Finanziamenti a fondo perduto per eventi sportivi nazionali o internazionali

eventi sportivi fondo perduto foto pixabay

Ammontano a 5 milioni di euro le risorse stanziate per l’avviso pubblico del Dipartimento per lo Sport, dedicato alla selezione degli eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale.

Fino al 31 dicembre 2022 sarà possibile per le ASD e SSD singole o associate iscritte al Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche del CONI e del CIP, i Comitati organizzatori regolarmente costituiti, le Federazioni sportive nazionali e paralimpiche, le Discipline sportive associate e paralimpiche, gli Enti di promozione sportiva e gli Enti e/o società pubbliche o private, purché abbiano un titolo di esclusività, richiedere il contributo per l’organizzazione e/o la realizzazione dell’evento.

Le manifestazioni sportive per le quali è possibile fare domanda devono essere riconosciute dalle Federazioni sportive, anche internazionali, dalle Discipline sportive associate o da Enti di promozione sportiva di riferimento e avere un rilievo internazionale, o nazionale in caso di eventi sportivi femminili, con assegnazione di titoli riconosciuti dalle stesse Federazioni di riferimento, nonché dalle Discipline associate e dagli Enti di promozione sportiva.

Le proposte progettuali dovranno avere le seguenti caratteristiche:

  • prestigio internazionale – o nazionale in caso di eventi sportivi femminili – in relazione alle finalità di valorizzazione dell’immagine dell’Italia nel contesto internazionale e di diffusione della pratica sportiva e della cultura dello sport;
  • impatto positivo sull’economia e sulle comunità dei territori coinvolti e potenziali benefici e ricadute positive per il Paese;
  • coinvolgimento di soggetti a rischio di esclusione sociale o povertà e fasce più vulnerabili della popolazione (es. persone con disabilità, minorenni, anziani, ecc.);
  • attenzione alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica;
  • adozione comunque di specifiche misure o interventi necessari per mitigare o ridurre l’impatto dell’evento sull’ambiente.

L’agevolazione

Il contributo complessivo erogato non potrà essere superiore al 30% dei costi indicati nel Piano finanziario e, comunque, non potrà determinare un avanzo finanziario per l’ente organizzatore, ovvero essere superiore alla differenza tra costi e ricavi.

Per supporto e assistenza nella compilazione della domande e dell’invio, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Regione Puglia: 35 milioni di euro per le nuove iniziative di impresa con il bando Nidi

bando nidi regione puglia

Ammonta a 35 milioni di euro l’importo delle risorse destinate al bando a sportello dedicato alle Nuove Iniziative di Impresa (NIDI) in corso di pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Puglia.

La nuova versione prevede aiuti differenziati a seconda della composizione della compagine e delle caratteristiche dell’impresa e proporzionati alle difficoltà dei destinatari. Più il soggetto è debole e maggiore è l’aiuto. Così le compagini giovanili e le imprese femminili, potranno ricevere oltre alla sovvenzione a fondo perduto e al prestito, un ulteriore aiuto chiamato “assistenza rimborsabile”, che consiste nel 25% in più di fondo perduto; inoltre viene elevato il tetto delle spese di gestione a 15mila euro.

Rientrano tra i soggetti più deboli, le compagini giovanili, le imprese femminili, le nuove imprese e quelle turistiche per le quali sono previsti aiuti mirati in forma di contributi a fondo perduto e del prestito a tasso zero, con l’ulteriore abbuono della metà del prestito (assistenza rimborsabile) che consiste nel 25% in più di fondo perduto; inoltre viene elevato il tetto delle spese di gestione a 15mila euro.
In particolare, le agevolazioni verranno così ripartite secondo i destinatari:

Le compagini giovanili, che realizzano investimenti fino a 50mila euro avranno un aiuto del 100% (per il 50% come sovvenzione a fondo perduto, per il 25% nella forma del prestito e per il restante 25% nella forma dell’assistenza rimborsabile).

