PNRR e Cultura: 390 milioni di euro per cinema, teatri, parchi e giardini storici

Ammonta a 390 milioni di euro il valore complessivo degli avvisi proposti dal Ministero della Cultura in chiusura 2021. Il primo, di competenza della Direzione Generale Spettacolo, con 200 milioni di euro rivenienti dal PNRR, finanzia interventi per la riduzione dei consumi energetici nelle sale di teatri e cinema.

Fino al 18 marzo 2022, possono presentare domanda di contributo i soggetti pubblici e privati proprietari o gestori di sale teatrali e/o sale cinematografiche. Il 40% delle risorse complessive sarà riservato alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).​

Gli interventi devono essere finalizzati alla realizzazione di progetti e/o all’acquisto di beni/servizi che abbiano come oggetto: pianificazione tecnico-economico-finanziaria, audit energetici, analisi ambientali iniziali, valutazione dell’impatto ambientale, rilievi e valutazioni finalizzate all’individuazione di criticità, individuazione dei conseguenti interventi per il miglioramento delle prestazioni energetiche; interventi sull’involucro edilizio; interventi di sostituzione e acquisizione di apparecchiature, strumenti, sistemi, dispositivi, software applicativi digitali, nonché strumentazione accessoria per il loro funzionamento, acquisizione di brevetti, licenze e know-how; installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart building) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici.
Il finanziamento è proporzionale al numero di posti disponibili, alla capienza dei teatri e, per i cinema, anche in base al numero degli schermi.

Se i contributi complessivi assegnati ad un singolo soggetto attuatore non superano i 2 milioni di euro, l’importo massimo dell’aiuto è fissato all’80% dei costi ammissibili. In caso di superamento dei 2 milioni di euro, gli aiuti non devono superare la differenza tra i costi ammissibili e il risultato operativo dell’investimento stesso. In caso di domande di contributo presentate dal medesimo soggetto attuatore relativi a differenti strutture, i contributi riconosciuti al medesimo soggetto non possono essere superiori, complessivamente a 6,5 milioni di euro.

Il finanziamento, nei limiti dei massimali previsti è concesso a fondo perduto per investimenti di ammodernamento, ovvero miglioramento, finalizzati alla promozione dell’ecoefficienza e riduzione dei consumi energetici nelle sale teatrali, cinematografiche, pubbliche e private.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER RESTAURO E LA VALORIZZAZIONE DI PARCHI E GIARDINI STORICI

Il secondo avviso riguarda la linea di investimento 2.3 finalizzata a valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici, per un valore di 190 milioni di euro, di cui almeno il 20% è destinato a beni ubicati nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).

Concesso nella forma del contributo a fondo perduto per gli enti pubblici, il finanziamento prevede la copertura del 100% delle spese ammissibili. Nel caso di beni di proprietà privata, il contributo ammesso può variare dal 50% alla totale copertura.

Tra gli obiettivi dell’intervento: rigenerazione e riqualificazione di parchi e i giardini italiani di interesse culturale; rafforzamento dell’identità dei luoghi, del miglioramento della qualità paesaggistica, della qualità della vita e del benessere psicofisico dei cittadini e alla creazione di nuovi poli e modalità di fruizione culturale e turistica; rafforzamento dei valori ambientali che il PNRR ha scelto come guida, favorendo lo sviluppo di quelle funzioni che hanno dirette e positive ricadute ambientali (riduzione dell’inquinamento ambientale, regolazione del microclima, generazione di ossigeno, tutela della biodiversità, etc.) e concorrendo, con le sue intrinseche caratteristiche dei parchi e giardini e con le attività educative che vi si svolgono, a diffondere una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica nonché a far sì che i giardini e parchi storici costituiscano una risorsa in termini di conoscenze scientifiche, tecniche, botaniche e ambientali sviluppate, sperimentate e sedimentate nei secoli.

La domanda potrà essere presentata entro il 15 marzo 2022.

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Proroga bando per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

Prorogato alle ore 12 del 28 febbraio 2022 il termine per la presentazione di progetti valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. Ammontano a 300 milioni di euro le risorse rivenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, all’interno della Missione 5 Componente 3, dedicata a interventi speciali per la coesione territoriale.
Di questa cifra, 250 milioni di euro sono riservati ai progetti selezionati attraverso una procedura selettiva, mentre ulteriori 50 milioni di euro serviranno a individuare altri progetti, di particolare valore economico e/o simbolico per il territorio. La nuova scadenza riguarda entrambe le candidature.

