RAEE: fino a 15mila euro per le imprese che richiedono la certificazione Emas

Individuate dal MiTE le misure per incentivare l’introduzione volontaria, nelle imprese che effettuano le operazioni di trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), dei sistemi certificati di gestione ambientale.
Ammontano a 500mila euro l’anno le risorse stanziate per l’introduzione volontaria del sistema di ecogestione e audit (EMAS).
Per le imprese, il contributo a fondo perduto è di massimo 15mila euro.
Possono beneficiarne le imprese che effettuano operazioni di trattamento di RAEE, autorizzate ai sensi dell’art. 208 o dell’art. 213 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e che alla data della domanda risultino regolarmente costituite e iscritte al Registro Imprese e all’assicurazione generale obbligatoria con il DURC in regola.
Le imprese che intendono accedere al contributo devono certificare l’avvio della procedura per l’ottenimento della registrazione EMAS nonché produrre la relativa documentazione. Sono escluse le imprese che abbiano già ottenuto la certificazione EMAS o abbiano concluso il procedimento per l’ottenimento della registrazione EMAS al momento di presentazione della domanda.

I termini e le modalità di presentazione delle domande saranno definiti con apposito provvedimento del direttore generale per l’Economia Circolare del Ministero insieme allo schema per la presentazione della domanda e l’elenco dell’ulteriore documentazione utile allo svolgimento dell’attività istruttoria.

Per informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Brevetti+, Disegni+, Marchi+: domande dal 27 settembre 2022

Pubblicati i bandi per la concessione delle misure agevolative Brevetti+, Disegni+ Marchi+ per un ammontare complessivo di 46 milioni di euro e così suddivise per assicurare continuità al sostegno delle micro piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.

Misura Brevetti+: € 20.000.000 + € 10.000.000 (PNRR)
Misura Disegni+: € 14.000.000 
Marchi+: € 2.000.000

Brevetti+ 
L’incentivo a fondo perduto, erogato in Regime De Minimis, prevede fino all’80% di agevolazioni a fondo perduto per MPMI.
Sono ammesse le spese per servizi specialistici funzionali alla valorizzazione economica del brevetto, in particolare per l’industrializzazione e l’ingegnerizzazione, per le attività di organizzazione e sviluppo e per il trasferimento tecnologico. L’agevolazione massima è di € 140.000.
Il limite è elevato al 100% per le imprese beneficiarie che al momento della presentazione della domanda risultavano contitolari – con un Ente Pubblico di ricerca (Università, Enti di Ricerca e IRCCS) – della domanda di brevetto o di brevetto rilasciato ovvero titolari di una
licenza esclusiva avente per oggetto un brevetto rilasciato ad uno dei suddetti enti pubblici, già trascritta all’UIBM, senza vincoli di estensione territoriali.
Le domande di agevolazione possono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso il portale del Soggetto Gestore, alle ore 12.00 del 27/09/20212.

Disegni+
Contributo a fondo perduto erogato in Regime De Minimis, destinato a supportare le MPMI che intendono valorizzare, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici, i disegni e modelli registrati di cui sono titolari, in una o entrambe le fasi di produzione e  commercializzazione sul mercato di nuovi prodotti correlati al disegno/modello, con un’agevolazione massima ammissibile di € 60.000 e non può superare l’80% dei costi ammissibili.

Le domande di agevolazione possono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso il portale del Soggetto Gestore, alle ore 9.30 del 11/10/2022.

Marchi+
Incentivo, come i precedenti, a fondo perduto in Regime De Minimis, destinato a supportare le MPMI nella tutela dei marchi all’estero presso Euipo e/o Wipo (Ompi).
È possibile presentare domanda per le spese sostenute nell’ambito della registrazione di marchi a livello europeo e/o internazionale, effettuate dal 1°giugno 2018,  che includono la progettazione grafica, l’assistenza legale per la tutela, l’assistenza al deposito, le ricerche di anteriorità e le tasse di registrazione. L’agevolazione è concessa fino all’80% (fino al 90% per USA o CINA) delle spese ammissibili sostenute e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia di servizio.

Le domande di agevolazione possono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso il portale del Soggetto Gestore, alle ore 09:30 del 25/10/2022.

Per una valutazione preliminare dei requisiti di accesso e la predisposizione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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PNRR: 200 milioni di euro per sistemi di teleriscaldamento

teleriscaldamento

Ridurre i consumi connessi alla produzione di calore ed energia frigorifera per la climatizzazione degli edifici: ammontano a 200milioni di euro le risorse stanziate dal MiTe nell’ambito della Componente 3 Misura 3 della Mission 2 del PNRR per finanziare progetti volti alla realizzazione di nuovi sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento efficiente e all’estensione a nuovi utenti di reti esistenti e al loro efficientamento.

