Accordi innovazione

Siglato lo scorso 31 dicembre 2021, dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il decreto che riforma lo strumento degli Accordi per l’Innovazione per cui è prevista, dal Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, una dotazione finanziaria di 1 miliardo di euro.

Tra gli aspetti più salienti, la semplificazione delle procedure per la concessione di contributi e finanziamenti agevolati per realizzare progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale di rilevanza strategica per la competitività tecnologica di imprese e centri di ricerca presenti sul territorio nazionale, anche al fine di favorire l’innovazione di specifici settori, salvaguardare l’occupazione e rafforzare la presenza di prodotti italiani in mercati caratterizzati da una forte competizione internazionale.

Beneficiarie delle agevolazioni sono le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane e che presentano progetti, anche in forma congiunta tra loro, di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento tramite lo sviluppo delle tecnologie definite dal programma : “Orizzonte Europa”:

Con le nuove regole, vengono aggiornate le tecnologie chiave e le aree di intervento dei progetti:

Tecnologie di fabbricazione
Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche
Tecnologie abilitanti emergenti
Materiali avanzati
Intelligenza artificiale e robotica
Industrie circolari
Industria pulita a basse emissioni di carbonio
Malattie rare e non trasmissibili
Impianti industriali nella transizione energetica
Competitività industriale nel settore dei trasporti
Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili
Mobilità intelligente
Stoccaggio dell’energia
Sistemi alimentari
Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia
Sistemi circolari

I costi ammissibili dei progetti di ricerca e sviluppo devono prevedere spese non inferiori a 5 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Ministero dello sviluppo economico.

Con contributo diretto alle spese ed eventualmente con finanziamento agevolato, le agevolazioni sono concesse nel limite del 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e del 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale; esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.
In caso di collaborazione progettuale tra un’impresa e uno o più organismi di ricerca, viene riconosciuto a ciascuno dei soggetti una maggiorazione del contributo fino a 10 punti percentuali per le PMI e gli organismi di ricerca e fino a 5 punti percentuali per le grandi imprese.

Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

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