Aumento dell’intensità di aiuto per le grandi imprese, contributi a fondo perduto fino al 60% degli investimenti ammissibili per le piccole imprese di Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, inserimento del Molise nelle zone più svantaggiate.
Con queste novità è stata approvata dalla Commissione Europea la carta degli Aiuti di Stato per l’Italia a finalità regionale in vigore dal 1°gennaio 2022 al 31 dicembre 2027.
Aiutare le regioni europee meno favorite a recuperare i ritardi accumulati, ridurre la disparità in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione, dare sostegno alle regioni in via di transizione o nel mezzo di sfide strutturali, come lo spopolamento, per contribuire pienamente alla transizione verde e digitale.
Sono alcuni degli orientamenti della carta degli Aiuti di Stato aggiornati in coerenza con la politica di coesione, che mantengono garanzie solide per impedire agli Stati membri di utilizzare fondi pubblici con impatti negativi sulla delocalizzazione di posti di lavoro tra Stati membri e concorrenza sleale nel mercato unico.
Oltre ad indicare le regioni italiane ammissibili agli aiuti per investimenti a finalità regionali, la carta stabilisce anche le intensità massime di aiuto nelle regioni, l’intensità e l’importo massimo dell’aiuto di Stato, concesso per ciascun beneficiario, espresso in percentuale dei costi di investimento ammissibili.
Le nuove aliquote si applicheranno nei nuovi bandi emessi dai ministeri e dalle Regioni, oltre che nei contratti di sviluppo, su interventi agevolabili come acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, acquisto e ristrutturazione di immobili e altro.

LE PERCENTUALI
Nelle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l’intensità massima di aiuto per grandi imprese passa al 40%
Nelle regioni Molise, Basilicata, Sardegna, l’intensità massima di aiuto passa dal 25% al 30%.
In tutte le regioni, è prevista la maggiorazione di:
– 10 punti percentuali per gli investimenti delle imprese di medie dimensioni;
– 20 punti per gli investimenti delle piccole imprese (per i loro investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di EUR).
Ulteriori modifiche alla carta sugli aiuti di stato a finalità regionali saranno possibili per accrescere l’intensità massima di aiuto nelle future aree di transizione giusta.

COLLOCAZIONE DELLE AREE E INTENSITA’ DI AIUTO
Gli aiuti per gli investimenti a finalità regionale spettano ad un gruppo di regioni che ospita il 41,99% della popolazione.
Sono collocate nelle aree A, tra le regioni più svantaggiate dell’UE, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna che totalizzano il 32% della popolazione italiana, con un Pil pro capite inferiore al 75% della media UE. A norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE, sono ammissibili con intensità massime di aiuto per le grandi imprese comprese tra il 30% e il 40%, in funzione del PIL pro capite della zona A di appartenenza.
Per un massimo del 9,99% della popolazione nazionale, l’Italia può designare le così dette zone C, non predefinite e suscettibili di ulteriori modifiche successive.