L’obiettivo è di realizzare entro il 2026 nuove reti per il teleriscaldamento o ampliare quelle esistenti al fine di raggiungere un risparmio annuo di 20.000 tep di energia primaria non rinnovabile.

Beneficiari della misura sono soggetti pubblici e privati, proprietari, realizzatori o gestori della rete di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento efficiente o della centrale di produzione di energia termica e/o frigorifera.

Delle risorse disponibili, 50 milioni di euro sono sono destinati a sistemi di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento efficiente di piccole dimensioni, ossia a progetti che prevedono un investimento complessivo inferiore a 10 milioni di euro e 150 milioni di euro sono destinati a sistemi di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento efficiente di qualunque dimensione.

Le agevolazioni verranno concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e con procedura valutativa a graduatoria.

Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione delle proposte progettuali.

Per informazioni e approfondimenti, contatta un esperto di PJ Consulting.

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PNRR: avvisi per musei e luoghi della cultura pubblici e privati senza barriere

Attiva la procedura telematica per la presentazione di proposte progettuali di intervento per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali dei musei e dei luoghi della cultura pubblici (purché non appartenenti al Ministero della Cultura) e privati a valere sulle risorse del PNRR. C’è tempo fino al 12 agosto 2022 per l’invio delle proposte progettuali.

Beneficiari privati

Ammonta a 7.460.000 euro la dotazione finanziaria dell’avviso pubblico destinato ai privati, che vede tra i soggetti attuatori istituti e luoghi di cultura, tra cui musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici dotati di personalità giuridica, nonché gestori degli stessi autorizzati a svolgere l’intervento.

Gli interventi su opere murarie materiali o immateriali, dovranno favorire e migliorare le condizioni di accessibilità fisica, sensoriale, cognitiva e generare un impatto sulla promozione e lo sviluppo culturale, scientifico, ambientale, educativo, economico e sociale del sito.

Tra questi, sono inclusi interventi per:

  1. Accessibilità dall’esterno – Implementazione sito web
  2. Raggiungibilità e accesso ai percorsi e ai diversi servizi
  3. Percorsi orizzontali e verticali
  4. Percorsi museali
  5. Formazione specifica del personale
  6. Sicurezza ed emergenza
  7. Valorizzazione

Ammesse le spese per autorizzazioni, progettazione, esecuzione e direzione lavori, allacciamenti, sondaggi e accertamenti tecnici, impianti, beni strumentali e macchinari per accrescere la sicurezza e la fruibilità di soggetti disabili, piattaforme e ausili digitali alla visita, attività didattiche e culturali, eventi, allestimenti, forniture, studi, consulenze per accrescere l’accessibilità cognitiva e la comprensione dei contenuti.

Il contributo a fondo perduto riconosciuto è pari al 100% delle spese ammesse per un importo massimo di 200mila euro a progetto.

Beneficiari pubblici

Destinatari del secondo avviso per soggetti pubblici sono istituti e luoghi della cultura, quali musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, i complessi monumentali, le fondazioni che gestiscono beni culturali di proprietà pubblica, i consorzi che gestiscono beni culturali di proprietà pubblica e le istituzioni e aziende speciali.
Possono presentare domanda anche i gestori dei beni.

L’avviso ha una dotazione di 123.214.700 euro, ripartita nelle seguenti fasce:

  • fascia A: importo complessivo euro 20.000.000,00, con una soglia minima di oltre euro 500.000,00 e un tetto massimo di euro 2.500.000,00 per singolo progetto, per un minimo di n. 8 interventi;
    • fascia B: importo complessivo euro 103.214.700,00, con un tetto massimo fino a euro 500.000,00 per singolo progetto, per un minimo di n. 200 interventi.

Per informazioni e assistenza nella partecipazione all’avviso pubblico, contatta un esperto di PJ Consulting

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Fondo Impresa Donna: da maggio le domande per accedere agli incentivi

imprenditoria femminile

Ai nastri di partenza il bando Fondo Impresa Donna, strumento per lo sviluppo e il consolidamento delle Imprese Femminili, incluse le lavoratrici autonome, attivo su tutto il territorio nazionale, approvato con decreto direttoriale del 30 marzo 2022.
Previsto un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili per le imprese già costituite e del 90% per le nuove imprese da costituire.

