Contratti di filiera pesca e acquacoltura: decreto Mipaaf definisce criteri e modalità attuative

In fase di apertura il bando per l’attuazione dei contratti di filiera nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Con decreto ministeriale il Mipaaf ha approvato criteri, modalità e procedure per la loro attuazione e le misure agevolative per la realizzazione dei programmi.

Per partecipare, i beneficiari devono sotto scrivere un contratto di filiera basato su un accordo in cui siano individuati: il soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, il programma con i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei soggetti beneficiari.

Il programma, oltre a contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali e di sostenibilità, deve essere articolato in diverse tipologie di interventi ammissibili, dimostrare l’integrazione tra i diversi soggetti e il miglioramento del grado di relazione organizzativa commerciale e in termini di distribuzione del reddito.

Beneficiari:
Sono beneficiari i soggetti proponenti del Contratto di filiera, tra cui:

a) le società cooperative e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori e le associazioni di organizzazioni di produttori ittici riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;

b) le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;

c) gli enti pubblici; le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività ittica e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori ittici, cooperative e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;

d) le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

e) le reti di imprese che hanno già sottoscritto un Contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

Rientrano tra i beneficiari, le PMI inserite nelle seguenti categorie:

a) imprese che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;

b) le organizzazioni di produttori e le associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività ittica e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori ittici, cooperative e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, ittiche o commerciali.

Inoltre, possono accedere alle agevolazioni gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche, istituita presso il Ministero dell’università e della ricerca.

Interventi ammissibili

  1. investimenti nelle imprese di pesca e acquacoltura connessi con l’attività produttiva: spesa massima ammissibile per regimi in esenzione non superiore a 2 milioni di euro per progetto e a 1 milione di euro per beneficiario e per anno.
  2. investimenti per la trasformazione di prodotti ittici: spesa massima ammissibile per regimi in esenzione non superiore a 2 milioni di euro per progetto e a 1 milione di euro per beneficiario e per anno.
  3. investimenti per la commercializzazione di prodotti ittici, per la partecipazione dei produttori di prodotti ittici ai regimi di qualità e per la realizzazione di campagne di comunicazione e promozione regionali, nazionali o transnazionali: spesa massima ammissibile per regimi in esenzione non superiore a 2 milioni di euro per progetto e a 1 milione di euro per beneficiario e per anno;
  4. Progetti di Ricerca e sviluppo nel settore ittico.

Per i progetti di ricerca e sviluppo nei settori della pesca e dell’acquacoltura: spesa massima ammissibile per regimi in esenzione pari a 7,5 milioni di euro per progetto.

Spese finanziate
Formazione, Consulenze/Servizi, Risparmio energetico/Fonti rinnovabili, Innovazione Ricerca e Sviluppo, Opere edili e impianti, Attrezzature e macchinari.

Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse nella forma del Contributo in conto capitale e/o del Finanziamento agevolato. L’intesità dell’aiuto è fino al 100%.

Per informazioni e assistenza nella stesura del programma e nella preparazione al bando, contatta un esperto di PJ Consulting.

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