Prorogato alle ore 12 del 28 febbraio 2022 il termine per la presentazione di progetti valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. Ammontano a 300 milioni di euro le risorse rivenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, all’interno della Missione 5 Componente 3, dedicata a interventi speciali per la coesione territoriale.
Di questa cifra, 250 milioni di euro sono riservati ai progetti selezionati attraverso una procedura selettiva, mentre ulteriori 50 milioni di euro serviranno a individuare altri progetti, di particolare valore economico e/o simbolico per il territorio. La nuova scadenza riguarda entrambe le candidature.

Beneficiari sono i Comuni, le Provincie, le Città Metropolitane, Regioni anche in forma consortile e in associazione, ubicate nelle otto Regioni del Mezzogiorno già destinatari di un bene confiscato. il bando finanzia opere di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione e/o adeguamento di questi beni, che potranno così essere restituiti alla collettività. La destinazione finale delle opere potrà essere di natura istituzionale, sociale o economica, con il vincolo di riutilizzare i proventi a scopi sociali e per reinserire quanto prodotto nel circuito della legalità.

Sono ammessi progetti per creazione di strutture, residenze sociali/sanitarie, centri diurni, coabitazione sociale a sostegno dell’alloggio/inclusione sociale delle persone che vivono in condizioni di esclusione; – riqualificazione di spazi pubblici volta a migliorare i servizi sociali per i cittadini; – creazione di spazi di incontro socioculturale per i giovani gestiti da associazioni di volontariato; – utilizzo di beni per fini istituzionali, compresa polizia locale, protezione civile, etc.

Sono previsti criteri premiali, in particolare per la valorizzazione con finalità di Centro antiviolenza per donne e bambini, o case rifugio e per la valorizzazione con finalità per asili nido o micronidi.

Ciascun progetto selezionato attraverso la procedura selettiva può ottenere fino a un massimo di 2,5 milioni di euro di finanziamento. All’interno dello stesso tetto massimo di 2,5 milioni di euro, l’opera può essere in parte cofinanziata da altre risorse nazionali o dal soggetto proponente, ma solo per costi diversi da quelli finanziati dal PNRR.

Sono finanziabili tutte le spese collegate alla realizzazione dell’opera, anche sostenute da azioni intraprese a partire dall’1 febbraio 2020, nel caso di lavori già avviati. Non sono previsti costi forfettizzati, né costi aggiuntivi del personale.

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