PNRR e sanità: 500M€ per ricerca, tecnologie e innovazione

Mettere a sistema il potenziamento della ricerca sulle tecnologie abilitanti in ambito sanitario per migliorare la diagnosi, il monitoraggio e le cure, incluse quelle riabilitative, è l’obiettivo del bando previsto dal Piano complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Ministero dell’Università e della ricerca. Ammontano a 500 milioni di euro le risorse per progetti che dovranno riguardare robotica e strumenti digitali, monitoraggio a distanza, reingegnerizzazione dei processi e data mining. Grande attenzione sarà rivolta alla valutazione dell’impatto dei fattori ambientali e dello stile di vita sulla salute, il monitoraggio e transizione verso stili di vita sostenibili.

I soggetti ammissibili sono Enti e Istituzioni di Ricerca vigilati dal Miur, Università statali.
La governance delle iniziative, come per gli altri progetti di ricerca di filiera finanziati dal PNRR, sarà affidata agli HUB che svolgeranno attività di gestione e coordinamento e agli Spoke per le attività di ricerca.

Finanziabili dal bando attività di ricerca industriale, sviluppo e innovazione in collaborazione con il settore privato; trasferimento tecnologico e valorizzazione dei risultati della ricerca, incluse attività di disseminazione; acquisto di attrezzature e strumentazione di ricerca; attività formative, inclusi dottorati di ricerca; attività di terza missione; attività di public engagement.

Per il bando sono destinati 100 milioni di euro all’anno dal 2022 al 2026 e, per ciascuna iniziativa, l’importo complessivo dell’agevolazione concessa sarà compreso, nei limiti della dotazione finanziaria, tra un minimo di 75 milioni e un massimo di 150 milioni.

Almeno il 40% del totale delle risorse disponibili è destinato al finanziamento di iniziative che abbiano una ricaduta in termini di spesa nelle regioni del Mezzogiorno, così come almeno il 40% dei ricercatori assunti a tempo determinato e almeno il 40% delle borse di dottorato deve essere destinato a donne.

C’è tempo fino al 19 agosto 2022 per inviare le proposte progettuali attraverso la piattaforma informatica GEA.
Quattro anni è la durata massima delle iniziative da avviare entro il 31 dicembre 2022 e concludersi entro dicembre 2022.

Per informazioni e approfondimenti, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Idrogeno: 50 milioni di euro dal MiTe per la ricerca e lo sviluppo

idrogeno

Produzione di idrogeno verde; tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto; celle a combustibile per applicazioni stazionarie o di mobilità; sistemi intelligenti per la gestione delle infrastrutture basate sull’idrogeno. C’è tempo fino al 9 maggio 2022 per partecipare ai bandi pubblicati dal MiTe per assegnare i fondi del PNRR su progetti di ricerca e sviluppo in materia di idrogeno.

Ammonta a 50 milioni di euro la dotazione finanziaria per l’investimento M2C2 3.5, di cui 30 per progetti di ricerca sviluppati dalle imprese e 20 milioni per progetti di organismi di ricerca pubblici (enti e università).

Per le Imprese
L’avviso pubblico per le imprese stanzia 30 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, da presentare, anche unite in partenariato tra loro o con organismi di ricerca, riferiti alle seguenti tematiche:

a) produzione di idrogeno clean e green;
b) tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed e-fuels;
c) celle a combustibile per applicazioni stazionarie e di mobilità;
d) sistemi intelligenti di gestione integrata per migliorare la resilienza e l’affidabilità delle infrastrutture intelligenti basate sull’idrogeno.

Per gli Enti di ricerca
L’avviso pubblico da 20 milioni di euro è rivolto agli enti di ricerca e alle università, anche in rete tra loro o con imprese che esercitano attività dirette alla produzione di beni e/o di sevizi, per la realizzazione di progetti di ricerca fondamentale in riferimento alle seguenti tematiche:
a) produzione di idrogeno clean e green;
b) tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed e-fuels;
c) celle a combustibile per applicazioni stazionarie e di mobilità.

Per entrambi gli avvisi pubblici, il 40% della dotazione finanziaria è destinato a progetti da realizzarsi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le agevolazioni erogate sotto forma di contributo a fondo perduto prevedono fino al 80% di copertura delle spese per la ricerca industriale e fino al 60% per lo sviluppo sperimentale, per un massimo di 4 milioni di euro e un minimo di 2 milioni di euro.

I progetti presentati da soggetti pubblici saranno finanziati al 100%.

I soggetti interessati possono richiedere l’assistenza di PJ Consulting per la predisposizione e presentazione dell’istanza e ricevere supporto nella fase istruttoria, di realizzazione del progetto e di rendicontazione delle spese finali.