Beneficiari sono i Comuni, le Provincie, le Città Metropolitane, Regioni anche in forma consortile e in associazione, ubicate nelle otto Regioni del Mezzogiorno già destinatari di un bene confiscato. il bando finanzia opere di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione e/o adeguamento di questi beni, che potranno così essere restituiti alla collettività. La destinazione finale delle opere potrà essere di natura istituzionale, sociale o economica, con il vincolo di riutilizzare i proventi a scopi sociali e per reinserire quanto prodotto nel circuito della legalità.

Sono ammessi progetti per creazione di strutture, residenze sociali/sanitarie, centri diurni, coabitazione sociale a sostegno dell’alloggio/inclusione sociale delle persone che vivono in condizioni di esclusione; – riqualificazione di spazi pubblici volta a migliorare i servizi sociali per i cittadini; – creazione di spazi di incontro socioculturale per i giovani gestiti da associazioni di volontariato; – utilizzo di beni per fini istituzionali, compresa polizia locale, protezione civile, etc.

Sono previsti criteri premiali, in particolare per la valorizzazione con finalità di Centro antiviolenza per donne e bambini, o case rifugio e per la valorizzazione con finalità per asili nido o micronidi.

Ciascun progetto selezionato attraverso la procedura selettiva può ottenere fino a un massimo di 2,5 milioni di euro di finanziamento. All’interno dello stesso tetto massimo di 2,5 milioni di euro, l’opera può essere in parte cofinanziata da altre risorse nazionali o dal soggetto proponente, ma solo per costi diversi da quelli finanziati dal PNRR.

Sono finanziabili tutte le spese collegate alla realizzazione dell’opera, anche sostenute da azioni intraprese a partire dall’1 febbraio 2020, nel caso di lavori già avviati. Non sono previsti costi forfettizzati, né costi aggiuntivi del personale.

Per approfondimenti e supporto nella redazione progettuale e presentazione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

Contatti

 

Contratti di sviluppo: 2.2 miliardi di euro per le filiere industriali strategiche

Automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico-farmaceutico, turismo, design, moda e arredo, agroindustria e tutela ambientale, sono le filiere industriali strategiche beneficiarie di 2,2 miliardi di euro, indicate dal Mise come priorità legate al PNRR.
Almeno 40 saranno i progetti di investimento da realizzare su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento agevolativo dei Contratti di Sviluppo.
Le imprese che presenteranno richiesta di accesso agli strumenti agevolativi, dovranno impegnarsi ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Mise.

Ammonta a 450 milioni di euro lo stanziamento per i Contratti di Sviluppo inserito nella legge di bilancio 2022,  da integrare con le risorse previste dal PNRR.
Nello specifico, sono disponibili:

– 750 milioni di euro per progetti d’investimento legati alla digitalizzazione, innovazione e competitività delle filiere del made in Italy;

– 1 miliardo di euro per rafforzare gli investimenti, anche in ricerca e innovazione, sulle principali filiere della transizione ecologica, favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico.

Andando incontro alla sfida digitale e green, lo strumento è stato ridisegnato con l’obiettivo di agevolare la realizzazione di progetti d’investimento che favoriscono la reindustrializzazione e la valorizzazione del patrimonio industriale, incentivando programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico.

Per maggiori informazioni sullo strumento di agevolazione, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Turismo e PNRR: al vie le domande dal 21 febbraio 2022

Turismo e PNRR

Limite di spesa di 500 milioni di Euro per le imprese del settore turistico fino al 2025 e definizione delle modalità applicative per l’erogazione dei contributi a fondo perduto e dei crediti di imposta. Con la pubblicazione dell’avviso da parte del Ministero del Turismo sulle modalità applicative, sono state specificate le tipologie di imprese turistiche ammesse agli incentivi, gli interventi ammessi, le soglie massime di spesa ammissibile, i criteri di verifica e accertamento dell’effettività delle spese sostenute; le procedure per l‘ammissione delle spese al credito d’imposta, per il suo riconoscimento e utilizzo; le procedure per l’ammissione delle spese e il riconoscimento del contributo a fondo perduto; le procedure per il riconoscimento del finanziamento a tasso agevolato; le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei contributi; le modalità per garantire il rispetto del limite massimo di spesa e il raggiungimento degli obiettivi relativi alla misura 4.2 Ml C3 del PNRR.

Ammonta a 100 milioni di euro il limite di spesa degli incentivi concessi per l’anno 2022; 180 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024 e 40 milioni di euro per il 2025, da integrare ad eventuali altre risorse europee, nazionali, regionali.