Le imprese femminili, che realizzano investimenti fino a 100mila euro avranno un aiuto del 100% (per il 50% come sovvenzione a fondo perduto, per il 25% nella forma del prestito e per il restante 25% nella forma dell’assistenza rimborsabile).

Le nuove imprese, partecipate almeno per la metà da soggetti in condizione di svantaggio lavorativo, che realizzano investimenti fino a 150mila euro avranno un aiuto dal 100% fino all’80% (per metà come sovvenzione a fondo perduto e per metà nella forma del prestito), decrescente all’aumentare degli investimenti. Inoltre è agevolato, per investimenti fino a 250mila euro, anche il passaggio generazionale e il rilevamento di imprese in crisi o confiscate.

Le imprese turistiche, partecipate per la metà da soggetti svantaggiati, finalizzate a promuovere un turismo innovativo e sostenibile, che realizzano investimenti fino a 150mila euro avranno un aiuto dal 100% fino all’80% (per metà come sovvenzione a fondo perduto e per metà nella forma del prestito), decrescente all’aumentare degli investimenti.

Sono agevolate le iniziative imprenditoriali nella forma della microimpresa, con un programma di investimenti completo, di importo complessivo compreso tra 10mila e 150mila euro, che arrivano a 250mila per i passaggi generazionali, il rilevamento di imprese in crisi e le società cooperative costituite da lavoratori dipendenti di un’impresa confiscata. Tra le novità più importanti l’assenza di limiti per le opere edili.

Per maggiori informazioni e per assistenza e supporto nella redazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Approvata la nuova carta degli Aiuti di Stato: fondo perduto fino al 60% in Puglia, Calabria, Campania, Sicilia

Aumento dell’intensità di aiuto per le grandi imprese, contributi a fondo perduto fino al 60% degli investimenti ammissibili per le piccole imprese di Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, inserimento del Molise nelle zone più svantaggiate.
Con queste novità è stata approvata dalla Commissione Europea la carta degli Aiuti di Stato per l’Italia a finalità regionale in vigore dal 1°gennaio 2022 al 31 dicembre 2027.
Aiutare le regioni europee meno favorite a recuperare i ritardi accumulati, ridurre la disparità in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione, dare sostegno alle regioni in via di transizione o nel mezzo di sfide strutturali, come lo spopolamento, per contribuire pienamente alla transizione verde e digitale.
Sono alcuni degli orientamenti della carta degli Aiuti di Stato aggiornati in coerenza con la politica di coesione, che mantengono garanzie solide per impedire agli Stati membri di utilizzare fondi pubblici con impatti negativi sulla delocalizzazione di posti di lavoro tra Stati membri e concorrenza sleale nel mercato unico.
Oltre ad indicare le regioni italiane ammissibili agli aiuti per investimenti a finalità regionali, la carta stabilisce anche le intensità massime di aiuto nelle regioni, l’intensità e l’importo massimo dell’aiuto di Stato, concesso per ciascun beneficiario, espresso in percentuale dei costi di investimento ammissibili.
Le nuove aliquote si applicheranno nei nuovi bandi emessi dai ministeri e dalle Regioni, oltre che nei contratti di sviluppo, su interventi agevolabili come acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, acquisto e ristrutturazione di immobili e altro.

LE PERCENTUALI
Nelle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l’intensità massima di aiuto per grandi imprese passa al 40%
Nelle regioni Molise, Basilicata, Sardegna, l’intensità massima di aiuto passa dal 25% al 30%.
In tutte le regioni, è prevista la maggiorazione di:
– 10 punti percentuali per gli investimenti delle imprese di medie dimensioni;
– 20 punti per gli investimenti delle piccole imprese (per i loro investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di EUR).
Ulteriori modifiche alla carta sugli aiuti di stato a finalità regionali saranno possibili per accrescere l’intensità massima di aiuto nelle future aree di transizione giusta.

