In arrivo un mix di incentivi nel decreto PNNR con superbonus e incentivi a fondo perduto per le imprese che svolgono attività turistica.

È un supebonus quello approvato nel decreto legge per l’attuazione del PNRR, pari all’80% delle spese ammissibili sostenute per la progettazione e realizzazione di interventi che puntano all’incremento dell’efficienza energetica delle strutture e alla riqualificazione antisismica, all’eliminazione delle barriere architettoniche e alle operazioni edilizie. Sono incluse la realizzazione di piscine termali, con relativi acquisti di attrezzature e apparecchiature.

Gli interventi devono essere conformi agli obiettivi di sostenibilità ambientale dettati dal PNRR.

Utilizzabile esclusivamente in compensazione, il credito di imposta è ripartito in quote costanti in ciascun periodo e deve essere fruito a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati ed entro i tre periodi di imposta successivi. Il credito d’imposta è cedibile, in tutto o in parte, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese le banche e gli altri intermediari finanziari.

Contributi a fondo perduto cumulabili con il credito di imposta

Il contributo a fondo perduto è riconosciuto per gli stessi interventi che beneficiano del credito di imposta per un importo massimo di 40mila euro, in maniera anche indipendente dal credito stesso.
Il contributo può aumentare ed essere cumulato con risorse aggiuntive fino a:

  • 30mila euro per spese inerenti la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica, di almeno il 15% dell’importo totale dell’intervento;
  • 20mila euro per l’imprenditoria femminile, le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 % da giovani, le società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai due terzi da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i due terzi da giovani, e le imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo;
  • 10mila euro per le imprese la cui sede operativa è ubicata nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Erogato in un’unica soluzione a conclusione dell’intervento, il contributo a fondo perduto può essere concesso con un anticipo del 30% a fronte della presentazione di apposita garanzia da parte del beneficiario.
Entrambe le agevolazioni sono concesse per gli interventi avviati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legge e per quelli avviati precedentemente, ma non ancora conclusi. Non possono eccedere l’importo dei costi sostenuti e non sono cumulabili con altri contributi concessi per gli stessi interventi.
La misura massima del contributo a fondo perduto non può superare il limite massimo di 100mila euro cumulato e non può essere superiore al 50% dei costi dell’investimento.

Le modalità applicative delle erogazioni verranno comunicate con successivo atto e gli incentivi verranno erogati fino ad esaurimento delle risorse stanziate, secondo l’ordine cronologico delle domande.

Gli interventi conclusi entro la data di entrata in vigore del decreto potranno beneficiare del credito di imposta nella misura del 65% delle spese sostenute negli anni 2020, 2021, 2022 nel limite di spesa annuo di 180milioni di euro per il 2020, 200milioni per il 2021, 100milioni per il 2022, e deve essere fruito a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati ed entro i tre periodi di imposta successivi.

 

Fondo di Garanzia PMI
Nel settore turistico prevista anche la creazione di una sezione speciale del Fondo di Garanzia Pmi.
Le garanzie possono essere rilasciate su singoli finanziamenti o portfolio di finanziamenti per interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale, o per assicurare la continuità aziendale e garantire il fabbisogno di liquidità e gli investimenti nel settore turistico. La garanzia concessa è gratuita, l’importo massimo garantito per singola impresa, al di sotto di 499 dipendenti, è di 5milioni di euro.
Possono essere coperte da garanzia anche i finanziamenti per operazioni di rinegoziazione del debito, per investimenti immobiliari, cumulabili con altre forme di garanzia,
Istituito anche un fondo di rotazione che garantirà il 35% delle spese e dei costi ammissibili nel limite di 40 milioni di euro per il 2022 e il 2023 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi, con una riserva del 50% degli interventi a supporto degli investimenti di riqualificazione energetica e innovazione digitale.