Mise: da settembre domande per incentivi Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things

Con una dotazione iniziale di 45 milioni di euro il Mise, con la pubblicazione del decreto attuativo del Fondo per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things, dà il via dal 21 settembre 2022 alla presentazione delle domande di finanziamento per realizzare progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione dei processi e dell’organizzazione.

I settori strategici individuati nel decreto sono
a. industria e manifatturiero;
b. sistema educativo;
c. agroalimentare;
d. salute;
e. ambiente ed infrastrutture;
f. cultura e turismo;
g. logistica e mobilità;
h. sicurezza e tecnologie dell’informazione
i. aerospazio

La ripartizione delle risorse prevede:

  • 25 milioni di euro per progetti volti a favorire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale;
  • 10 milioni di euro per progetti volti a favorire lo sviluppo della tecnologia Blockchain;
  • 10 milioni di euro per progetti di sviluppo delle tecnologie Internet of things (IoT).

Beneficiari
Potranno accedere alle risorse le imprese italiane, quelle artigiane e agro-industriali, gli organismi di ricerca anche mediante il contratto di rete. I progetti ammissibili devono prevedere la realizzazione di attività di “ricerca industriale”, “sviluppo sperimentale”, “innovazione dell’organizzazione” e “innovazione di processo”, finalizzate al sostegno e allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things nei settori strategici prioritari citati.

Le agevolazioni
Con il fondo verranno agevolate spese e costi ammissibili non inferiori a 500 mila euro e non superiori 2 milioni di euro.

In particolare, per la ricerca industriale, le agevolazioni, concesse secondo il Regolamento de Minimis, prevedono le seguenti intensità di aiuto:

  • 70% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione;
  • 60% per cento delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione;
  • 50% delle spese ammissibili per le imprese di grande dimensione e per gli Organismi di ricerca.

Per le attività di sviluppo sperimentale:

  • 45% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione;
  • 35% per cento delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione;
  • 25% delle spese ammissibili per le imprese di grande dimensione e per gli Organismi di ricerca.

Per entrambe le attività è previsto l’80% dei costi ammissibili con una maggiorazione del 15% per partecipante se sussiste la presenza di almeno una PMI o un Organismo di ricerca.

Per i progetti relativi all’innovazione dei processi e all’innovazione dell’organizzazione le agevolazioni prevedono:

  • 50% dei costi ammissibili per le PMI;
  • 15% per le imprese di grande dimensione e per gli Organismi di ricerca.

Gli aiuti alle grandi imprese sono compatibili purché collaborino effettivamente con le PMI nell’ambito dell’attività sovvenzionata e le PMI coinvolte sostengano almeno il 30 per cento del totale dei costi ammissibili.

Compilazione domanda
La fase di compilazione della domanda, rende noto il Ministero, è prevista già dal 14 settembre 2022 per l’inserimento della documentazione sulla piattaforma online di Infratel.
Lo sportello rimarrà aperto fino ad esaurimento fondi. Il decreto è in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

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PNRR e sanità: 500M€ per ricerca, tecnologie e innovazione

Mettere a sistema il potenziamento della ricerca sulle tecnologie abilitanti in ambito sanitario per migliorare la diagnosi, il monitoraggio e le cure, incluse quelle riabilitative, è l’obiettivo del bando previsto dal Piano complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Ministero dell’Università e della ricerca. Ammontano a 500 milioni di euro le risorse per progetti che dovranno riguardare robotica e strumenti digitali, monitoraggio a distanza, reingegnerizzazione dei processi e data mining. Grande attenzione sarà rivolta alla valutazione dell’impatto dei fattori ambientali e dello stile di vita sulla salute, il monitoraggio e transizione verso stili di vita sostenibili.

I soggetti ammissibili sono Enti e Istituzioni di Ricerca vigilati dal Miur, Università statali.
La governance delle iniziative, come per gli altri progetti di ricerca di filiera finanziati dal PNRR, sarà affidata agli HUB che svolgeranno attività di gestione e coordinamento e agli Spoke per le attività di ricerca.

Finanziabili dal bando attività di ricerca industriale, sviluppo e innovazione in collaborazione con il settore privato; trasferimento tecnologico e valorizzazione dei risultati della ricerca, incluse attività di disseminazione; acquisto di attrezzature e strumentazione di ricerca; attività formative, inclusi dottorati di ricerca; attività di terza missione; attività di public engagement.