COLLOCAZIONE DELLE AREE E INTENSITA’ DI AIUTO
Gli aiuti per gli investimenti a finalità regionale spettano ad un gruppo di regioni che ospita il 41,99% della popolazione.
Sono collocate nelle aree A, tra le regioni più svantaggiate dell’UE, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna che totalizzano il 32% della popolazione italiana, con un Pil pro capite inferiore al 75% della media UE. A norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE, sono ammissibili con intensità massime di aiuto per le grandi imprese comprese tra il 30% e il 40%, in funzione del PIL pro capite della zona A di appartenenza.
Per un massimo del 9,99% della popolazione nazionale, l’Italia può designare le così dette zone C, non predefinite e suscettibili di ulteriori modifiche successive.

 

 

 

 

 

Turismo e PNRR: pubblicate le modalità attuative per l’erogazione delle risorse

Turismo e PNRR

Limite di spesa di 500 milioni di Euro per le imprese del settore turistico fino al 2025 e definizione delle modalità applicative per l’erogazione dei contributi a fondo perduto e dei crediti di imposta. Con la pubblicazione dell’avviso da parte del Ministero del Turismo sulle modalità applicative, sono state specificate le tipologie di imprese turistiche ammesse agli incentivi, gli interventi ammessi, le soglie massime di spesa ammissibile, i criteri di verifica e accertamento dell’effettività delle spese sostenute; le procedure per l‘ammissione delle spese al credito d’imposta, per il suo riconoscimento e utilizzo; le procedure per l’ammissione delle spese e il riconoscimento del contributo a fondo perduto; le procedure per il riconoscimento del finanziamento a tasso agevolato; le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei contributi; le modalità per garantire il rispetto del limite massimo di spesa e il raggiungimento degli obiettivi relativi alla misura 4.2 Ml C3 del PNRR.

Ammonta a 100 milioni di euro il limite di spesa degli incentivi concessi per l’anno 2022; 180 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024 e 40 milioni di euro per il 2025, da integrare ad eventuali altre risorse europee, nazionali, regionali.

Il 50% dei fondi sono riservati ad interventi volti al supporto degli investimenti di riqualificazione energetica, mentre il 40% è dedicato ad interventi da realizzarsi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I beneficiari degli interventi sono:

imprese alberghiere;
strutture che svolgono attività agrituristica;
strutture ricettive all’aria aperta;
imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

Tra le condizioni da rispettare da parte delle imprese:

– essere, al momento della presentazione della domanda di partecipazione regolarmente iscritti al registro delle imprese;

– gestire in virtù di un contratto regolarmente registrato una attività ricettiva o di servizio turistico in immobili o aree di proprietà di terzi;

– in alternativa, essere proprietari degli immobili oggetto di intervento presso cui sono esercitati l’attività ricettiva o il servizio turistico.

Tutti i requisiti previsti devono essere posseduti dalla data di presentazione della domanda e mantenuti fino a 5 anni successivi all’erogazione del pagamento finale dell’agevolazione al beneficiario, pena la decadenza dal diritto all’agevolazione e il recupero degli incentivi erogati.

Ciascuna impresa turistica può presentare una sola domanda di incentivo per una sola struttura di impresa oggetto di intervento.

CREDITI DI IMPOSTA E CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Alle imprese beneficiarie viene riconosciuto un credito di imposta fino all’80% delle spese ammissibili sostenute per gli interventi realizzati a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, nonché per quelli avviati dopo il lº febbraio 2020 e non ancora conclusi, a condizione che le relative spese siano sostenute a decorrere dal 7 novembre 2021.

Viene riconosciuto anche un contributo a fondo perduto non superiore al 50% delle spese sostenute per gli interventi realizzati a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, per un importo massimo pari a 40.000 euro. Il contributo può essere aumentato, anche cumulativamente, nei casi previsti dall’articolo 1, comma 2, lett. a), b) e c) del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152.