COSA FINANZIA IL FONDO
Il Fondo finanzierà programmi d’investimento da realizzare entro due anni e con un tetto di spese ammissibili fissato a 250mila euro per nuove imprese e fino a 400 mila euro quelle già esistenti, nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo.

AGEVOLAZIONI PER LE NUOVE IMPRESE FEMMINILI

Le agevolazioni saranno concesse a Fondo Perduto in base all’importo degli investimenti ammissibili :
a) per i programmi che prevedono spese fino a 100mila euro, le agevolazioni raggiungono l’80% e comunque non superano i 50mila euro.
Per le donne in stato di disoccupazione che avviano una impresa individuale o un’attività di lavoro autonomo, la copertura massima è elevata al 90%, fermo restando il limite di 50mila euro di contributo
b) per i programmi che prevedono spese superiori a 100mila euro e fino a 250mila euro, le agevolazioni sono concesse fino a copertura del 50% delle spese.

INCENTIVI PER LE IMPRESE GIÀ  ESISTENTI
a) per le imprese femminili costituite da almeno 12 mesi e da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’ 80% delle spese ammissibili
> per il 50% in forma di contributo a fondo perduto
> per il restante 50%, in forma di finanziamento agevolato tasso zero
b) per le imprese femminili costituite da più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’ 80% delle spese ammissibili come segue:
> per le spese di investimento – 50% a fondo perduto – 50% finanziamento a tasso zero
> per le spese di capitale circolante l’agevolazione verrà erogata interamente a fondo perduto

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Per le nuove imprese le domande potranno essere compilate a partire del 05/05/2022 e potranno essere presentate a partire dal 19/05/2022.

Per le imprese già esistenti le domande potranno esse compilate a partire dal 24/05/2022 e potranno essere presentate a partire dal 07/06/2022.

SCARICA LA SCHEDA DEL BANDO PER LE NUOVE IMPRESE

SCARICA LA SCHEDA DEL BANDO PER LE IMPRESE ESISTENTI

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Ottieni gli incentivi per la tua impresa al femminile! Prepariamo insieme la documentazione occorrente con:
dati e profilo dell’impresa  femminile richiedente;
descrizione dell’attività;
analisi di mercato e relative strategie;
aspetti tecnico-produttivi e organizzativi;
aspetti economico-finanziari;
bilancio di esercizio dei 3 anni precedenti, per le imprese esistenti;
costituzione di impresa o apertura partita iva per persone fisiche richiedenti per conto di impresa femminile costituenda.
Richiedi subito una valutazione gratuita per il tuo progetto di investimento a PJ Consulting a garanzia dell’ammissibilità della tua istanza.

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Contributi a fondo perduto per impianti natatori

Destinato ai gestori di impianti natatori, il contributo a fondo perduto è fissato nel limite massimo di spesa di 30 milioni di euro e possono beneficiarne, secondo quanto stabilito dal testo del DPCM, firmato insieme al Ministero delle finanze:

le Associazioni e le Società Sportive che, alla data del 23.02.2020 risultavano iscritte nel Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche, siano affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate o agli Enti di Promozione Sportiva  e che abbiano per oggetto sociale anche la gestione di impianti sportivi e, in particolare, di impianti natatori.

Tra i presupposti oggetti da soddisfare per accedere al contributo:

– gestione, in virtù di un titolo di proprietà, di un contratto di affitto, di una concessione amministrativa o di altro negozio giuridico che ne legittimi il possesso o la detenzione in via esclusiva, di un impianto sportivo dotato di piscina coperta o convertibile, cioè scopribile-copribile con modalità certificata, di lunghezza minima pari a 25 metri e di superficie non inferiore a 250 mq;

– presentazione di una dichiarazione asseverata da tecnico abilitato con la quale si attesti che le misure della piscina (vasca) oggetto della richiesta di contributo siano conformi a quanto dichiarato, nonché il possesso e la validità del titolo di iscrizione agli organismi nazionali di cui sopra

– avere un numero di tesserati, presso gli enti alla data di pubblicazione del decreto, pari ad almeno 50 unità.

