Mipaaf: firmati decreti a sostegno eccellenze gastronomiche e zootecnia

 Sono due i decreti attuativi firmati nei giorni scorsi dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Putuanelli, a sostegno dei comparti zootecnico e agroalimentare del settore primario.

Settore zootecnico

Il primo, con una dotazione di 144 milioni di euro, va a favore dei produttori del comparto zootecnico tramite la previsione di aiuti eccezionali di adattamento per i danni indiretti subiti in seguito all’aggressione della Russia contro l’Ucraina”.
L’intervento mira a sostenere alcuni settori del comparto zootecnico maggiormente colpiti dall’aumento dei costi di materie prime, dal caro energia e dalle conseguenze dirette e indirette del conflitto in Ucraina, con l’obiettivo di favorire metodi di produzione rispettosi dell’ambiente, del clima e del benessere animale.

L’erogazione delle risorse ai beneficiari sarà effettuata entro il 30 settembre 2022. Relativamente al sostegno degli altri settori zootecnici colpiti dall’aumento dei costi delle materie prime il Ministero sta intervenendo con un ulteriore provvedimento, finanziato, per un importo pari a 80 milioni di euro, con risorse nazionali e che sarà esaminato nella prossima seduta della Conferenza Stato Regioni, prevista per domani 6 luglio.

Eccellenze gastronomiche e agroalimentari

Il secondo decreto attuativo firmato dal Mipaaf definisce i criteri per la concessione del “Fondo di parte capitale per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano”, con una dotazione finanziaria di 56 milioni di euro, di cui 25 milioni di euro per il 2022 e 31 milioni euro per il 2023, a valere sulla Legge di Bilancio

L’intervento è finalizzato a promuovere e sostenere le eccellenze della ristorazione e della pasticceria italiana.

Potranno beneficiare delle risorse le imprese di ristorazione con somministrazione, le pasticcerie e le gelaterie iscritte da almeno 10 anni al registro delle imprese o in alternativa quelle che, nei dodici mesi precedenti la data di pubblicazione del decreto, hanno acquistato prodotti certificati DOP, IGP, SQNPI (Sistema di qualità nazionale di produzione integrata), SQNZ (Sistema di qualità nazionale zootecnica) e prodotti biologici. Per la ristorazione la quota stabilita è fissata al 25 % degli acquisti totali, per la pasticceria e la gelateria al 5%. Saranno erogate agevolazioni fino al 70% dell’investimento, per un massimo di 30 mila euro per singola impresa, per l’acquisto di macchinari professionali e altri beni strumentali durevoli innovativi.

In attesa della pubblicazione dei decreti attuativi, per maggiori informazioni e approfondimenti, contatta un esperto di PJ Consulting.

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PNRR: 500 milioni di euro per sviluppo logistica agroalimentare

Potenziare i sistemi di logistica e stoccaggio del settore agroalimentare, anche al fine di rafforzare la competitività delle filiere, ridurre i costi ambientali ed economici e sostenere l’innovazione dei processi di produttivi. È stato firmato dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli, il decreto che istituisce lo strumento dei Contratti per la logistica agroalimentare, a cui sono destinati 500 milioni di euro al fine di sostenere gli investimenti delle imprese, nell’ambito della misura PNRR “Sviluppo logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo”.

Le risorse sono destinate al finanziamento di programmi per la logistica agroalimentare, finalizzati a sostenere gli investimenti delle imprese per la transizione verso forme produttive più moderne e sostenibili, volte a perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi: ridurre l’impatto ambientale e incrementare la sostenibilità dei prodotti; migliorare la capacità di stoccaggio e trasformazione delle materie prime; preservare la differenziazione dei prodotti per qualità, sostenibilità, tracciabilità e caratteristiche produttive; potenziare, indirettamente, la capacità di esportazione delle PMI agroalimentari italiane; rafforzare la digitalizzazione nella logistica anche ai fini della tracciabilità dei prodotti; ridurre lo spreco alimentare.

