Il Presidente Conte ed i Ministri Gualtieri e Catalfo hanno presentato poche ore fa il decreto “paracadute” per sostenere l’economia in emergenza COVID-19.

Di seguito, in sintesi, alcuni dei provvedimenti che leggeremo in Gazzetta Ufficiale.

Misure di sostegno finanziario alle imprese

Alle PMI, misure di salvaguardia per i fidi e per sospendere il pagamento delle rate di mutui e finanziamenti, fino al 30 settembre 2020. Le imprese dovranno presentare un’attestazione di relativa alla riduzione parziale o totale dell’attività in conseguenza dell’epidemia.

CdP garantirà le banche che finanziano grandi imprese (che non hanno accesso al Fondo PMI).

Credito d’imposta pubblicità e Fondo per lo spettacolo

Il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari (che avrebbe scadenza al 31/03) verrà applicato, per il 2020-2022,  sul 30% di tutti gli investimenti e non più sui soli investimenti incrementali.

Destinati 130 milioni sono previsti per un Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo.

Fondo centrale di garanzia PMI

A partire dall’entrata in vigore del decreto, sarà concessa, per un periodo di 9 mesi, la garanzia a titolo gratuito. L’importo massimo garantito per singola impresa sarà elevato a 5 milioni di euro. La sospensione del pagamento di rate di ammortamento connessa all’emergenza COVID-19 comporta la conseguente estensione della garanzia del Fondo.

Per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a € 500.000, la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti.

Prevista la proroga per tre mesi di tutti i termini riferiti agli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia del Fondo.

Credito d’imposta (affitto) per botteghe e negozi

Botteghe e negozi potranno accedere ad un credito d’imposta del 60% per l’affitto, per il solo mese di marzo 2020.

Ammortizzatori sociali

Le imprese che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”.

La cassa integrazione può essere richiesta per una durata massima di nove settimane.

Partite IVA

Ai liberi professionisti titolari di Partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, sarà riconosciuta un’indennità una tantum pari a 500 euro.