Il 50% dei fondi sono riservati ad interventi volti al supporto degli investimenti di riqualificazione energetica, mentre il 40% è dedicato ad interventi da realizzarsi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I beneficiari degli interventi sono:

imprese alberghiere;
strutture che svolgono attività agrituristica;
strutture ricettive all’aria aperta;
imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

Tra le condizioni da rispettare da parte delle imprese:

– essere, al momento della presentazione della domanda di partecipazione regolarmente iscritti al registro delle imprese;

– gestire in virtù di un contratto regolarmente registrato una attività ricettiva o di servizio turistico in immobili o aree di proprietà di terzi;

– in alternativa, essere proprietari degli immobili oggetto di intervento presso cui sono esercitati l’attività ricettiva o il servizio turistico.

Tutti i requisiti previsti devono essere posseduti dalla data di presentazione della domanda e mantenuti fino a 5 anni successivi all’erogazione del pagamento finale dell’agevolazione al beneficiario, pena la decadenza dal diritto all’agevolazione e il recupero degli incentivi erogati.

Ciascuna impresa turistica può presentare una sola domanda di incentivo per una sola struttura di impresa oggetto di intervento.

CREDITI DI IMPOSTA E CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Alle imprese beneficiarie viene riconosciuto un credito di imposta fino all’80% delle spese ammissibili sostenute per gli interventi realizzati a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, nonché per quelli avviati dopo il lº febbraio 2020 e non ancora conclusi, a condizione che le relative spese siano sostenute a decorrere dal 7 novembre 2021.

Viene riconosciuto anche un contributo a fondo perduto non superiore al 50% delle spese sostenute per gli interventi realizzati a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, per un importo massimo pari a 40.000 euro. Il contributo può essere aumentato, anche cumulativamente, nei casi previsti dall’articolo 1, comma 2, lett. a), b) e c) del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152.

Entrambi gli incentivi possono essere riconosciuti in favore della stessa impresa, a condizione che il cumulo non porti al superamento della spesa complessiva ammissibile per gli interventi.

Gli incentivi non sono cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi e, in ogni caso, non possono portare al superamento del costo sostenuto per gli interventi.

L’attribuzione degli incentivi avverrà secondo l’ordine cronologico delle domande, nel limite massimo di spesa pari a 500 milioni di euro. In caso di esaurimento anticipato delle risorse disponibili e di raggiungimento dell’obiettivo del numero minino di 3500 imprese beneficiarie, alle prime 3700 imprese verranno comunque concessi gli incentivi fino alla riduzione in via proporzionale.

INTERVENTI AMMESSI

a) interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture, indicati dall’articolo 2 del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 6 agosto 2020;

b) interventi di riqualificazione sismica, di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR);

c) interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, come definite dall’articolo 1, comma 2, del D.P.R. n. 503/1996

d) interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia e installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, di cui all’articolo 3, comma 1, lettere b), c) d) ed e.5), del D.P.R. n. 380/2001, funzionali alla realizzazione di interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica e agli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e al D.P.R. n. 503/1996;

e) realizzazione di piscine termali,per i soli stabilimenti termali e l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, relativi alle strutture di cui all’articolo 3 della legge n. 323/2000;

f) interventi di digitalizzazione con riferimento alle spese previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, esclusi i costi relativi alla intermediazione commerciale;

g) acquisto di mobili e componenti d’arredo, ivi inclusa l’illuminotecnica, a condizione che tale acquisto sia funzionale ad almeno uno degli interventi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e), e che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima del completamento dell’ammortamento degli stessi;

A pena di decadenza dall’incentivo, gli incentivi devono:

a) riguardare, laddove per essi siano previste opere edili-murarie e impiantistiche, fabbricati o terreni che abbiano destinazione urbanistica compatibile con la destinazione d’uso delle attività previste all’art. 2 dell’Avviso;

b) essere realizzati presso una sede operativa in Italia attiva alla presentazione della domanda;

c) recare nella scheda progetto una descrizione compiuta e dettagliata degli interventi oggetto di agevolazione, e il progetto dovrà essere obbligatoriamente corredato da relazione tecnica e da elaborati grafici dello stato di fatto, intermedio e di progetto;

d) iniziare entro sei mesi dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero del turismo dell’elenco dei beneficiari;

e) essere conclusi entro ventiquattro mesi dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero del turismo dell’elenco dei beneficiari ammessi agli incentivi. Il termine è prorogabile, su richiesta, di massimo sei mesi. Resta fermo che gli interventi devono essere conclusi non oltre la data del 31 dicembre 2024.

CREDITO DI IMPOSTA

Il credito di imposta deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a decorrere dall’anno successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, ed entro e non oltre il 31 dicembre 2025, tramite il modello F24 dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare lo scarto dell’operazione, l’ammontare del credito di imposta da compensare non deve eccedere l’importo concesso dal Ministero del Turismo.
In tutto o in parte, il credito di imposta è cedibile con possibilità successiva di cessione ad altri soggetti, comprese le banche e altri intermediari finanziari.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Erogato in un’unica soluzione a conclusione dell’intervento o con anticipo superiore al 30% con presentazione di garanzia fideiussoria, il contributo a fondo perduto è erogato tramite bonifico bancario. Necessaria la presentazione di una relazione finale sugli obiettivi conseguiti, la rendicontazione delle spese sostenute e fatture quietanzate, documentazione antimafia.

