Investimenti sostenibili 4.0: domande dal 4 maggio 2022

investimenti sostenibili 4.0
Favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico. È l’obiettivo della misura emanata dal Mise con 677 milioni di euro.
Una quota pari al 25% della dotazione finanziaria complessiva è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese. L’intervento prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese che vanno incontro alla tutela ambientale e all’innovazione tecnologica, in coerenza con il piano Transizione 4.0, con particolare riguardo per programmi basati sull’economia circolare e la sostenibilità energetica.
Cosa finanzia
I programmi di investimento devono essere realizzati sul territorio nazionale e prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0., essere diretti all’ampliamento della capacità e alla diversificazione della produzione e alla realizzazione di nuove unità produttive.
Per le regioni del Sud:
Nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle regioni Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, le spese ammissibili non devono essere inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato;
Per le altre regioni italiane le spese ammissibili non devono essere inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.
I programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e terminati entro dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni. I criteri di valutazione prevedono un punteggio aggiuntivo per programmi con contenuti di sostenibilità.
Attività economiche ammesse
Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori caratterizzati da limitazioni derivanti dalle disposizioni europee di riferimento e che arrecano un danno significativo agli obiettivi ambientali. Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 4 del decreto 10 febbraio 2022.
Spese ammissibili
Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, tra cui:
  • macchinari, impianti e attrezzature
  • opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  • acquisizione di certificazioni ambientali
Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese per servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili.
 
Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie.
In particolare:
Per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione;
per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione.
Per i programmi di investimento da realizzare nelle regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione.
Termini e modalità di presentazione delle domande
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. A partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 è possibile, attraverso la procedura informatica procedere alla compilazione della domanda. Dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 le domande compilate potranno essere inviate.

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Progetti innovativi: dal Mise 678 milioni di euro per le MPMI italiane

Tecnologie 4.0, economia circolare, risparmio energetico: sono gli ambiti di intervento dei progetti innovativi che prevedono un sostegno di 678 milioni di euro di investimenti per le MPMI italiane.
Le agevolazioni previste, erogate in regime di Temporary Frame Work, sono destinate a programmi di investimento con elevato contenuto tecnologico coerente con il Piano Transizione 4.0, tra cui: advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, internet of things e industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics intelligenza artificiale, blockchain.
Possono accedere agli incentivi le imprese che svolgono attività manifatturiera, e servizi alle imprese compresi nei Codici Ateco previsti nel decreto.
Sono ammesse spese per impianti e attrezzature, macchinari, opere murarie, acquisizione di certificazioni ambientali, servizi volti alla sostenibilità energetica.
In particolare, i finanziamenti previsti dal nuovo regime di aiuti sono destinati per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro – Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). Di queste risorse, una quota pari al 25% è destinata ai progetti proposti dalle micro e piccole imprese.
L’importo massimo agevolabile per ogni investimento innovativo non potrà essere superiore a 3 milioni di euro e dovrà favorire la trasformazione digitale dell’attività manifatturiera delle Pmi attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0. Una particolare attenzione verrà rivolta ai progetti che puntano a favorire l’ economia circolare, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico.

Le imprese che richiederanno l’agevolazione non dovranno però aver effettuato, nei due anni precedenti la presentazione della domanda, una delocalizzazione verso uno stabilimento situato in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che realizzi prodotti o servizi oggetto dell’investimento, impegnandosi a non farlo anche fino ai 2 anni successivi al completamento dell’investimento stesso.
Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Le PMI interessate potranno presentare domanda nei termini e nelle modalità che verranno definite con un successivo provvedimento ministeriale.

Per assistenza e supporto nella predisposizione della documentazione per l’invio della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Green New Deal italiano: 750 milioni per la rivoluzione verde

patto dei sindaci per il clima e l'energia

Agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto per la sostenibilità ambientale. Ammontano a 750 milioni di euro le risorse a sostegno degli investimenti industriali finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare coerenti con gli ambiti di interventi del “Green new deal italiano”. La misura è attivata sulle risorse a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e sul Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca, gestito da Cassa Depositi e Prestiti.

Beneficiarie dell’incentivo sono le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti – anche in forma congiunta tra loro – di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento, con particolare riguardo agli obiettivi di:

– decarbonizzazione dell’economia

– economia circolare

– riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi

– rigenerazione urbana

– turismo sostenibile

adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro, essere realizzati sul territorio nazionale, avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al ministero dello Sviluppo economico.

Il decreto, firmato anche dal ministro dell’Economia e delle finanze, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, mentre un successivo provvedimento ministeriale indicherà i termini e le modalità di presentazione delle domande delle imprese.

Leggi la scheda sulla procedura a sportello
Leggi la scheda sulla procedura negoziale

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Riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso: al via il bando per la ricerca

Individuazione e sviluppo di misure volte alla prevenzione, al riuso e al riciclo dei dispositivi di protezione individuale utilizzati per far fronte alla pandemia; ricerca di mezzi tecnologici innovativi per il recupero di materiali dai dispositivi nel rispetto della sicurezza degli utenti e degli operatori: sono gli obiettivi da raggiungere attraverso l’attività di ricerca finanziata attraverso il bando pubblicato lo scorso 22 novembre dal Ministero della Transizione Ecologica, Direzione Economia Circolare, con risorse pari a 200mila euro.

I progetti ammissibili devono essere caratterizzati da replicabilità, trasferimento rapido dei risultati per l’attuazione degli interventi nei settori industriali, non devono essere stati realizzati o già conclusi al momento della presentazione della domanda.

L’attività di ricerca dovrà essere avviata nell’anno 2021 e la sua durata non dovrà superare i 6 mesi.

Destinatari dell’attività sono gli “Enti e istituzioni di ricerca” che abbiano svolto- nel triennio antecedente la pubblicazione del bando – attività di ricerca in materia di recupero di rifiuti derivanti da prodotti in plastica.
Ammontano a 200mila euro le risorse stanziate per l’annualità 2021 e 2022 da erogare, per un singolo progetto, in forma di contributo a fondo perduto a copertura totale delle spese ammissibili coerenti con gli obiettivi specifici, e in particolare relative a:

  1. management: spese per lo svolgimento dell’attività di management e coordinamento dell’attività di ricerca a condizione che la stessa sia svolta da personale proprio dell’istituto pubblico di ricerca beneficiario;
  2. personale dipendente (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nell’attività di ricerca);
  3. consulenza ed equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca, compresi i servizi di consulenza tecnico-scientifica per l’effettivo sviluppo dell’iniziativa e per la definizione e messa a punto degli interventi previsti, di valutazione dell’impatto potenziale degli stessi, di ricerca, di esperti della materia, ecc.;
  4. acquisto dei materiali strettamente connessi all’attività di ricerca;
  5. fornitura di attrezzature (hardware, software e strumentazioni di misura), strettamente connesse all’attività di ricerca;
  6. acquisizione di competenze tecniche, brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne a prezzi di mercato, utilizzati esclusivamente ai fini dell’iniziativa;
  7. realizzazione di casi di studio, compresi i sistemi di monitoraggio per la valutazione delle prestazioni degli stessi;
  8. campagne di diffusione dei risultati, compresa la pubblicazione di linee guida per la realizzazione dell’attività di ricerca;
  9. altri costi, tra cui le spese di viaggio, trasferte e missioni volte allo svolgimento di campagne di monitoraggio e/o controllo.

È possibile presentare domanda entro il 6 dicembre 2021.

Per assistenza e supporto per la presentazione dell’istanza, contattare un esperto di PJ Consulting.

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