Entrambi gli incentivi possono essere riconosciuti in favore della stessa impresa, a condizione che il cumulo non porti al superamento della spesa complessiva ammissibile per gli interventi.

Gli incentivi non sono cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi e, in ogni caso, non possono portare al superamento del costo sostenuto per gli interventi.

L’attribuzione degli incentivi avverrà secondo l’ordine cronologico delle domande, nel limite massimo di spesa pari a 500 milioni di euro. In caso di esaurimento anticipato delle risorse disponibili e di raggiungimento dell’obiettivo del numero minino di 3500 imprese beneficiarie, alle prime 3700 imprese verranno comunque concessi gli incentivi fino alla riduzione in via proporzionale.

INTERVENTI AMMESSI

a) interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture, indicati dall’articolo 2 del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 6 agosto 2020;

b) interventi di riqualificazione sismica, di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR);

c) interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, come definite dall’articolo 1, comma 2, del D.P.R. n. 503/1996

d) interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia e installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, di cui all’articolo 3, comma 1, lettere b), c) d) ed e.5), del D.P.R. n. 380/2001, funzionali alla realizzazione di interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica e agli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e al D.P.R. n. 503/1996;

e) realizzazione di piscine termali,per i soli stabilimenti termali e l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, relativi alle strutture di cui all’articolo 3 della legge n. 323/2000;

f) interventi di digitalizzazione con riferimento alle spese previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, esclusi i costi relativi alla intermediazione commerciale;

g) acquisto di mobili e componenti d’arredo, ivi inclusa l’illuminotecnica, a condizione che tale acquisto sia funzionale ad almeno uno degli interventi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e), e che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima del completamento dell’ammortamento degli stessi;

A pena di decadenza dall’incentivo, gli incentivi devono:

a) riguardare, laddove per essi siano previste opere edili-murarie e impiantistiche, fabbricati o terreni che abbiano destinazione urbanistica compatibile con la destinazione d’uso delle attività previste all’art. 2 dell’Avviso;

b) essere realizzati presso una sede operativa in Italia attiva alla presentazione della domanda;

c) recare nella scheda progetto una descrizione compiuta e dettagliata degli interventi oggetto di agevolazione, e il progetto dovrà essere obbligatoriamente corredato da relazione tecnica e da elaborati grafici dello stato di fatto, intermedio e di progetto;

d) iniziare entro sei mesi dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero del turismo dell’elenco dei beneficiari;

e) essere conclusi entro ventiquattro mesi dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero del turismo dell’elenco dei beneficiari ammessi agli incentivi. Il termine è prorogabile, su richiesta, di massimo sei mesi. Resta fermo che gli interventi devono essere conclusi non oltre la data del 31 dicembre 2024.

CREDITO DI IMPOSTA

Il credito di imposta deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a decorrere dall’anno successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, ed entro e non oltre il 31 dicembre 2025, tramite il modello F24 dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare lo scarto dell’operazione, l’ammontare del credito di imposta da compensare non deve eccedere l’importo concesso dal Ministero del Turismo.
In tutto o in parte, il credito di imposta è cedibile con possibilità successiva di cessione ad altri soggetti, comprese le banche e altri intermediari finanziari.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Erogato in un’unica soluzione a conclusione dell’intervento o con anticipo superiore al 30% con presentazione di garanzia fideiussoria, il contributo a fondo perduto è erogato tramite bonifico bancario. Necessaria la presentazione di una relazione finale sugli obiettivi conseguiti, la rendicontazione delle spese sostenute e fatture quietanzate, documentazione antimafia.

FINANZIAMENTO A TASSO AGEVOLATO

La possibilità di fruire del finanziamento a tasso agevolato è prevista a condizione che almeno il 50% delle spese sia dedicato agli interventi di riqualificazione energetica, nel rispetto delle disponibilità a legislazione vigente e senza ulteriori oneri a carico delle finanze pubbliche.