FINANZIAMENTO A TASSO AGEVOLATO

La possibilità di fruire del finanziamento a tasso agevolato è prevista a condizione che almeno il 50% delle spese sia dedicato agli interventi di riqualificazione energetica, nel rispetto delle disponibilità a legislazione vigente e senza ulteriori oneri a carico delle finanze pubbliche.

PER AGENZIE VIAGGIO E TOUR OPERATOR

Con altro decreto interministeriale sono state definite anche le modalità applicative per l’erogazione del credito di imposta a beneficio di agenzie di viaggio e tour operator. Per il 2022 stanziati 18 milioni di euro, 10 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024, 60 milioni per il 2025.

Riconosciuta nella misura del 50% dei costi sostenuti a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, la Tax Credit copre i costi per gli investimenti e attività di sviluppo digitale fino all’importo massimo complessivo cumulato di 25.000 euro.

Le spese ammesse riguardano:
impianti wi-fi, solo a condizione che l’esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un servizio gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download;
siti web ottimizzati per il sistema mobile;
programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi;
spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio;
servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale;
strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità;
servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente ai fini di quanto previsto dal presente comma.

Sono beneficiarie delle agevolazioni le imprese con i seguenti codici ATECO

79.1 – Attività delle agenzie di viaggio e tour operator;

79.11 – Attività delle agenzie di viaggio;

79.12 – Attività dei tour operator.

INOLTRA LA DOMANDA CON PJ CONSULTING

Attraverso la piattaforma del Ministero, dal 21 febbraio 2022, può essere inoltrata la domanda contenente:

informazioni anagrafiche;
tipologia degli interventi previsti;
incentivi richiesti, con la precisazione sul riconoscimento di entrambi oppure del solo credito di imposta o del contributo a fondo perduto;
costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese ammissibili, nonché il dettaglio delle singole voci di spesa, nonché, con riferimento all’importo massimo complessivo del contributo a fondo perduto, l’eventuale sussistenza dei presupposti di cui all’articolo 1, comma 2, lett. a), b) e c) del D.L. n. 152/2021;
data di inizio e data di conclusione degli interventi previsti;
le spese per le quali intende fruire del finanziamento;
eventuale richiesta di un anticipo non superiore al 30 per cento del contributo a fondo perduto.

Contatti

 

PNRR: pubblicato avviso per rigenerazione culturale e sociale piccoli borghi storici

C’è tempo fino al 15 marzo per presentare, da parte dei Comuni, progetti locali di rigenerazione culturale di almeno 229 borghi storici nell’ambito dell’avviso pubblico Progetti locali per la Rigenerazione Culturale e Sociale pubblicato dal MiC, con i fondi del PNRR. Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2.1 “Attrattività dei borghi”.

L’avviso pubblico ha una dotazione finanziaria di 380 milioni di euro, più 200 milioni di euro che verranno indirizzati quale regime di aiuto  a micro, piccole e medie imprese localizzate o che intendono insediarsi nei borghi che saranno selezionati.

I progetti potranno prevedere interventi, iniziative o attività in ambito culturale e in quelli dell’istruzione, ricerca, welfare, ambiente o turismo. L’importo massimo del contributo sarà di circa 1,65 milioni di euro a borgo. Gli interventi ammessi al finanziamento dovranno dare nuova linfa al tessuto socio-economico di questi luoghi attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici, la rigenerazione del patrimonio storico-architettonico insieme all’attivazione di iniziative imprenditoriali e commerciali che creino ricadute occupazionali sul territorio.

Potranno presentare i progetti di rigenerazione Culturale e Sociale i Comuni in forma singola o aggregata – fino a un massimo di 3 Comuni –  con popolazione residente complessiva fino a 5.000 abitanti nei quali sia presente un borgo storico chiaramente identificabile e riconoscibile (o, nel caso di comuni dimensionalmente molto piccoli, si configurino essi stessi come un borgo storico). Le aggregazioni possono riguardare Comuni limitrofi o ricadenti nella medesima regione che condividono gli stessi tematismi. Nel caso di aggregazioni di più Comuni fino ad un massimo di tre, in ogni Comune dovrà essere presente un borgo storico. Nel caso di Comuni in forma aggregata la candidatura deve essere presentata dal Comune che assume il ruolo di proponente e capofila.