Beneficiari
Potranno accedere alla misura, in forma individuale o associata, le imprese, le società cooperative, i consorzi che operano nel settore agricolo e agroalimentare, le OP, le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione.
Saranno selezionati e finanziati progetti di investimento in attivi materiali e immateriali per la realizzazione e l’efficientamento di strutture di stoccaggio, magazzinaggio e trasformazione, per la digitalizzazione dei processi di logistica, per la realizzazione di interventi infrastrutturali su aree produttive e snodi logistici e commerciali.

Le agevolazioni

Nell’ambito della produzione agricola primaria, i progetti di investimento devono prevedere spese ammissibili non inferiori a 1,5 milioni di euro e non superiori a 25 milioni di euro. L’aiuto non sarà superiore ai 12 milioni di euro.

Nell’ambito della trasformazione e della commercializzazione, i progetti di investimento devono prevedere spese non inferiori a 5 milioni di euro e non superiori a 25 milioni di euro. L’aiuto concesso non sarà superiore ai 12 milioni di euro.
Il 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il provvedimento sarà ora oggetto di notifica presso la Commissione europea per ottenere la necessaria autorizzazione del regime aiuti di stato, a seguito della quale potranno essere emanati i bandi.

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Contratti di filiera pesca e acquacoltura: decreto Mipaaf definisce criteri e modalità attuative

In fase di apertura il bando per l’attuazione dei contratti di filiera nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Con decreto ministeriale il Mipaaf ha approvato criteri, modalità e procedure per la loro attuazione e le misure agevolative per la realizzazione dei programmi.

Per partecipare, i beneficiari devono sotto scrivere un contratto di filiera basato su un accordo in cui siano individuati: il soggetto proponente, gli obiettivi, le azioni, il programma con i tempi di realizzazione, i risultati e gli obblighi reciproci dei soggetti beneficiari.

Il programma, oltre a contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali e di sostenibilità, deve essere articolato in diverse tipologie di interventi ammissibili, dimostrare l’integrazione tra i diversi soggetti e il miglioramento del grado di relazione organizzativa commerciale e in termini di distribuzione del reddito.

Beneficiari:
Sono beneficiari i soggetti proponenti del Contratto di filiera, tra cui:

a) le società cooperative e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori e le associazioni di organizzazioni di produttori ittici riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;

b) le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi della normativa vigente che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;

c) gli enti pubblici; le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività ittica e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori ittici, cooperative e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;

d) le associazioni temporanee di impresa tra i soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;

e) le reti di imprese che hanno già sottoscritto un Contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

Rientrano tra i beneficiari, le PMI inserite nelle seguenti categorie:

a) imprese che operano nel settore della pesca e dell’acquacoltura;

b) le organizzazioni di produttori e le associazioni di organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;

c) le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività ittica e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori ittici, cooperative e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, ittiche o commerciali.

Inoltre, possono accedere alle agevolazioni gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza, iscritti all’Anagrafe nazionale delle ricerche, istituita presso il Ministero dell’università e della ricerca.

Interventi ammissibili

  1. investimenti nelle imprese di pesca e acquacoltura connessi con l’attività produttiva: spesa massima ammissibile per regimi in esenzione non superiore a 2 milioni di euro per progetto e a 1 milione di euro per beneficiario e per anno.
  2. investimenti per la trasformazione di prodotti ittici: spesa massima ammissibile per regimi in esenzione non superiore a 2 milioni di euro per progetto e a 1 milione di euro per beneficiario e per anno.
  3. investimenti per la commercializzazione di prodotti ittici, per la partecipazione dei produttori di prodotti ittici ai regimi di qualità e per la realizzazione di campagne di comunicazione e promozione regionali, nazionali o transnazionali: spesa massima ammissibile per regimi in esenzione non superiore a 2 milioni di euro per progetto e a 1 milione di euro per beneficiario e per anno;
  4. Progetti di Ricerca e sviluppo nel settore ittico.

Per i progetti di ricerca e sviluppo nei settori della pesca e dell’acquacoltura: spesa massima ammissibile per regimi in esenzione pari a 7,5 milioni di euro per progetto.

Spese finanziate
Formazione, Consulenze/Servizi, Risparmio energetico/Fonti rinnovabili, Innovazione Ricerca e Sviluppo, Opere edili e impianti, Attrezzature e macchinari.

Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse nella forma del Contributo in conto capitale e/o del Finanziamento agevolato. L’intesità dell’aiuto è fino al 100%.

Per informazioni e assistenza nella stesura del programma e nella preparazione al bando, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Commercio elettronico per le imprese agricole: al via il credito di imposta

credito imposta commercio elettronico PJ Consulting

Sviluppare e potenziare le attività in ambito agricolo e agroalimentare, favorire nuove opportunità nel commercio extranazionale e implementare la logistica: sono gli obiettivi del provvedimento adottato da Mipaaf e pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate per accedere al credito di imposta 2021-2022 per il commercio elettronico.

A favore delle reti di imprese agricole e agroalimentari per la realizzazione o l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento delle vendite online, il credito di imposta ottenibile ammonta al 40% degli importi sostenuti. A seconda dell’attività prevalente svolta e dichiarata ai fini IVA, l’agevolazione massima, può oscillare tra i 25mila e i 50mila euro.

Creazione di depositi fiscali virtuali nei Paesi esteri, spese relative alla stipula di accordi con gli spedizionieri doganali, anche ai fini dell’assolvimento degli oneri fiscali, e per le attività e i progetti legati all’incremento delle esportazioni, dotazione di nuove tecnologie, software, progettazione, implementazione e sviluppo di database e sistemi di sicurezza sono le voci di spesa che è possibile detrarre attraverso l’accesso al credito.

Il credito d’imposta è riconosciuto, per i periodi d’imposta dal 2021 al 2023, alle reti di imprese agricole e agroalimentari, anche costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi o aderenti ai disciplinari delle «strade del vino».

Per rete di imprese si intende:

 la “rete contratto”, priva di autonoma soggettività giuridica, prevista dall’articolo 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5

 la “rete soggetto”, dotata di autonoma soggettività giuridica, acquisita ai sensi dell’articolo 3, comma 4-quater, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5

La domanda di credito d’imposta dovrà essere presentata

  • in caso di “rete contratto”, dalle singole imprese aderenti per la quota di spese ad esse riferibili
  • in caso di “rete soggetto”, dalla rete stessa

Le domande, per spese realizzate nell’esercizio 2021, potranno essere presentate  dal 20/09 al 20/10 2022, mentre per gli esercizi 2022 e 2023, le domande andranno presentate dal 15 febbraio al 15 marzo 2023 – per il 2022 – e dal 15 febbraio al 15 marzo 2024 – per il 2023

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Mipaaf: 1,2 miliardi di euro per i contratti di filiera

contratti di filiera

Investimenti in attivi materiali e immateriali, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, partecipazione dei produttori ai regimi di qualità, promozione dei prodotti agricoli, ricerca e sviluppo nel settore agricolo: sono le tipologie di interventi ammissibili per le filiere produttive e le aziende agroalimentari, ittiche, forestali e florovivaistiche. Ammontano a 1,2 miliardi di euro le risorse del PNRR stanziate per i contratti di filiera con programmi di spese ammissibili comprese tra i 4 milioni e i 50 milioni di euro, come previsto nel decreto che definisce criteri, modalità e procedure per l’attuazione dei contratti di filiera pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 marzo scorso.

I beneficiari

Tra i soggetti proponenti e beneficiari figurano le società cooperative agricole e i loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni e le associazioni di produttori agricoli, le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda, le organizzazioni interprofessionali, gli enti pubblici, le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute, gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza.
Al contratto di filiera possono partecipare anche soggetti esterni non coinvolti direttamente nel programma per il perseguimento degli obiettivi.

Spese ammissibili
Le spese ammissibili sono riportate nell’allegato A del decreto
.
Gli interventi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni. Per i contratti di filiera le agevolazioni sono erogate in forma di contributo in conto capitale e/o finanziamento agevolato.
In particolare, per gli investimenti nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria e per la trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione, nella forma di contributo capitale fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione e fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni.
Il finanziamento agevolato e il finanziamento bancario coprono il 100% degli investimenti ammissibili.