PER AGENZIE VIAGGIO E TOUR OPERATOR

Con altro decreto interministeriale sono state definite anche le modalità applicative per l’erogazione del credito di imposta a beneficio di agenzie di viaggio e tour operator. Per il 2022 stanziati 18 milioni di euro, 10 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024, 60 milioni per il 2025.

Riconosciuta nella misura del 50% dei costi sostenuti a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, la Tax Credit copre i costi per gli investimenti e attività di sviluppo digitale fino all’importo massimo complessivo cumulato di 25.000 euro.

Le spese ammesse riguardano:
impianti wi-fi, solo a condizione che l’esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un servizio gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download;
siti web ottimizzati per il sistema mobile;
programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi;
spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio;
servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale;
strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità;
servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente ai fini di quanto previsto dal presente comma.

Sono beneficiarie delle agevolazioni le imprese con i seguenti codici ATECO

79.1 – Attività delle agenzie di viaggio e tour operator;

79.11 – Attività delle agenzie di viaggio;

79.12 – Attività dei tour operator.

INOLTRA LA DOMANDA CON PJ CONSULTING

Attraverso la piattaforma del Ministero, dal 28 febbraio 2022, può essere inoltrata la domanda contenente:

informazioni anagrafiche;
tipologia degli interventi previsti;
incentivi richiesti, con la precisazione sul riconoscimento di entrambi oppure del solo credito di imposta o del contributo a fondo perduto;
costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese ammissibili, nonché il dettaglio delle singole voci di spesa, nonché, con riferimento all’importo massimo complessivo del contributo a fondo perduto, l’eventuale sussistenza dei presupposti di cui all’articolo 1, comma 2, lett. a), b) e c) del D.L. n. 152/2021;
data di inizio e data di conclusione degli interventi previsti;
le spese per le quali intende fruire del finanziamento;
eventuale richiesta di un anticipo non superiore al 30 per cento del contributo a fondo perduto.

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Regione Campania: contributi fino al 100% per investimenti produttivi

Bando Investimenti produttivi

Macchinari, impianti, riorganizzazione e ristrutturazione aziendale: ammontano a 195,7 milioni di euro le risorse stanziate dalla Regione Campania con il bando dedicato alle MPI attraverso il Fondo Regionale per la Crescita a valere sulle risorse del PO FESR 2014-2020, Asse III, per la competitività del sistema produttivo e il rilancio della propensione degli investimenti.

C’è tempo dal 10 febbraio al 14 marzo 2022 per presentare domanda e accedere alle agevolazioni per gli interventi in ambito:

– digitalizzazione e Industria 4.0 per gli investimenti materiali e immateriali a sostegno dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione produttiva per la transizione 4.0;

– sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale, investimenti finalizzati ad accrescere la performance ambientale e sociale dell’impresa garantendo la salute e la sicurezza degli operatori;

– nuovi modelli organizzativi, investimenti tesi alla riorganizzazione dei processi aziendali attraverso l’introduzione di nuove soluzioni gestionali, di impianti e attrezzature volti a aumentare la produttività e la performance economica.

Concesse in regime di De Minimis, le agevolazioni coprono il 100% del programma di spesa ammissibile con il 50% a fondo perduto e il 50% con finanziamento a tasso zero per importi di spesa minimi di 30mila euro e massimo di 150mila euro.
Tra le spese ammissibili: impianti e macchinari, opere di impiantistica, funzionali al miglioramento dell’efficienza energetica e all’installazione dei beni materiali e immateriali; adeguamento dell’unità locale oggetto dell’intervento alle norme anti Covid e alla riduzione delle barriere architettoniche; servizi reali funzionali alla risoluzione di problematiche gestionali, tecnologiche, organizzative, commerciali, produttive e finalizzati al miglioramento delle performance ambientali e/o sociali e del posizionamento competitivo.
Ammesse anche spese per il conseguimento delle certificazioni ISO14001, ISO50001, EMAS, ISO9001 e altre certificazioni connesse ad interventi di sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale. Incluse le spese per software, sistemi, piattaforme, applicazioni e programmi informatici funzionali alle esigenze gestionali e produttive dell’intervento; spese amministrative, per studi di fattibilità, oneri per il rilascio di attestazioni tecnico contabili e garanzie a copertura della restituzione del finanziamento previsto.