I progetti verranno valutati da una Commissione del MiC composta da un rappresentante delle Regioni, un rappresentante dell’ANCI e un rappresentante delle associazioni partecipanti al Comitato di coordinamento borghi. L’istruttoria si concluderà entro maggio 2022 con l’ammissione a finanziamento delle proposte e l’assegnazione delle risorse ai Comuni.

Con bando successivo, i 200 milioni di euro della seconda componente verranno assegnati alle imprese che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali localizzati nei Comuni selezionati per la realizzazione dei progetti di rigenerazione culturale, fino a un totale complessivo tra le due componenti di circa 2,53 milioni di euro a borgo.

In coerenza con le disposizioni del PNRR, il 40% delle risorse complessive sarà destinato alle 8 regioni del Mezzogiorno e gli interventi dovranno essere portati a termine entro giugno 2026.

Per informazioni e assistenza nella redazione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Edilizia scolastica: al via i bandi per gli Enti locali

Futura, la scuola per l’Italia di domani, questo il nome scelto per il PNRR Istruzione, a sottolineare l’importanza strategica del pacchetto di interventi che mette subito a disposizione un terzo dei fondi complessivi previsti nel PNRR per il sistema di Istruzione che cuba 17,59 miliardi di euro.
Sei riforme con 11 linee di intervento per la scuola di domani, innovativa, sostenibile, sicura, inclusiva.
Gli Enti locali potranno beneficiare delle risorse messe a bando con i quattro avvisi pubblici per l’edilizia scolastica e il Piano di riparto alle Regioni, per un totale di 5,2 miliardi di euro.

 In particolare:

Asili Nido e Scuole per l’infanzia
Tre miliardi di euro per il Piano per gli asili nido e le Scuole dell’infanzia: L’avviso intende far crescere l’offerta di servizi educativi sia per la fascia 0-2 (asili nido), sia per la fascia 3-6 (scuole dell’infanzia), grazie alla realizzazione di nuovi spazi o alla messa in sicurezza di strutture già esistenti. Sono stati stanziati 2,4 miliardi di euro per gli asili nido e 600 milioni per le scuole dell’infanzia.
L’avviso è aperto alla partecipazione di tutti i comuni, che possono presentare le candidature entro il 28 febbraio 2022.

Costruzione nuove scuole
800 milioni di euro per il Piano di costruzione di 195 nuove scuole che sostituiranno vecchi edifici (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Si tratterà di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative e su una piena fruibilità degli ambienti didattici. Una volta individuate le aree per la costruzione delle scuole, il Ministero dell’Istruzione bandirà un concorso di progettazione. L’avviso mira alla realizzazione di nuove scuole, mediante sostituzione edilizia, per avere plessi più innovativi, sostenibili, sicuri e inclusivi.
L’avviso è aperto a tutti gli enti locali, che possono presentare le candidature entro l’8 febbraio 2022. 

Potenziamento delle infrastrutture dello sport a scuola
Trecento milioni di euro (il 54,29% delle risorse andrà al Mezzogiorno) per aumentare l’offerta di attività sportive attraverso la costruzione di palestre o la riqualificazione di quelle esistenti, per un totale di 230.400 metri quadrati da realizzare o riqualificare.
L’avviso è aperto alla partecipazione di tutti gli enti locali, che possono presentare la candidatura entro il 28 febbraio 2022.

Incremento mense scolastiche
Quattrocento milioni di euro per il potenziamento del tempo pieno attraverso l’incremento delle mense scolastiche (il 57,68% delle risorse andrà al Mezzogiorno). Lo stanziamento consentirà di realizzare circa mille interventi, costruendo nuovi spazi o riqualificando quelli esistenti. L’avviso pubblico è rivolto esclusivamente ai Comuni per le scuole primarie e alle Province per i convitti. Le candidature vanno inviate entro il 28 febbraio 2022.

Messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole
Settecento milioni di euro per il Piano di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole (il 40% delle risorse andrà al Mezzogiorno): le Regioni individuano gli Enti da ammettere a finanziamento sulla base delle programmazioni regionali per garantire la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente. Le procedure per le Regioni devono effettuarsi entro il 22 febbraio 2022.

Per assistenza e supporto per la redazione e inoltro delle istanze, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Green e-procurement: pubblicati il volume e il corso di Gloria Giammarelli ed Elisabetta Ciccarese

Pubblicato il volume dedicato agli appalti verdi, di Gloria Giammarelli e Elisabetta Ciccarese (Editore Giuffrè) e il corso online sul Green Public Procurement di PJ Academy.

