Custodiamo le imprese: in Puglia 15,4 milioni di euro per ristoro anche a bar e ristoranti

ristoro

Per compensare la riduzione di ricavi dovuti all’emergenza sanitaria, la Regione Puglia destina altri 15,4 milioni di euro al sostegno di micro, piccole e medie imprese chiuse per decreto nel corso del 2021. Oltre a tutte le categorie di commercio al dettaglio e dei servizi, tra cui centri di estetica, parrucchieri, commercianti e ambulanti, attività sportive e di divertimento, varie tipologie di servizi tra cui asili nido e assistenza per disabili, con l’adozione della misura sono inclusi anche i bar e ristoranti e agli esercizi simili senza cucina, con codici Ateco 56.30.00 e 56.10.11. I ristori previsti possono arrivare a 25mila euro.

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PNRR e Cultura: 390 milioni di euro per cinema, teatri, parchi e giardini storici

Ammonta a 390 milioni di euro il valore complessivo degli avvisi proposti dal Ministero della Cultura in chiusura 2021. Il primo, di competenza della Direzione Generale Spettacolo, con 200 milioni di euro rivenienti dal PNRR, finanzia interventi per la riduzione dei consumi energetici nelle sale di teatri e cinema.

Fino al 18 marzo 2022, possono presentare domanda di contributo i soggetti pubblici e privati proprietari o gestori di sale teatrali e/o sale cinematografiche. Il 40% delle risorse complessive sarà riservato alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).​

Gli interventi devono essere finalizzati alla realizzazione di progetti e/o all’acquisto di beni/servizi che abbiano come oggetto: pianificazione tecnico-economico-finanziaria, audit energetici, analisi ambientali iniziali, valutazione dell’impatto ambientale, rilievi e valutazioni finalizzate all’individuazione di criticità, individuazione dei conseguenti interventi per il miglioramento delle prestazioni energetiche; interventi sull’involucro edilizio; interventi di sostituzione e acquisizione di apparecchiature, strumenti, sistemi, dispositivi, software applicativi digitali, nonché strumentazione accessoria per il loro funzionamento, acquisizione di brevetti, licenze e know-how; installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart building) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici.
Il finanziamento è proporzionale al numero di posti disponibili, alla capienza dei teatri e, per i cinema, anche in base al numero degli schermi.

Se i contributi complessivi assegnati ad un singolo soggetto attuatore non superano i 2 milioni di euro, l’importo massimo dell’aiuto è fissato all’80% dei costi ammissibili. In caso di superamento dei 2 milioni di euro, gli aiuti non devono superare la differenza tra i costi ammissibili e il risultato operativo dell’investimento stesso. In caso di domande di contributo presentate dal medesimo soggetto attuatore relativi a differenti strutture, i contributi riconosciuti al medesimo soggetto non possono essere superiori, complessivamente a 6,5 milioni di euro.

Il finanziamento, nei limiti dei massimali previsti è concesso a fondo perduto per investimenti di ammodernamento, ovvero miglioramento, finalizzati alla promozione dell’ecoefficienza e riduzione dei consumi energetici nelle sale teatrali, cinematografiche, pubbliche e private.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER RESTAURO E LA VALORIZZAZIONE DI PARCHI E GIARDINI STORICI

Il secondo avviso riguarda la linea di investimento 2.3 finalizzata a valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici, per un valore di 190 milioni di euro, di cui almeno il 20% è destinato a beni ubicati nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).

Concesso nella forma del contributo a fondo perduto per gli enti pubblici, il finanziamento prevede la copertura del 100% delle spese ammissibili. Nel caso di beni di proprietà privata, il contributo ammesso può variare dal 50% alla totale copertura.

Tra gli obiettivi dell’intervento: rigenerazione e riqualificazione di parchi e i giardini italiani di interesse culturale; rafforzamento dell’identità dei luoghi, del miglioramento della qualità paesaggistica, della qualità della vita e del benessere psicofisico dei cittadini e alla creazione di nuovi poli e modalità di fruizione culturale e turistica; rafforzamento dei valori ambientali che il PNRR ha scelto come guida, favorendo lo sviluppo di quelle funzioni che hanno dirette e positive ricadute ambientali (riduzione dell’inquinamento ambientale, regolazione del microclima, generazione di ossigeno, tutela della biodiversità, etc.) e concorrendo, con le sue intrinseche caratteristiche dei parchi e giardini e con le attività educative che vi si svolgono, a diffondere una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica nonché a far sì che i giardini e parchi storici costituiscano una risorsa in termini di conoscenze scientifiche, tecniche, botaniche e ambientali sviluppate, sperimentate e sedimentate nei secoli.