La presenza di beni di cui all’allegato A (beni materiali) e B (beni immateriali) della Legge di Bilancio 2016, concorrerà alla definizione del punteggio finale.

Per assistenza e supporto nella redazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting e ottieni le agevolazioni disponibili.

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Fondo Impresa Donna: 40 milioni per l’imprenditoria femminile

imprenditoria femminile

In arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi a favore della partecipazione delle donne al mondo delle imprese.

Con la pubblicazione del decreto interministeriale sulla Gazzetta Ufficiale del 14 dicembre 2021, è stato istituito, con un finanziamento di 40 milioni di Euro, il Fondo Impresa Donna al quale si aggiungeranno a breve altri 400 milioni di Euro rivenienti dal PNRR nell’ambito della missione Inclusione e coesione.

I beneficiari:
Sono in tutto quattro le categorie di imprese che potranno beneficiare delle risorse:

– imprese individuali la cui titolare è una donna;

– lavoratrici autonome;

– cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie;

– società di capitale con quote e componenti del consiglio di amministrazione per almeno due terzi di donne.

Industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e infine il turismo sono i settori a cui andranno i benefici previsti dal Fondo Impresa Donna.

Le iniziative ammissibili devono prevedere la realizzazione di programmi di investimento entro due anni dal provvedimento di concessione.
Il limite massimo delle spese agevolabili è di 250mila euro per le nuove imprese e fino a 400mila euro per le imprese già esistenti.

Le agevolazioni, erogate sia nella forma del contributo a fondo perduto sia nella forma del finanziamento a tasso zero, potranno arrivare fino al 90% delle spese ammissibili, entro determinati limiti e a determinate condizioni. Oltre alle agevolazioni per investimenti, le imprese potranno richiedere anche una quota di agevolazione per spese di capitale circolante strettamente legate alla realizzazione degli investimenti ammissibili.

Per poter accedere ai contributi, le imprese dovranno avere le seguenti caratteristiche:

– sede legale e/o operativa in Italia;

– essere costituite da meno di un anno;

– sono ammesse anche le persone fisiche che intendono avviare l’attività purché, entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda, trasmettano documentazione sull’avvenuta costituzione;

– nel caso di lavoratrici autonome, l’apertura della partita Iva va presentata entro i 60 giorni dalla valutazione positiva della domanda.

La data di invio delle domande verrà calendarizzata con prossimo provvedimento del Mise e le istanze saranno inoltrate online attraverso la piattaforma di Invitalia.
La valutazione avverrà secondo l’ordine di presentazione a cui seguirà un esame di merito basato su criteri legati all’adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dal proponente, alla capacità organizzativa e tecnico produttiva, alle potenzialità del mercato di riferimento, con un sistema premiale alle iniziative ad alta tecnologia.

Per assistenza e supporto nella fase di redazione progettuale e inoltro della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting e ottieni le agevolazioni per la tua impresa femminile.

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Mangia Plastica: contributi a fondo perduto per eco-compattatori

Il Ministero della Transizione Ecologica, nell’ambito del  Programma mangia-plastica, ha pubblicato un bando che finanzia l’acquisto di eco-compattatori da parte dei Comuni.

I Comuni con popolazione inferiore a 100.000 abitanti possono presentare una sola istanza per l’acquisto di un eco-compattatore.

I Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti possono presentare un’istanza nei limiti di un macchinario ogni 100.000 abitanti.

