Ammonta a 390 milioni di euro il valore complessivo degli avvisi proposti dal Ministero della Cultura in chiusura 2021. Il primo, di competenza della Direzione Generale Spettacolo, con 200 milioni di euro rivenienti dal PNRR, finanzia interventi per la riduzione dei consumi energetici nelle sale di teatri e cinema.

Fino al 18 marzo 2022, possono presentare domanda di contributo i soggetti pubblici e privati proprietari o gestori di sale teatrali e/o sale cinematografiche. Il 40% delle risorse complessive sarà riservato alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).​

Gli interventi devono essere finalizzati alla realizzazione di progetti e/o all’acquisto di beni/servizi che abbiano come oggetto: pianificazione tecnico-economico-finanziaria, audit energetici, analisi ambientali iniziali, valutazione dell’impatto ambientale, rilievi e valutazioni finalizzate all’individuazione di criticità, individuazione dei conseguenti interventi per il miglioramento delle prestazioni energetiche; interventi sull’involucro edilizio; interventi di sostituzione e acquisizione di apparecchiature, strumenti, sistemi, dispositivi, software applicativi digitali, nonché strumentazione accessoria per il loro funzionamento, acquisizione di brevetti, licenze e know-how; installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart building) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici.
Il finanziamento è proporzionale al numero di posti disponibili, alla capienza dei teatri e, per i cinema, anche in base al numero degli schermi.

Se i contributi complessivi assegnati ad un singolo soggetto attuatore non superano i 2 milioni di euro, l’importo massimo dell’aiuto è fissato all’80% dei costi ammissibili. In caso di superamento dei 2 milioni di euro, gli aiuti non devono superare la differenza tra i costi ammissibili e il risultato operativo dell’investimento stesso. In caso di domande di contributo presentate dal medesimo soggetto attuatore relativi a differenti strutture, i contributi riconosciuti al medesimo soggetto non possono essere superiori, complessivamente a 6,5 milioni di euro.

Il finanziamento, nei limiti dei massimali previsti è concesso a fondo perduto per investimenti di ammodernamento, ovvero miglioramento, finalizzati alla promozione dell’ecoefficienza e riduzione dei consumi energetici nelle sale teatrali, cinematografiche, pubbliche e private.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER RESTAURO E LA VALORIZZAZIONE DI PARCHI E GIARDINI STORICI

Il secondo avviso riguarda la linea di investimento 2.3 finalizzata a valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici, per un valore di 190 milioni di euro, di cui almeno il 20% è destinato a beni ubicati nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).

Concesso nella forma del contributo a fondo perduto per gli enti pubblici, il finanziamento prevede la copertura del 100% delle spese ammissibili. Nel caso di beni di proprietà privata, il contributo ammesso può variare dal 50% alla totale copertura.

Tra gli obiettivi dell’intervento: rigenerazione e riqualificazione di parchi e i giardini italiani di interesse culturale; rafforzamento dell’identità dei luoghi, del miglioramento della qualità paesaggistica, della qualità della vita e del benessere psicofisico dei cittadini e alla creazione di nuovi poli e modalità di fruizione culturale e turistica; rafforzamento dei valori ambientali che il PNRR ha scelto come guida, favorendo lo sviluppo di quelle funzioni che hanno dirette e positive ricadute ambientali (riduzione dell’inquinamento ambientale, regolazione del microclima, generazione di ossigeno, tutela della biodiversità, etc.) e concorrendo, con le sue intrinseche caratteristiche dei parchi e giardini e con le attività educative che vi si svolgono, a diffondere una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica nonché a far sì che i giardini e parchi storici costituiscano una risorsa in termini di conoscenze scientifiche, tecniche, botaniche e ambientali sviluppate, sperimentate e sedimentate nei secoli.

La domanda potrà essere presentata entro il 15 marzo 2022.

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