Proroga bando per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

Prorogato alle ore 12 del 31 marzo 2022 il termine per la presentazione di progetti valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. Ammontano a 300 milioni di euro le risorse rivenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, all’interno della Missione 5 Componente 3, dedicata a interventi speciali per la coesione territoriale.
Di questa cifra, 250 milioni di euro sono riservati ai progetti selezionati attraverso una procedura selettiva, mentre ulteriori 50 milioni di euro serviranno a individuare altri progetti, di particolare valore economico e/o simbolico per il territorio. La nuova scadenza riguarda entrambe le candidature.

Beneficiari sono i Comuni, le Provincie, le Città Metropolitane, Regioni anche in forma consortile e in associazione, ubicate nelle otto Regioni del Mezzogiorno già destinatari di un bene confiscato. il bando finanzia opere di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione e/o adeguamento di questi beni, che potranno così essere restituiti alla collettività. La destinazione finale delle opere potrà essere di natura istituzionale, sociale o economica, con il vincolo di riutilizzare i proventi a scopi sociali e per reinserire quanto prodotto nel circuito della legalità.

Sono ammessi progetti per creazione di strutture, residenze sociali/sanitarie, centri diurni, coabitazione sociale a sostegno dell’alloggio/inclusione sociale delle persone che vivono in condizioni di esclusione; – riqualificazione di spazi pubblici volta a migliorare i servizi sociali per i cittadini; – creazione di spazi di incontro socioculturale per i giovani gestiti da associazioni di volontariato; – utilizzo di beni per fini istituzionali, compresa polizia locale, protezione civile, etc.

Sono previsti criteri premiali, in particolare per la valorizzazione con finalità di Centro antiviolenza per donne e bambini, o case rifugio e per la valorizzazione con finalità per asili nido o micronidi.

Ciascun progetto selezionato attraverso la procedura selettiva può ottenere fino a un massimo di 2,5 milioni di euro di finanziamento. All’interno dello stesso tetto massimo di 2,5 milioni di euro, l’opera può essere in parte cofinanziata da altre risorse nazionali o dal soggetto proponente, ma solo per costi diversi da quelli finanziati dal PNRR.

Sono finanziabili tutte le spese collegate alla realizzazione dell’opera, anche sostenute da azioni intraprese a partire dall’1 febbraio 2020, nel caso di lavori già avviati. Non sono previsti costi forfettizzati, né costi aggiuntivi del personale.

Per approfondimenti e supporto nella redazione progettuale e presentazione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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