Per il bando sono destinati 100 milioni di euro all’anno dal 2022 al 2026 e, per ciascuna iniziativa, l’importo complessivo dell’agevolazione concessa sarà compreso, nei limiti della dotazione finanziaria, tra un minimo di 75 milioni e un massimo di 150 milioni.

Almeno il 40% del totale delle risorse disponibili è destinato al finanziamento di iniziative che abbiano una ricaduta in termini di spesa nelle regioni del Mezzogiorno, così come almeno il 40% dei ricercatori assunti a tempo determinato e almeno il 40% delle borse di dottorato deve essere destinato a donne.

C’è tempo fino al 19 agosto 2022 per inviare le proposte progettuali attraverso la piattaforma informatica GEA.
Quattro anni è la durata massima delle iniziative da avviare entro il 31 dicembre 2022 e concludersi entro dicembre 2022.

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Progetti innovativi: dal Mise 678 milioni di euro per le MPMI italiane

Tecnologie 4.0, economia circolare, risparmio energetico: sono gli ambiti di intervento dei progetti innovativi che prevedono un sostegno di 678 milioni di euro di investimenti per le MPMI italiane.
Le agevolazioni previste, erogate in regime di Temporary Frame Work, sono destinate a programmi di investimento con elevato contenuto tecnologico coerente con il Piano Transizione 4.0, tra cui: advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, internet of things e industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics intelligenza artificiale, blockchain.
Possono accedere agli incentivi le imprese che svolgono attività manifatturiera, e servizi alle imprese compresi nei Codici Ateco previsti nel decreto.
Sono ammesse spese per impianti e attrezzature, macchinari, opere murarie, acquisizione di certificazioni ambientali, servizi volti alla sostenibilità energetica.
In particolare, i finanziamenti previsti dal nuovo regime di aiuti sono destinati per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro – Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.
L’importo massimo agevolabile per ogni investimento innovativo non potrà essere superiore a 3 milioni di euro e dovrà favorire la trasformazione digitale dell’attività manifatturiera delle Pmi attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0. Una particolare attenzione verrà rivolta ai progetti che puntano a favorire l’ economia circolare, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico.

Le imprese che richiederanno l’agevolazione non dovranno però aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso uno stabilimento situato in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che realizzi prodotti o servizi oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento stesso.
Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Le PMI interessate potranno presentare domanda nei termini e nelle modalità che verranno definite con un successivo provvedimento ministeriale.

Per assistenza e supporto nella predisposizione della documentazione per l’invio della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Entra nel vivo la riforma degli Accordi per l’Innovazione

Entra nel vivo la riforma degli Accordi per l’innovazione finanziati dal PNRR.
Il primo sportello aprirà l’11 maggio 2022 e vede stanziata la prima tranche di 500 milioni. La seconda, dello stesso importo, sarà sbloccata successivamente per un ammontare complessivo di 1 miliardo di euro a valere sul Fondo complementare nazionale.

La procedura, definita attraverso il decreto direttoriale, prevede che dal 19 aprile 2022 sia già possibile compilare la documentazione da inviare online ad apertura sportello, dalle 10.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì.
I progetti di ricerca ammissibili devono prevedere un importo di almeno 5 milioni.
Le agevolazioni statali sostengono progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevante impatto tecnologico, sono concesse sulla base di una procedura valutativa negoziale e consistono in un contributo diretto alla spesa e, eventualmente, in un finanziamento agevolato alle imprese pari al massimo al 20% del progetto, nei limiti delle intensità di aiuto del 50% per la ricerca industriale e del 25% per lo sviluppo sperimentale.

Materiali avanzati e nanotecnologia; fotonica e micro/nano elettronica; sistemi avanzati di produzione; tecnologie delle scienze della vita; intelligenza artificiale; connessione e sicurezza digitale: i progetti devono prevedere l’impiego di una tra sei specifiche tecnologie abilitanti fondamentali citate.

Le domande saranno accolte nel limite del plafond disponibile nella prima tranche. Per le regioni del Sud previsto solo il 34% della quota territoriale riveniente dal Pnrr, anziché 40%.

Le iniziative possono inoltre essere cofinanziate dalle regioni a condizione che queste presentino una manifestazione di interesse per la sottoscrizione di un Accordo quadro da definire entro il 3 maggio 2022.

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