Modalità di presentazione della domanda

Il contributo può essere richiesto da: Associazioni e Società Sportive che alla data del 23 febbraio 2020 risultavano iscritte nel Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche.
Il contributo va richiesto in modalità telematica alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate o agli Enti di Promozione Sportiva presso cui si è affiliati, ai quali è demandata la verifica dei requisiti e la trasmissione al Dipartimento dello sport di un prospetto elencante i dati identificativi dei potenziali beneficiari

 Le modalità di assegnazione

La somma di 26 milioni di euro è attribuita:
fino a euro 25.000 (venticinquemila) per le piscine (vasche) con una superficie compresa tra 250 e 399 metri quadrati
fino a euro 40.000 (quarantamila) per le piscine (vasche) con una superficie pari o superiore a 400 metri quadrati.
La somma di 4 milioni di euro è attribuita con un contributo pari a quello previsto dalla precedente punto alle Associazioni e Società Sportive che abbiano atleti tesserati in discipline olimpiche aventi come base lo sport del nuoto e l’utilizzo delle piscine. Per essere ammessi all’assegnazione del contributo gli atleti sopra citati devono aver partecipato ad una delle seguenti manifestazioni:

Giochi Olimpici,
Giochi Paralimpici,
Campionati del Mondo e Campionati Europei assoluti o giovanili svoltisi nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2020 e la data di emanazione del decreto, non ancora ufficialmente pubblicato.

L’idoneità dell’Associazione o Società Sportiva a questo requisito deve essere certificata dalla Federazione Sportiva Nazionale competente per affiliazione (quindi non da Enti di promozione sportiva) Le richieste dovranno essere presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto sul sito del Dipartimento per lo Sport con modalità che ciascuna Federazione Sportiva Nazionale, Disciplina Associata o Ente di Promozione Sportiva renderà note.

 

Fondo Impresa Donna: prepara la tua candidatura con PJ Consulting per ottenere gli incentivi

imprenditoria femminile

Tra gli interventi cardine nell’ambito della missione “Inclusione e coesione del Recovery Fund”, con una dotazione iniziale di 40 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri 400 milioni di euro previsti dal PNRR, il bando a sportello, gestito da Invitalia – Fondo Impresa Donna – è tra i finanziamenti più attesi per l’imprenditoria femminile. Manca poco alla sua pubblicazione e PJ Consulting invita le potenziali beneficiarie a prepararsi per candidare il proprio progetto di investimento e ottenere i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati previsti per l’imprenditoria femminile.

Con l’obiettivo di valorizzare il genio, il talento e l’intraprendenza delle donne nel mondo dell’industria nelle sue diverse espressioni, il 14 dicembre scorso, con decreto ministeriale pubblicato in GURI, è stato istituito presso il Mise il Fondo Impresa Donna.
Sono in tutto venti milioni per ciascuna annualità 2022-2023, e il 40% della dotazione finanziaria sarà destinato al finanziamento di attività e progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

BENEFICIARIE DELL’INTERVENTO
Destinato alle imprese femminili nascenti o già esistenti, in particolare si rivolge a 4 categorie di beneficiari:

cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie. Inoltre, è d’obbligo che i legali rappresentanti o amministratori non siano mai stati condannati con sentenza definitiva per reati che costituiscono motivo di esclusione dagli appalti;
società di capitale con quote e componenti del CDA per almeno due terzi di donne, sempre con il vincolo dell’assenza di condanne definitive per i reati che comportano esclusione degli appalti pubblici;
imprese individuali la cui titolare è una donna e risulti non condannata in via definitiva per reati che costituiscono motivo di esclusione dagli appalti;
lavoratrici autonome che presentano l’apertura della Partita IVA entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda.
persone fisiche che intendono avviare l’attività purché, entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda, trasmettano documentazione sull’avvenuta costituzione.

COSA FINANZIA IL FONDO
Il Fondo finanzierà programmi d’investimento da realizzare entro due anni e con un tetto di spese ammissibili fissato a 250.000 euro per nuove imprese e fino a 400.000 euro quelle già esistenti, nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo.
In particolare le agevolazioni sono divise in due ambiti: per le nuove imprese e per le imprese esistenti

AGEVOLAZIONI PER LE NUOVE IMPRESE FEMMINILI
Per gli incentivi destinati alla nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la sola forma del contributo a fondo perduto per un importo massimo pari a:

-80% delle spese ammissibili e comunque fino a euro 50.000,00, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili non superiori a euro 100.000,00;

-50% delle spese ammissibili, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a euro 100.000,00 e fino a euro 250.000,00;

INCENTIVI PER LE IMPRESE GIÀ  ESISTENTI
Distinti per anni di anzianità e tipologia di spesa, gli incentivi per le imprese esistenti prevedono:
-per le imprese costituite da almeno un anno e massimo 3 anni, le agevolazioni possono essere erogate per il 50% sotto forma di “contributo a fondo perduto” e per un altro 50% come “finanziamento agevolato” di 8 anni a tasso zero, per coprire fino all’80% delle spese ammissibili. Il tetto massimo è di 400.000 euro;

-per le aziende che hanno più di 3 anni le spese di capitale circolante sono agevolate solo con il “contributo a fondo perduto”, mentre quelle di investimento anche con il “finanziamento agevolato”. Il tetto massimo è sempre pari a 400.000 euro.