La domanda potrà essere presentata entro il 15 marzo 2022.

Per informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting

Proroga bando per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

Prorogato alle ore 12 del 28 febbraio 2022 il termine per la presentazione di progetti valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. Ammontano a 300 milioni di euro le risorse rivenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, all’interno della Missione 5 Componente 3, dedicata a interventi speciali per la coesione territoriale.
Di questa cifra, 250 milioni di euro sono riservati ai progetti selezionati attraverso una procedura selettiva, mentre ulteriori 50 milioni di euro serviranno a individuare altri progetti, di particolare valore economico e/o simbolico per il territorio. La nuova scadenza riguarda entrambe le candidature.

Beneficiari sono i Comuni, le Provincie, le Città Metropolitane, Regioni anche in forma consortile e in associazione, ubicate nelle otto Regioni del Mezzogiorno già destinatari di un bene confiscato. il bando finanzia opere di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione e/o adeguamento di questi beni, che potranno così essere restituiti alla collettività. La destinazione finale delle opere potrà essere di natura istituzionale, sociale o economica, con il vincolo di riutilizzare i proventi a scopi sociali e per reinserire quanto prodotto nel circuito della legalità.

Sono ammessi progetti per creazione di strutture, residenze sociali/sanitarie, centri diurni, coabitazione sociale a sostegno dell’alloggio/inclusione sociale delle persone che vivono in condizioni di esclusione; – riqualificazione di spazi pubblici volta a migliorare i servizi sociali per i cittadini; – creazione di spazi di incontro socioculturale per i giovani gestiti da associazioni di volontariato; – utilizzo di beni per fini istituzionali, compresa polizia locale, protezione civile, etc.

Sono previsti criteri premiali, in particolare per la valorizzazione con finalità di Centro antiviolenza per donne e bambini, o case rifugio e per la valorizzazione con finalità per asili nido o micronidi.

Ciascun progetto selezionato attraverso la procedura selettiva può ottenere fino a un massimo di 2,5 milioni di euro di finanziamento. All’interno dello stesso tetto massimo di 2,5 milioni di euro, l’opera può essere in parte cofinanziata da altre risorse nazionali o dal soggetto proponente, ma solo per costi diversi da quelli finanziati dal PNRR.

Sono finanziabili tutte le spese collegate alla realizzazione dell’opera, anche sostenute da azioni intraprese a partire dall’1 febbraio 2020, nel caso di lavori già avviati. Non sono previsti costi forfettizzati, né costi aggiuntivi del personale.

Per approfondimenti e supporto nella redazione progettuale e presentazione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Contratti di sviluppo: 2.2 miliardi di euro per le filiere industriali strategiche

Automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico-farmaceutico, turismo, design, moda e arredo, agroindustria e tutela ambientale, sono le filiere industriali strategiche beneficiarie di 2,2 miliardi di euro, indicate dal Mise come priorità legate al PNRR.
Almeno 40 saranno i progetti di investimento da realizzare su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento agevolativo dei Contratti di Sviluppo.
Le imprese che presenteranno richiesta di accesso agli strumenti agevolativi, dovranno impegnarsi ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Mise.

Ammonta a 450 milioni di euro lo stanziamento per i Contratti di Sviluppo inserito nella legge di bilancio 2022,  da integrare con le risorse previste dal PNRR.
Nello specifico, sono disponibili:

– 750 milioni di euro per progetti d’investimento legati alla digitalizzazione, innovazione e competitività delle filiere del made in Italy;

– 1 miliardo di euro per rafforzare gli investimenti, anche in ricerca e innovazione, sulle principali filiere della transizione ecologica, favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico.

Andando incontro alla sfida digitale e green, lo strumento è stato ridisegnato con l’obiettivo di agevolare la realizzazione di progetti d’investimento che favoriscono la reindustrializzazione e la valorizzazione del patrimonio industriale, incentivando programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico.

Per maggiori informazioni sullo strumento di agevolazione, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Turismo e PNRR: al vie le domande dal 21 febbraio 2022

Turismo e PNRR

Limite di spesa di 500 milioni di Euro per le imprese del settore turistico fino al 2025 e definizione delle modalità applicative per l’erogazione dei contributi a fondo perduto e dei crediti di imposta. Con la pubblicazione dell’avviso da parte del Ministero del Turismo sulle modalità applicative, sono state specificate le tipologie di imprese turistiche ammesse agli incentivi, gli interventi ammessi, le soglie massime di spesa ammissibile, i criteri di verifica e accertamento dell’effettività delle spese sostenute; le procedure per l‘ammissione delle spese al credito d’imposta, per il suo riconoscimento e utilizzo; le procedure per l’ammissione delle spese e il riconoscimento del contributo a fondo perduto; le procedure per il riconoscimento del finanziamento a tasso agevolato; le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei contributi; le modalità per garantire il rispetto del limite massimo di spesa e il raggiungimento degli obiettivi relativi alla misura 4.2 Ml C3 del PNRR.