Presentazione della domanda
La domanda deve essere trasmessa al Ministero delle Politiche agricole insieme al programma del contratto di filiera. Alla domanda devono essere allegati il programma del contratto di filiera, la descrizione degli elementi e le informazioni relative all’intero programma del contratto di filiera e ai soggetti beneficiari in esso coinvolti. Si prevede che vengano inoltre annessi alla domanda la scheda sintetica del progetto contenente l’elenco dettagliato degli investimenti e le spese ammissibili inerenti a ciascun intervento previsto nonché le fonti di finanziamento utilizzate. La domanda deve essere altresì corredata delle dichiarazioni del soggetto beneficiario relative alla disponibilità degli immobili (suolo e fabbricati) ove sarà realizzato il progetto e l’attestazione della regolarità di suolo e immobili interessati dall’intervento. Il Ministero, entro 30 giorni dal ricevimento della domanda di accesso alle agevolazioni, accetta la completezza e la regolarità della domanda stessa, nonché la sussistenza delle condizioni di ammissibilità.

Per assistenza e supporto contatta un esperto di PJ Consulting.

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Entro il 31 marzo pubblicazione del bando PNRR per Parco Agrisolare

Ammontano a 1,5 miliardi di euro le risorse stanziate dal PNRR per il bando Componente 2.1 – misura Parco Agrisolare.
Sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica in ambito agricolo, escludendo totalmente il consumo di suolo è l’obiettivo dell’intervento che prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici ad uso produttivo, stalle e cascine, nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, puntando a raggiungere l’installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq per 0,43 GW, e  contribuendo così ad aumentare la sostenibilità e l’efficienza energetica del settore.
Gestite dal GSE, indicato dal Mipaaf, con convenzione pubblico-privata, le domande del bando con parere favorevole vedranno avviarsi subito le operazioni di attuazione dei programmi fotovoltaici, mentre il ministero delle Politiche Agricole supervisionerà tutte le fasi dell’attuazione dei progetti e dei flussi finanziari.
Per maggiori informazioni e per la predisposizione dell’istanza in vista dell’uscita del bando, consulta un esperto di PJ Consulting.

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News in materia di Agricoltura

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Le misure della Legge di Bilancio 2020.

Nonostante non si sia ancora giunti alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, appare ormai chiaro il quadro delle misure che saranno applicabili con la nuova legge.

Agricoltura. Come confermato dal comunicato stampa della Ministra Bellanova (24/12/19), in arrivo:

  • Fondo per la competitività delle filiere.

30 milioni complessivi nel biennio 2020-2021 a sostegno dell’agroalimentare Made in Italy, con interventi per il rafforzamento della competitività delle filiere agricole.

  • Fondo per biologico.

Istituzione di un Fondo di 4 milioni per il 2020 e 5 milioni a decorrere dal 2021 per la promozione di filiere e distretti di agricoltura biologica.

  • Piano di promozione finalizzato a contrastare i dazi.

Promozione strategica per i prodotti agroalimentari sottoposti ad aumento di dazi e di contrasto al fenomeno dell’Italian sounding.

  • Fondo di 1 milione per sostegno alle imprese agricole finalizzato all’adozione e alla diffusione di sistemi di gestione avanzata attraverso l’utilizzo delle tecnologie innovative.
  • Fondo di 5 milioni per favorire gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi da parte delle imprese agricole.
  • Interventi per l’accesso al credito e azzeramento del costo delle garanzie per gli imprenditori agricoli che investono in innovazione tecnologica, agricoltura di precisione e tracciabilità dei prodotti.
  • Incentivi agli impianti di produzione di energia elettrica esistenti alimentati a biogas, realizzati da imprenditori agricoli singoli o associati, anche in forma consortile.
  • Disciplina per il riutilizzo degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonché per la produzione e l’utilizzazione agronomica del digestato.
  • Bonus “donne in campo”.

Fondo rotativo da 15 milioni per garantire mutui a tasso zero per le imprenditrici agricole e per quelle che vogliono diventarlo.

  • Giovani, sgravi contributivi e zero spese per 2 anni

Per i giovani che aprono un’impresa agricola sarà lo Stato a pagare i contributi previdenziali per i primi 24 mesi.

Per informazioni e contatti info@pjconsulting.eu oppure 0809727022