Un sistema di “acquisti di beni e servizi orientati all’ambiente”, un’alternativa ai modelli di produzione e consumo tradizionali per lo sviluppo economico sostenibile, un volano per il “Green Deal” e per Next Generation EU: il volume sul Green e-procurement, a cura delle autrici Gloria Giammarelli ed Elisabetta Ciccarese, pubblicato da editore Giuffrè nella collana Officina – Area di interesse Amministrativo e Processo, affronta gli aspetti di natura ecologica ed ambientale recepiti dal Codice dei Contratti Pubblici, alla luce del recente contesto sociale ed economico in cui versa il nostro Paese a seguito dell’emergenza pandemica.

Nel volume sono approfonditi i riferimenti normativi e procedurali, con esempi concreti che facilitano la comprensione degli strumenti teorico-applicativi delle procedure di gara ad evidenza pubblica, al fine di garantire la diretta operatività dei criteri di matrice ambientale.

Strumento indispensabile per operatori delle Pubbliche Amministrazioni (Rup, dirigenti e funzionari pubblici) liberi professionisti ed imprese, il volume evidenzia l’importanza del Green Public Procurement come policy incardinata nella Green Economy e presente nei provvedimenti assunti dall’approvato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), teso a stimolare gli investimenti in un’ottica di sostenibilità economica. I temi approfonditi riguardano: l’individuazione delle procedure di evidenza pubblica; l’aggiudicazione ed esecuzione del contratto di appalto; il requisito oggettivo dell’appalto; i criteri minimi e le certificazioni ambientali; la razionalizzazione degli approvvigionamenti secondo il modello Consip; i parametri di selezione ed esclusione degli operatori economici; il PNRR.

In concomitanza con la pubblicazione del volume, le due autrici hanno inaugurato la PJ Academy con corsi di formazione online dedicati agli Appalti Pubblici, tra cui al Green Public Procurement per favorire la crescita delle competenze e fornire strumenti tecnico-applicativi alla platea degli operatori pubblici e privati impegnati a districarsi nella gestione di materie complesse e in costante evoluzione normativa come quella prevista dal riformato Codice degli Appalti Pubblici. Tra le novità, il Corso di Green Procurement, finalizzato ad incentivare le Pubbliche Amministrazioni verso il ricorso a procedure di evidenza pubblica ambientalmente orientate ed eco-sostenibili, si incentra sulla disamina del quadro normativo europeo e nazionale  di riferimento, affrontando temi di estrema attualità quali,  l’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, le certificazioni ambientali, la Green Economy, gli obiettivi al centro del Programma Next Generation EU ed infine i profili applicativi del Green Procurement alla luce del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Le autrici

Gloria Giammarelli: Avvocato e docente universitaria presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari per l’insegnamento del Diritto amministrativo dell’ambiente. Esperta giuridica specializzata in diritto amministrativo ed in particolare nel campo degli appalti pubblici e dell’e-procurement, legal manager nell’ambito di numerosi progetti di cooperazione territoriale europea. Autrice di monografie e molteplici pubblicazioni su riviste e banche dati giuridiche di settore a diffusione nazionale, tra cui Il Sole 24 Ore-Guida al Diritto, Il Foro Italiano, Diritto e Giurisprudenza Agraria, Alimentare e dell’Ambiente e Ricerca Amministrativa.

Elisabetta Ciccarese: Laureata in Giurisprudenza presso la LUISS Guido Carli di Roma, ha conseguito il Master in Studi Europei e Relazioni Internazionali presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Avvocato, specializzato in diritto amministrativo e dell’Unione Europea, e docente in molteplici master universitari e corsi di specializzazione in materia di gare ed appalti, nonché pianificazione e gestione di fondi UE. Ha una pluriennale esperienza nell’attività di assistenza tecnica per progettazione, management, supporto legale e rendicontazione di progetti e programmi cofinanziati dai Fondi regionali, nazionali ed Europei. Dal 2011 ha fondato ed è CEO di PJ Consulting.

Acquista il volume:

Green e-procurement | Gloria G. Giammarelli – E. Ciccarese | Officina del Diritto – Amministrativo e Processo |Editore Giuffrè Francis Lefebvre|2021| 20,00 €

Iscriviti al corso online sul Green Public Procurement e Gare di Appalto

Turismo e PNRR: in arrivo le prime misure

Con il PNRR e il Decreto Recovery n.152 del 6 novembre 2021, entrato in vigore il 7 novembre 2021, in arrivo un mix di strumenti agevolativi e di sostegno per il settore turistico che, nonostante i venti di ripresa dell’estate 2021, vive ancora momenti di incertezza.
Tra le misure previste a sostegno delle imprese italiane, per favorire nuovi investimenti:  contributi e credito d’imposta per le imprese turistiche; garanzie per i finanziamenti nel settore turistico; fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo; credito d’imposta per la digitalizzazione di agenzie di viaggio e tour operator.