Ammonta a 100 milioni di euro il limite di spesa degli incentivi concessi per l’anno 2022; 180 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024 e 40 milioni di euro per il 2025, da integrare ad eventuali altre risorse europee, nazionali, regionali.

Il 50% dei fondi sono riservati ad interventi volti al supporto degli investimenti di riqualificazione energetica, mentre il 40% è dedicato ad interventi da realizzarsi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I beneficiari degli interventi sono:

imprese alberghiere;
strutture che svolgono attività agrituristica;
strutture ricettive all’aria aperta;
imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

Tra le condizioni da rispettare da parte delle imprese:

– essere, al momento della presentazione della domanda di partecipazione regolarmente iscritti al registro delle imprese;

– gestire in virtù di un contratto regolarmente registrato una attività ricettiva o di servizio turistico in immobili o aree di proprietà di terzi;

– in alternativa, essere proprietari degli immobili oggetto di intervento presso cui sono esercitati l’attività ricettiva o il servizio turistico.

Tutti i requisiti previsti devono essere posseduti dalla data di presentazione della domanda e mantenuti fino a 5 anni successivi all’erogazione del pagamento finale dell’agevolazione al beneficiario, pena la decadenza dal diritto all’agevolazione e il recupero degli incentivi erogati.

Ciascuna impresa turistica può presentare una sola domanda di incentivo per una sola struttura di impresa oggetto di intervento.

CREDITI DI IMPOSTA E CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Alle imprese beneficiarie viene riconosciuto un credito di imposta fino all’80% delle spese ammissibili sostenute per gli interventi realizzati a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, nonché per quelli avviati dopo il lº febbraio 2020 e non ancora conclusi, a condizione che le relative spese siano sostenute a decorrere dal 7 novembre 2021.

Viene riconosciuto anche un contributo a fondo perduto non superiore al 50% delle spese sostenute per gli interventi realizzati a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, per un importo massimo pari a 40.000 euro. Il contributo può essere aumentato, anche cumulativamente, nei casi previsti dall’articolo 1, comma 2, lett. a), b) e c) del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152.

Entrambi gli incentivi possono essere riconosciuti in favore della stessa impresa, a condizione che il cumulo non porti al superamento della spesa complessiva ammissibile per gli interventi.

Gli incentivi non sono cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi e, in ogni caso, non possono portare al superamento del costo sostenuto per gli interventi.

L’attribuzione degli incentivi avverrà secondo l’ordine cronologico delle domande, nel limite massimo di spesa pari a 500 milioni di euro. In caso di esaurimento anticipato delle risorse disponibili e di raggiungimento dell’obiettivo del numero minino di 3500 imprese beneficiarie, alle prime 3700 imprese verranno comunque concessi gli incentivi fino alla riduzione in via proporzionale.

INTERVENTI AMMESSI

a) interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture, indicati dall’articolo 2 del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 6 agosto 2020;

b) interventi di riqualificazione sismica, di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera i), del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR);

c) interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, come definite dall’articolo 1, comma 2, del D.P.R. n. 503/1996

d) interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia e installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, di cui all’articolo 3, comma 1, lettere b), c) d) ed e.5), del D.P.R. n. 380/2001, funzionali alla realizzazione di interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica e agli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, in conformità alla legge 9 gennaio 1989, n. 13, e al D.P.R. n. 503/1996;

e) realizzazione di piscine termali,per i soli stabilimenti termali e l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, relativi alle strutture di cui all’articolo 3 della legge n. 323/2000;

f) interventi di digitalizzazione con riferimento alle spese previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, esclusi i costi relativi alla intermediazione commerciale;

g) acquisto di mobili e componenti d’arredo, ivi inclusa l’illuminotecnica, a condizione che tale acquisto sia funzionale ad almeno uno degli interventi di cui alle lettere a), b), c), d) ed e), e che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima del completamento dell’ammortamento degli stessi;

A pena di decadenza dall’incentivo, gli incentivi devono:

a) riguardare, laddove per essi siano previste opere edili-murarie e impiantistiche, fabbricati o terreni che abbiano destinazione urbanistica compatibile con la destinazione d’uso delle attività previste all’art. 2 dell’Avviso;

b) essere realizzati presso una sede operativa in Italia attiva alla presentazione della domanda;

c) recare nella scheda progetto una descrizione compiuta e dettagliata degli interventi oggetto di agevolazione, e il progetto dovrà essere obbligatoriamente corredato da relazione tecnica e da elaborati grafici dello stato di fatto, intermedio e di progetto;

d) iniziare entro sei mesi dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero del turismo dell’elenco dei beneficiari;

e) essere conclusi entro ventiquattro mesi dalla data di pubblicazione sul sito del Ministero del turismo dell’elenco dei beneficiari ammessi agli incentivi. Il termine è prorogabile, su richiesta, di massimo sei mesi. Resta fermo che gli interventi devono essere conclusi non oltre la data del 31 dicembre 2024.

