and training), promuovendo, da un lato, il miglioramento dell’offerta formativa attraverso l’attivazione di percorsi individualizzati, complementari a quelli tradizionali, utili a conseguire capacità necessarie ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro; dall’altro, prevedendo azioni congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ che favoriscano il riavvicinamento dei ragazzi che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione scolastica e formativa legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale.

I progetti da presentare devono rientrare in un solo degli ambiti previsti per fasce di età e devono avere una durata di un anno, massimo due.

A) 0-6 ANNI: potenziamento delle condizioni di accesso ad asili nido e scuole dell’infanzia; integrazione di tutti i servizi per la prima infanzia; azioni a sostegno di genitorialità, maternità e conciliazione famiglia/lavoro/partecipazione sociale; meccanismi di potenziamento/protagonismo/coinvolgimento attivo dei genitori e delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, educatori e operatori sociali).
B) 5-10 ANNI: percorsi formativi individualizzati, complementari a quelli tradizionali; promozione di una scuola aperta alla comunità nel sostegno alla crescita dei minori e delle famiglie, in integrazione con Terzo Settore e forme di auto-organizzazione di cittadini e famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali); maggior responsabilizzazione delle famiglie.
C) 11-17 ANNI: accesso e fruibilità di offerte e di opportunità educative in orario extrascolastico e/o nei periodi estivi; riconoscimento precoce di difficoltà di apprendimento e di bisogni educativi speciali; azioni di orientamento congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ per la formazione dei ragazzi negli ambiti di riferimento dei sistemi produttivi territoriali e delle imprese locali e interventi di accompagnamento per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze inerenti il lavoro autonomo e l’auto impiego; rafforzamento delle competenze scientifiche e tecnologiche STEM; integrazione e sviluppo sociale per incentivare una maggiore responsabilizzazione delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali).

Il contributo che può essere richiesto per ciascuna proposta dovrà essere compreso tra i 125.000 e i 250.000 euro e non potrà essere superiore al 95% del costo complessivo ammissibile del progetto. Il restante 5%, infatti, dovrà essere a carico dei soggetti della partnership. Il costo totale del progetto rispetto ai minori da coinvolgere negli interventi non può essere superiore alla quota di 2.000 euro a destinatario.

Per partecipare al bando e ottenere supporto assistenza nella redazione progettuale e compilazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

Contatti

"*" indica i campi obbligatori

Consenso privacy*

Sostegno di 80 mln di euro per le organizzazioni del terzo settore

terzo settore

Ammonta a 80 milioni di euro il sostegno economico a favore delle organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e organizzazioni non lucrative di utilità sociale impegnate nell’emergenza Covid-19 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nonché Lombardia e Veneto.
In particolare, 64 milioni andranno alle regioni del Sud e 12 a Lombardia e Veneto.
Il contributo sarà concesso a seguito di una selezione pubblica, sotto forma di sovvenzione diretta per finanziare i costi sostenuti dagli enti del Terzo Settore impegnati nell’emergenza Covid tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021.

Sono ammesse le seguenti tipologie di spesa:
– spese di gestione immobili (canoni di affitto, utenze, pulizie, piccole manutenzioni ordinarie strettamente necessarie allo svolgimento delle attività, ecc.);
– spese per igienizzazione, acquisto DPI, attuazione di misure di contrasto alla diffusione del Covid-19;
– spese per acquisto di beni/attrezzature entro un valore massimo di 516,46 euro ciascuno, purché siano indispensabili per la realizzazione delle attività (se il valore del bene è superiore, non è comunque possibile presentarlo a rendicontazione nemmeno per la quota parte indicata);
– spese per acquisizione di beni di consumo e servizi;
– spese di personale;
– rimborsi spese ai volontari.
Le spese devono essere state sostenute tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021 e giustificate da fatture o simili.

Il contributo ricevuto dalla singola organizzazione non potrà mai essere superiore al valore delle entrate dichiarate nel bilancio 2019 e, comunque, l’importo massimo erogabile è pari a 10.000 euro.
Come ed entro quando si può presentare la domanda?
Le istanze di finanziamento devono essere presentate entro le ore 23.59 del 4 febbraio 2022
Ciascun ente può presentare una sola istanza di contributo, indipendentemente dal numero di sedi presenti nei territori regionali o dall’iscrizione in diversi registri.
Sia l’individuazione dei soggetti ammessi al finanziamento, sia l’importo dello stesso sono determinati da un punteggio derivante da due criteri:
1. la percentuale di minori entrate risultanti dal bilancio consuntivo 2020 rispetto a quello del 2019;
2. numero di associati alla data di approvazione del bando.
Sulla base del punteggio conseguito, ciascun ente ammesso al finanziamento potrà ricevere un importo che varia da 1.000 euro a 10.000 euro.

Per informazioni e assistenza per la redazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.