CONTRIBUTI E CREDITO DI IMPOSTA PER LE IMPRESE TURISTICHE

Si tratta di incentivi, uno nella forma del credito d’imposta, l’altro in quella del contributo a fondo perduto, riconosciuti alle imprese alberghiere, alle strutture che svolgono attività agrituristica (legge 20/02/2006 n. 96 e dalle pertinenti norme regionali), alle strutture ricettive all’aria aperta, nonché alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.Continue reading

Decreto PNRR: Superbonus 80% per gli alberghi più fondo perduto

In arrivo un mix di incentivi nel decreto PNNR con superbonus e incentivi a fondo perduto per le imprese che svolgono attività turistica.

È un supebonus quello approvato nel decreto legge per l’attuazione del PNRR, pari all’80% delle spese ammissibili sostenute per la progettazione e realizzazione di interventi che puntano all’incremento dell’efficienza energetica delle strutture e alla riqualificazione antisismica, all’eliminazione delle barriere architettoniche e alle operazioni edilizie. Sono incluse la realizzazione di piscine termali, con relativi acquisti di attrezzature e apparecchiature.

Gli interventi devono essere conformi agli obiettivi di sostenibilità ambientale dettati dal PNRR.

Utilizzabile esclusivamente in compensazione, il credito di imposta è ripartito in quote costanti in ciascun periodo e deve essere fruito a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati ed entro i tre periodi di imposta successivi. Il credito d’imposta è cedibile, in tutto o in parte, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese le banche e gli altri intermediari finanziari.

Contributi a fondo perduto cumulabili con il credito di imposta

Il contributo a fondo perduto è riconosciuto per gli stessi interventi che beneficiano del credito di imposta per un importo massimo di 40mila euro, in maniera anche indipendente dal credito stesso.
Il contributo può aumentare ed essere cumulato con risorse aggiuntive fino a:

  • 30mila euro per spese inerenti la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica, di almeno il 15% dell’importo totale dell’intervento;
  • 20mila euro per l’imprenditoria femminile, le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 % da giovani, le società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai due terzi da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i due terzi da giovani, e le imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo;
  • 10mila euro per le imprese la cui sede operativa è ubicata nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Erogato in un’unica soluzione a conclusione dell’intervento, il contributo a fondo perduto può essere concesso con un anticipo del 30% a fronte della presentazione di apposita garanzia da parte del beneficiario.
Entrambe le agevolazioni sono concesse per gli interventi avviati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legge e per quelli avviati precedentemente, ma non ancora conclusi. Non possono eccedere l’importo dei costi sostenuti e non sono cumulabili con altri contributi concessi per gli stessi interventi.
La misura massima del contributo a fondo perduto non può superare il limite massimo di 100mila euro cumulato e non può essere superiore al 50% dei costi dell’investimento.

Le modalità applicative delle erogazioni verranno comunicate con successivo atto e gli incentivi verranno erogati fino ad esaurimento delle risorse stanziate, secondo l’ordine cronologico delle domande.

Gli interventi conclusi entro la data di entrata in vigore del decreto potranno beneficiare del credito di imposta nella misura del 65% delle spese sostenute negli anni 2020, 2021, 2022 nel limite di spesa annuo di 180milioni di euro per il 2020, 200milioni per il 2021, 100milioni per il 2022, e deve essere fruito a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati ed entro i tre periodi di imposta successivi.

 

Fondo di Garanzia PMI
Nel settore turistico prevista anche la creazione di una sezione speciale del Fondo di Garanzia Pmi.
Le garanzie possono essere rilasciate su singoli finanziamenti o portfolio di finanziamenti per interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale, o per assicurare la continuità aziendale e garantire il fabbisogno di liquidità e gli investimenti nel settore turistico. La garanzia concessa è gratuita, l’importo massimo garantito per singola impresa, al di sotto di 499 dipendenti, è di 5milioni di euro.
Possono essere coperte da garanzia anche i finanziamenti per operazioni di rinegoziazione del debito, per investimenti immobiliari, cumulabili con altre forme di garanzia,
Istituito anche un fondo di rotazione che garantirà il 35% delle spese e dei costi ammissibili nel limite di 40 milioni di euro per il 2022 e il 2023 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi, con una riserva del 50% degli interventi a supporto degli investimenti di riqualificazione energetica e innovazione digitale.