CREDITO DI IMPOSTA

Il credito di imposta deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a decorrere dall’anno successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, ed entro e non oltre il 31 dicembre 2025, tramite il modello F24 dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare lo scarto dell’operazione, l’ammontare del credito di imposta da compensare non deve eccedere l’importo concesso dal Ministero del Turismo.
In tutto o in parte, il credito di imposta è cedibile con possibilità successiva di cessione ad altri soggetti, comprese le banche e altri intermediari finanziari.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Erogato in un’unica soluzione a conclusione dell’intervento o con anticipo superiore al 30% con presentazione di garanzia fideiussoria, il contributo a fondo perduto è erogato tramite bonifico bancario. Necessaria la presentazione di una relazione finale sugli obiettivi conseguiti, la rendicontazione delle spese sostenute e fatture quietanzate, documentazione antimafia.

FINANZIAMENTO A TASSO AGEVOLATO

La possibilità di fruire del finanziamento a tasso agevolato è prevista a condizione che almeno il 50% delle spese sia dedicato agli interventi di riqualificazione energetica, nel rispetto delle disponibilità a legislazione vigente e senza ulteriori oneri a carico delle finanze pubbliche.

PER AGENZIE VIAGGIO E TOUR OPERATOR

Con altro decreto interministeriale sono state definite anche le modalità applicative per l’erogazione del credito di imposta a beneficio di agenzie di viaggio e tour operator. Per il 2022 stanziati 18 milioni di euro, 10 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024, 60 milioni per il 2025.

Riconosciuta nella misura del 50% dei costi sostenuti a decorrere dal 7 novembre 2021 e fino al 31 dicembre 2024, la Tax Credit copre i costi per gli investimenti e attività di sviluppo digitale fino all’importo massimo complessivo cumulato di 25.000 euro.

Le spese ammesse riguardano:
impianti wi-fi, solo a condizione che l’esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un servizio gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download;
siti web ottimizzati per il sistema mobile;
programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all’integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l’integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi;
spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio;
servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale;
strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità;
servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente ai fini di quanto previsto dal presente comma.

Sono beneficiarie delle agevolazioni le imprese con i seguenti codici ATECO

79.1 – Attività delle agenzie di viaggio e tour operator;

79.11 – Attività delle agenzie di viaggio;

79.12 – Attività dei tour operator.

INOLTRA LA DOMANDA CON PJ CONSULTING

Attraverso la piattaforma del Ministero, dal 21 febbraio 2022, può essere inoltrata la domanda contenente:

informazioni anagrafiche;
tipologia degli interventi previsti;
incentivi richiesti, con la precisazione sul riconoscimento di entrambi oppure del solo credito di imposta o del contributo a fondo perduto;
costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese ammissibili, nonché il dettaglio delle singole voci di spesa, nonché, con riferimento all’importo massimo complessivo del contributo a fondo perduto, l’eventuale sussistenza dei presupposti di cui all’articolo 1, comma 2, lett. a), b) e c) del D.L. n. 152/2021;
data di inizio e data di conclusione degli interventi previsti;
le spese per le quali intende fruire del finanziamento;
eventuale richiesta di un anticipo non superiore al 30 per cento del contributo a fondo perduto.

Contatti

 

Opere pubbliche e messa in sicurezza: contributi per Comuni

edificio pubblico

Messa in sicurezza del territorio e rischio idrogeologico, strade, ponti e viadotti, efficientamento energetico degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici, e altre strutture di proprietà dell’ente. C’è tempo fino al prossimo 15 febbraio 2022 per presentare domanda di contributo per interventi riferiti a opere pubbliche che non siano integralmente finanziate da altri soggetti, presentando apposita domanda al Ministero dell’interno – Direzione Centrale per la finanza locale.

Il limite massimo del contributo da richiedere è:

a) 1.000.000 di euro per i comuni con una popolazione fino a 5.000 abitanti;

b) 2.500.000 di euro per i comuni con popolazione da 5.001 a 25.000 abitanti;

c) 5.000.000 di euro per i comuni con popolazione superiore a 25.000 abitanti.