La dotazione finanziaria complessiva è di 16 milioni di euro. Il contributo è erogato fino a esaurimento della disponibilità annuale di finanziamento, nel limite di 15 mila euro per l’acquisto di un eco-compattatore di capacità media, 30 mila euro per l’acquisto di un eco-compattatore di capacità alta.

Per l’annualità 2022, i Comuni possono presentare istanza d’accesso al contributo dal 31 gennaio 2022 al 31 marzo 2022.

Per informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Al via i contributi a fondo perduto per discoteche, palestre, cinema

C’è tempo da domani 2 dicembre, fino al 21 dicembre prossimo per inviare, in via telematica all’Agenzia delle Entrate, l’istanza di contributo a fondo perduto a sostegno delle attività economiche chiuse per almeno 100 giorni a causa delle restrizioni anticontagio. Il provvedimento è stato adottato e pubblicato dall’Agenzia delle Entrate a seguito del via libera della Commissione europea alla misura ai sensi del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, arrivato il 19 novembre scorso.

Ammontano a 140 milioni di euro le risorse del fondo istituito nel Decreto Sostegni Bis finalizzato a favorire la continuità delle attività economiche che hanno interrotto la propria attività dal 1° gennaio 2021 fino alla data di entrata in vigore della legge. La misura rappresenta un’agevolazione aggiuntiva rispetto agli aiuti già definiti per le partite IVA e prevede l’accesso ai contributi secondo il meccanismo dei codici Ateco.

In via prioritaria, una quota delle risorse del fondo, pari a 20 milioni di euro, è destinata a soggetti esercenti attività di discoteche, sale da ballo, night-club e simili. Il limite massimo di contributo a fondo perduto è di 25 mila euro per ciascun beneficiario.

Ammontano a 120 milioni di euro, oltre eventuali economie aggiuntive, le risorse destinate a palestre, impianti sportivi, parchi tematici, ma anche gli eventi di teatro, i cinema, il mondo dell’arte, fino ad arrivare alle fiere e al mondo delle cerimonie.
La ripartizione delle risorse è effettuata in considerazione dei ricavi e dei compensi registrati nell’anno 2019:

a) 3.000 euro per i soggetti con ricavi e compensi fino a 400 mila euro
b) 7.500 euro per i soggetti con ricavi e compensi superiori a euro 400 mila e fino a 1 milione di euro
c) 12 mila euro, per i soggetti con ricavi e compensi superiori a 1 milione di euro.

I beneficiari, al momento di presentazione della domanda, dovranno:

  • risultare titolari di partiva IVA attiva prima del 23 luglio 2021 per le discoteche, sale da ballo e night club o prima del 26 maggio negli altri casi;
  • essere residenti o stabiliti del Territorio dello Stato;
  • non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, secondo il regolamento GBER, fatta salva la deroga disposta per le microimprese e le piccole imprese.

Sono esclusi enti pubblici, intermediari finanziari e società di partecipazione.

Nel caso in cui la dotazione finanziaria non riesca a coprire le richieste di contributo per tutte le domande ammissibili, per le quali l’agevolazione di 3.000 euro è comunque garantita, il contributo verrà comunque ridotto in base alla disponibilità e in proporzione al numero di istanze ammissibili inviate e coerenti con le diverse fasce di ricavi e compensi.

Per informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Mix di aiuti per le imprese culturali e creative

Un impulso al settore cultura e creatività con 40 milioni di euro, 20 milioni per il 2021 e altrettanti per il 2022, con contributi a fondo perduto, finanziamenti e voucher: il decreto del Mise, firmato lo scorso 18 novembre e inserito nella Legge di Bilancio, rende operativo il Fondo per le piccole e medie imprese creative e prevede un mix di strumenti di aiuto per promuovere le eccellenze del Made in Italy. Inviato alla Corte dei Conti per la registrazione, il decreto riporta anche un elenco dei codici Ateco ammissibili.

