Sono tre in tutto i bandi pubblicati dal MiTE per selezionare progetti attinenti la realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti e l’ammodernamento di quelli esistenti. Da completare entro il 30 giugno 2026, le tre linee di intervento hanno una dotazione finanziaria di 1.500.000.000 euro (un miliardo e cinquecento milioni), così ripartiti:

€ 600.000.000 sulla linea d’intervento A per miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani;

€ 450.000.000 sulla linea d’intervento B per ammodernamento/ampliamento di impianti esistenti e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata;

€ 450.000.000 sulla linea d’intervento C per ammodernamento/ampliamento di impianti esistenti e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti ad uso personale (PAD), i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria e i rifiuti tessili.

I bandi sono rivolti agli Enti di Governo d’Ambito Territoriale Ottimale (EGATO) o, laddove questi non siano stati costituiti, ai Comuni, i quali possono operare singolarmente o nella Forma Associativa tra Comuni.

In assenza di EGATO operativi, ciascun Comune, per la linea di intervento A, sia che operi singolarmente, sia  nelle forme associative tra Comuni, può presentare, come soggetto destinatario:

fino ad un numero massimo di 10 proposte, se è un Comune capoluogo di Provincia e sede di Città Metropolitana;
fino ad un numero massimo di 5 proposte, se è un Comune capoluogo di Provincia, ma non sede di Città Metropolitana, oppure se è un Comune, non capoluogo di Provincia, con più di 60.000 abitanti residenti (secondo i dati ISTAT della popolazione residente aggiornati al 31 dicembre 2020);
una sola proposta, se è un Comune non capoluogo di Provincia, con un numero di abitanti residenti pari o inferiore a 60.000.

In assenza di EGATO Operativi, ciascun Comune, per le linee di intervento B e C, sia che operi singolarmente, sia nelle Forme Associative tra Comuni, può presentare, come soggetto destinatario:

fino ad un numero massimo di 4 proposte, se è un Comune capoluogo di Provincia e sede di Città Metropolitana;
fino ad un numero massimo di 2 proposte, se è un Comune capoluogo di Provincia, ma non sede di Città Metropolitana, oppure se è un Comune, non capoluogo di Provincia, con più di 60.000 abitanti residenti (secondo i dati ISTAT della popolazione residente aggiornati al 31 dicembre 2020).
Una sola proposta, se è un Comune non capoluogo di Provincia, con un numero di abitanti residenti pari o inferiore a 60.000.

Per ciascuna linea d’Intervento il 60% delle risorse è destinato alle regioni del centro sud (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) e il 40% alle restanti regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano.

Le risorse sono concesse nella forma di contributo a fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili.
Il contributo massimo erogabile per ciascuna proposta non potrà superare la somma complessiva di:

€ 1.000.000 (un milione di euro) per la linea d’intervento A;
€ 40.000.000 (quaranta milioni di euro) per la linea d’intervento B;
€ 10.000.000 (dieci milioni di euro) per la linea d’intervento C.

Per tutte le tre linee di intervento, sono ammissibili costi di: acquisto suolo/impianto; opere murarie e assimilate; infrastrutture specifiche necessarie per il funzionamento dell’impianto; macchinari, impianti e attrezzature; programmi informatici, brevetti, licenze, etc.; spese per funzioni tecniche; spese per consulenza (max 4% delle spese ammissibili).

Le proposte potranno essere presentate a partire dal 14 dicembre 2021 e fino al 12 febbraio 2022.