Fondo 394 Simest: finanziamenti agevolati e misure straordinarie

fondo simest

Oltre un miliardo di euro per favorire la transizione digitale ed ecologica e l’internazionalizzazione per le PMI con vocazione internazionale.
Il Fondo 394 Simest (Cassa Depositi e Prestiti) che aprirà il prossimo 28 ottobre 2021, con pre apertura già dal 21 ottobre per pre – caricare il modulo di domanda firmato digitalmente, è gestito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e verrà finanziato attraverso il PNRR con le risorse europee del Next Generation EU. Su 1,2 miliardi di euro di risorse messe in campo, 400 milioni sono destinati a finanziamenti a fondo perduto, 480 milioni alle imprese del Sud.

I finanziamenti per la transizione digitale ed ecologica

Gli investimenti destinati alle PMI per la transizione digitale ed economica dovranno riguardare almeno il 50% delle spese relative a: integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali; realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale; investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali; consulenze in ambito digitale; disaster recovery e business continuity; blockchain e spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0.

Il finanziamento è a tasso agevolato in regime “de minimis” con co-finanziamento a fondo perduto in regime di “Temporary Framework. L’importo massimo finanziabile è fino a € 300.000, ma comunque non superiore al 25% dei ricavi medi risultati dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall’impresa.
La quota massima a fondo perduto è fino al 40% per le PMI del Sud (i), fino al 25% per le restanti PMI. La quota di co-finanziamento a fondo perduto è concessa in ogni caso nei limiti dell’importo massimo complessivo di agevolazione in regime di Temporary Framework per impresa. La durata del finanziamento è di 6 anni, di cui 2 di pre-ammortamento.

Per gli investimenti in sostenibilità e internazionalizzazione, possono essere finanziate non più del 50% delle spese ammissibili relative a: investimenti per la sostenibilità̀ in Italia; internazionalizzazione (es. investimenti per singole strutture commerciali in paesi esteri, consulenze per l’internazionalizzazione, spese promozionali e per eventi internazionali in Italia e all’estero ecc); spese per valutazioni/certificazioni ambientali.

Internazionalizzazione

Il Fondo 394 prevede sostegni anche per l’internazionalizzazione e la partecipazione a fiere, mostre internazionali, anche in Italia, e missioni di sistema, oltre che per lo sviluppo del commercio elettronico delle PMI in Paesi esteri.

Le spese digitali ammissibili, fino al 30%, devono essere connesse alla partecipazione alla fiera/mostra: fee di iscrizione, sviluppo cataloghi virtuali, Crm, web design, consulenze, digital marketing, traduzione e interpretariato online.

Non più del 70% deve essere connesso alle spese per il nolo delle aree espositive, gli arredi, le attrezzature audio video, utenze varie, pulizia, personale, spese logistiche e promozionali.

Il finanziamento è a tasso agevolato in regime “de minimis” con co-finanziamento a fondo perduto in regime di “Temporary Framework. L’importo massimo finanziabile è fino a € 150.000, ma comunque non superiore al 15% dei ricavi medi risultati dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall’impresa.
La quota massima a fondo perduto è fino al 40% per le PMI del Sud (i), fino al 25% per le restanti PMI. La quota di co-finanziamento a fondo perduto è concessa in ogni caso nei limiti dell’importo massimo complessivo di agevolazione in regime di Temporary Framework per impresa. La durata del finanziamento: 4  anni, di cui 1 di pre-ammortamento.

Ecommerce nei paesi esteri

Il fondo, inoltre, punta a sostenere le PMI, costruire in forma di società di capitali, nello sviluppo del loro commercio elettronico in Paesi esteri. L’agevolazione è rivolta alle sole PMI italiane, costituite in forma di società di capitali e che abbiano depositato presso il Registro imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi. Le spese ammesse sono connesse alla creazione e sviluppo, oppure per gli investimenti in una piattaforma informatica o dell’utilizzo di un market place, spese promozionali e di formazione relative al progetto.

Il finanziamento è a tasso agevolato in regime “de minimis” con co-finanziamento a fondo perduto in regime di “Temporary Framework destinato alla realizzazione di un progetto di investimento digitale per la creazione o miglioramento di una piattaforma e-commerce di proprietà (dedicata) o l’accesso ad una piattaforma di terzi (market place) per la commercializzazione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano.

L’importo massimo finanziabile per una piattaforma propria è fino a € 300.000 e comunque non superiore al 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall’impresa. Per una piattaforma di terzi è fino a € 200.000 e comunque non superiore al 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati dall’impresa. L’importo minimo pari a € 10.000. La quota massima a fondo perduto è fino al 40% per le PMI del Sud (i), fino al 25% per le restanti PMI. La quota di co-finanziamento a fondo perduto è concessa in ogni caso nei limiti dell’importo massimo complessivo di agevolazione in regime di Temporary Framework per impresa. La durata del finanziamento è 4 anni, di cui 1 di pre-ammortamento.

Per una valutazione preliminare dell’ istanza e l’inoltro della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

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