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PNRR – MiTe: Ricerche su idrogeno con accordo da 110 Meuro con Enea

idrogeno liquido

Verrà firmato entro febbraio 2022, l’accordo di programma del Ministero della Transizione ecologica con ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, per attività di ricerca e sviluppo sull’idrogeno, con i fondi del PNRR nell’ambito della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, riferita alla componente “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”.

L’accordo prevede un contributo massimo di 110 milioni di euro per le attività di un Piano operativo di ricerca che sarà predisposto da ENEA per lo svolgimento di attività di ricerca in collaborazione, come beneficiari, con il CNR (Consiglio nazionale delle ricerche) e RSE (Ricerca sul sistema energetico, società di ricerca controllata dal Gestore dei servizi energetici).

Altri 50 milioni di euro, rivenienti dal PNRR, verranno stanziati per la pubblicazione di altri due bandi di gara per ricerca e sviluppo sull’idrogeno già in fase di preparazione: uno da 20 milioni di euro per enti di ricerca e università, un altro da 30 milioni per soggetti privati.

 

Riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso: al via il bando per la ricerca

Individuazione e sviluppo di misure volte alla prevenzione, al riuso e al riciclo dei dispositivi di protezione individuale utilizzati per far fronte alla pandemia; ricerca di mezzi tecnologici innovativi per il recupero di materiali dai dispositivi nel rispetto della sicurezza degli utenti e degli operatori: sono gli obiettivi da raggiungere attraverso l’attività di ricerca finanziata attraverso il bando pubblicato lo scorso 22 novembre dal Ministero della Transizione Ecologica, Direzione Economia Circolare, con risorse pari a 200mila euro.

I progetti ammissibili devono essere caratterizzati da replicabilità, trasferimento rapido dei risultati per l’attuazione degli interventi nei settori industriali, non devono essere stati realizzati o già conclusi al momento della presentazione della domanda.

L’attività di ricerca dovrà essere avviata nell’anno 2021 e la sua durata non dovrà superare i 6 mesi.

Destinatari dell’attività sono gli “Enti e istituzioni di ricerca” che abbiano svolto- nel triennio antecedente la pubblicazione del bando – attività di ricerca in materia di recupero di rifiuti derivanti da prodotti in plastica.
Ammontano a 200mila euro le risorse stanziate per l’annualità 2021 e 2022 da erogare, per un singolo progetto, in forma di contributo a fondo perduto a copertura totale delle spese ammissibili coerenti con gli obiettivi specifici, e in particolare relative a:

  1. management: spese per lo svolgimento dell’attività di management e coordinamento dell’attività di ricerca a condizione che la stessa sia svolta da personale proprio dell’istituto pubblico di ricerca beneficiario;
  2. personale dipendente (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nell’attività di ricerca);
  3. consulenza ed equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca, compresi i servizi di consulenza tecnico-scientifica per l’effettivo sviluppo dell’iniziativa e per la definizione e messa a punto degli interventi previsti, di valutazione dell’impatto potenziale degli stessi, di ricerca, di esperti della materia, ecc.;
  4. acquisto dei materiali strettamente connessi all’attività di ricerca;
  5. fornitura di attrezzature (hardware, software e strumentazioni di misura), strettamente connesse all’attività di ricerca;
  6. acquisizione di competenze tecniche, brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne a prezzi di mercato, utilizzati esclusivamente ai fini dell’iniziativa;
  7. realizzazione di casi di studio, compresi i sistemi di monitoraggio per la valutazione delle prestazioni degli stessi;
  8. campagne di diffusione dei risultati, compresa la pubblicazione di linee guida per la realizzazione dell’attività di ricerca;
  9. altri costi, tra cui le spese di viaggio, trasferte e missioni volte allo svolgimento di campagne di monitoraggio e/o controllo.

È possibile presentare domanda entro il 6 dicembre 2021.

Per assistenza e supporto per la presentazione dell’istanza, contattare un esperto di PJ Consulting.

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MISE. BREVETTI – MARCHI – DISEGNI. RIAPRONO I BANDI

Aiuti a Fondo Perduto alle PMI con sede in Italia che sostengono, o che hanno sostenuto, spese per brevetti, marchi, disegni o modelli.

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EMILIA ROMAGNA. BANDO R&I IN RISPOSTA AL COVID. AZIONE 1.1.4.

Agevolazioni alle Piccole, Medie e Grandi Imprese con sede in Emilia Romagna che attivano una collaborazione effettiva con Strutture di Ricerca in risposta alla pandemia COVID-19.

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