Architettura, archivi, biblioteche, musei, artigianato artistico, audiovisivo compresi il cinema, la televisione e i contenuti multimediali, software, videogiochi, patrimonio culturale materiale e immateriale, design, festival, musica, letteratura, arti dello spettacolo, sono i settori che potranno beneficiare delle risorse.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO E AGEVOLAZIONI A FINANZIAMENTO AGEVOLATO

Le agevolazioni, 40% sotto forma di contributo a fondo perduto e 40% a finanziamento agevolato a tasso zero per 10 anni, coprono l’80% delle spese ammissibili relative a programmi di investimento, anche per progetti integrati, inclusi l’acquisto di macchinari innovativi, servizi specialistici finalizzati anche alla valorizzazione di brevetti, opere murarie, utenze. L’importo dei programmi di investimenti, orientati all’avvio o allo sviluppo di una nuova impresa, all’ampliamento della propria offerta di prodotti e servizi al mercato, introduzioni di innovazioni, efficientamento del processo produttivo, deve prevedere spese ammissibili non superiore a 500.000 euro al netto di Iva e avere una durata non superiore a 24 mesi decorrenti dalla data di sottoscrizione del provvedimento di concessione.

CONVERSIONE INVESTIMENTO IN EQUITY

Per le PMI innovative e le start up i finanziamenti e i contributi previsti sono più alti, in particolare, a fronte di investimenti nel relativo capitale di rischio si può richiedere la conversione di una quota del finanziamento agevolato concesso in contributo a fondo perduto per un importo pari al 50 per cento delle somme apportate dagli investitori terzi e, comunque, fino a un massimo del 50 per cento del finanziamento concesso. Per accedere a questo tipo di agevolazione, l’investimento in equity deve essere effettuato con conferimento in denaro non inferiore a 20mila euro, perfezionato entro 5 anni dalla data di concessione delle agevolazioni evitando una partecipazione di maggioranza nel capitale della start up/PMI innovativa ed essere detenuto per un periodo non inferiore a 3 anni.

I VOUCHER

Non solo fondo perduto, per le imprese culturali arrivano anche i voucher per l’acquisizione di servizi specialistici erogati da imprese creative per: azioni di sviluppo di marketing e sviluppo del brand; design e design industriale; incremento del valore identitario del company profile; innovazioni tecnologiche nelle aree della conservazione, fruizione e commercializzazione di prodotti di particolare valore artigianale, artistico e creativo.

I voucher possono essere impiegati per le prestazioni specialistiche erogate da imprese di micro, piccola e media dimensione ma anche dalle università o dagli enti di ricerca sulla base di un contratto specifico.

Gestita da Invitalia, la procedura valutativa delle domande sarà a sportello e le modalità su come ottenere i benefici verranno predisposte con appositi provvedimenti del Ministero.

Per assistenza e supporto nella preparazione delle domande, contattare un esperto di PJ Consulting.

Contatti

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Turismo e PNRR: in arrivo le prime misure

Con il PNRR e il Decreto Recovery n.152 del 6 novembre 2021, entrato in vigore il 7 novembre 2021, in arrivo un mix di strumenti agevolativi e di sostegno per il settore turistico che, nonostante i venti di ripresa dell’estate 2021, vive ancora momenti di incertezza.
Tra le misure previste a sostegno delle imprese italiane, per favorire nuovi investimenti:  contributi e credito d’imposta per le imprese turistiche; garanzie per i finanziamenti nel settore turistico; fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo; credito d’imposta per la digitalizzazione di agenzie di viaggio e tour operator.

CONTRIBUTI E CREDITO DI IMPOSTA PER LE IMPRESE TURISTICHE

Si tratta di incentivi, uno nella forma del credito d’imposta, l’altro in quella del contributo a fondo perduto, riconosciuti alle imprese alberghiere, alle strutture che svolgono attività agrituristica (legge 20/02/2006 n. 96 e dalle pertinenti norme regionali), alle strutture ricettive all’aria aperta, nonché alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.Continue reading