Sono previsti anche percorsi di assistenza tecnico-gestionale, per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa, anche attraverso un sistema di voucher per accedervi; investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start-up innovative e le PMI innovative, nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali.

Gli incentivi vengono concessi con il regime di esenzione delle regole UE sugli aiuti di Stato se le imprese hanno i requisiti del regolamento europeo Gber – 651 del 2014, altrimenti secondo i limiti del “de minimis” (aiuti complessivi per 200.000 euro in 3 anni).

SPESE AMMISSIBILI
Sono ammissibile le spese per:
impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica;
immobilizzazioni immateriali;
servizi cloud per la gestione aziendale;
personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nell’iniziativa agevolata.

Sono ammissibili agli incentivi del Fondo Impresa Donna le sole spese che risultino sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda oppure, nel caso di persone fisiche, alla data di costituzione dell’impresa o dell’apertura della partita IVA.

Il bando verrà pubblicato nelle prossime settimane e verrà gestito da Invitalia.
La domanda di agevolazione deve essere corredata di:

dati e profilo dell’impresa  femminile richiedente;
descrizione dell’attività;
analisi di mercato e relative strategie;
aspetti tecnico-produttivi e organizzativi;
aspetti economico-finanziari;
bilancio di esercizio dei 3 anni precedenti, per le imprese esistenti;
costituzione di impresa o apertura partita iva per persone fisiche richiedenti per conto di impresa femminile costituenda.

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Riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso: al via il bando per la ricerca

Individuazione e sviluppo di misure volte alla prevenzione, al riuso e al riciclo dei dispositivi di protezione individuale utilizzati per far fronte alla pandemia; ricerca di mezzi tecnologici innovativi per il recupero di materiali dai dispositivi nel rispetto della sicurezza degli utenti e degli operatori: sono gli obiettivi da raggiungere attraverso l’attività di ricerca finanziata attraverso il bando pubblicato lo scorso 22 novembre dal Ministero della Transizione Ecologica, Direzione Economia Circolare, con risorse pari a 200mila euro.

I progetti ammissibili devono essere caratterizzati da replicabilità, trasferimento rapido dei risultati per l’attuazione degli interventi nei settori industriali, non devono essere stati realizzati o già conclusi al momento della presentazione della domanda.

L’attività di ricerca dovrà essere avviata nell’anno 2021 e la sua durata non dovrà superare i 6 mesi.

Destinatari dell’attività sono gli “Enti e istituzioni di ricerca” che abbiano svolto- nel triennio antecedente la pubblicazione del bando – attività di ricerca in materia di recupero di rifiuti derivanti da prodotti in plastica.
Ammontano a 200mila euro le risorse stanziate per l’annualità 2021 e 2022 da erogare, per un singolo progetto, in forma di contributo a fondo perduto a copertura totale delle spese ammissibili coerenti con gli obiettivi specifici, e in particolare relative a:

  1. management: spese per lo svolgimento dell’attività di management e coordinamento dell’attività di ricerca a condizione che la stessa sia svolta da personale proprio dell’istituto pubblico di ricerca beneficiario;
  2. personale dipendente (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nell’attività di ricerca);
  3. consulenza ed equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca, compresi i servizi di consulenza tecnico-scientifica per l’effettivo sviluppo dell’iniziativa e per la definizione e messa a punto degli interventi previsti, di valutazione dell’impatto potenziale degli stessi, di ricerca, di esperti della materia, ecc.;
  4. acquisto dei materiali strettamente connessi all’attività di ricerca;
  5. fornitura di attrezzature (hardware, software e strumentazioni di misura), strettamente connesse all’attività di ricerca;
  6. acquisizione di competenze tecniche, brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne a prezzi di mercato, utilizzati esclusivamente ai fini dell’iniziativa;
  7. realizzazione di casi di studio, compresi i sistemi di monitoraggio per la valutazione delle prestazioni degli stessi;
  8. campagne di diffusione dei risultati, compresa la pubblicazione di linee guida per la realizzazione dell’attività di ricerca;
  9. altri costi, tra cui le spese di viaggio, trasferte e missioni volte allo svolgimento di campagne di monitoraggio e/o controllo.

È possibile presentare domanda entro il 6 dicembre 2021.

Per assistenza e supporto per la presentazione dell’istanza, contattare un esperto di PJ Consulting.

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