Non possono presentare la richiesta di contributo i comuni che risultano beneficiari, per la graduatoria dell’anno 2021, dell’intero contributo concedibile per fascia demografica.
I comuni che hanno ricevuto, per l’anno 2021, parte dell’intero contributo richiedibile per fascia demografica possono presentare una nuova istanza per l’importo non concesso e/o non richiesto.

Gli investimenti ammessi

  • Messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico

Sono ammessi interventi di:
a) tipo preventivo nelle aree che presentano elevato rischio di frana o idraulico, attestato dal competente personale tecnico dell’ente o di altre istituzioni anche sulla base dei dati Ispra per la riduzione del rischio e l’aumento della resilienza del territorio;
b) ripristino delle strutture e delle infrastrutture danneggiate a seguito di calamità naturali, nonché di aumento del livello di resilienza dal rischio idraulico o di frana;
c) messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici, e di altre strutture di proprietà dell’ente.

  • Messa in sicurezza di strade, ponti e viadotti;

Sono ammessi Interventi di:
a) manutenzione straordinaria delle strade e messa in sicurezza dei tratti di viabilità (escluse la costruzione di nuove rotonde e sostituzione pavimento stradale per usura e la sostituzione dei pali della luce);
b) manutenzione straordinaria su ponti e viadotti, ivi inclusa la demolizione e ricostruzione;
c) messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici, e di altre strutture di proprietà dell’ente.

  • Messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici, e altre strutture di proprietà dell’ente.

Sono ammessi interventi di
a) manutenzione straordinaria per miglioramento sismico per messa in sicurezza dell’edificio a garanzia della sicurezza dell’utenza;
b) manutenzione straordinaria di adeguamento impiantistico e antincendio;
c) manutenzione straordinaria per accessibilità e abbattimento barriere architettoniche;
d) manutenzione straordinaria per interventi di efficientamento energetico.

Ai fini dell’ammissione, le richieste devono contenere il quadro economico dell’opera, il cronoprogramma dei lavori, le informazioni riferite alla tipologia dell’opera nonché il codice unico di progetto (CUP).
Le richieste devono riferirsi ad opere pubbliche inserite nella programmazione annuale o triennale degli enti locali e che rientrano nello strumento urbanistico comunale comunque denominato approvato e vigente nell’ambito territoriale del comune.

Per ulteriori informazioni e assistenza e nella presentazione delle istanze, contatta un esperto di PJ Consulting.

Contatti

Settore eventi: 60 milioni di euro a fondo perduto

aiuti settore wedding

Wedding, intrattenimento e Ho.Re.Co, sono i settori che, grazie al decreto Sostegni Bis del Mise, potranno beneficiare dei contributi a fondo perduto

In particolare, la misura prevede lo stanziamento di:

40 milioni di euro per il settore wedding

10 milioni per il settore dell’intrattenimento, organizzazione feste e cerimonie

10 milioni per il settore hotellerie, restaurant, catering.

Le imprese che colpite dall’emergenza Covid che hanno subito una riduzione del fatturato non inferiore al 30% rispetto a quello del 2019, potranno richiedere il contributo a fondo perduto direttamente all’Agenzia delle entrate, attraverso modalità e termini che verranno definite in un prossimo provvedimento.
Il contributo verrà versato direttamente sul conto corrente dell’impresa richiedente.

Al momento il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.
Per assistenza e supporto nella preparazione e presentazione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

 

Il pacchetto di misure per le imprese nella Legge di Bilancio 2022

Misure agevolative Legge di Bilancio 2022

Istituito il fondo per la transizione industriale, rifinanziate la Nuova Sabatini, i Contratti di Sviluppo, confermati gli incentivi per il piano Transizione 4.0 e le attività di Ricerca & Sviluppo con aliquote ridotte per annualità, incrementato il fondo per l’internazionalizzazione. Sono solo alcune delle misure a sostegno delle imprese contenute nella Legge di Bilancio 2022 approvata dal Consiglio dei Ministri per la crescita e la competitività del Paese.

Nello specifico, il pacchetto prevede:
Per il piano Transizione 4.0 e le risorse per i beni strumentali 4.0 (gli incentivi per i beni non 4.0 non sono più previsti) il credito di imposta viene prorogato fino al 2025, in alcuni casi fino al 2026, con le seguenti nuove aliquote:

20% per investimenti fino a 2,5 milioni;
10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni;
5% per investimenti da 10 a 20 milioni.

Le nuove aliquote per i beni immateriali:

20% per il 2023;
15% per il 2024;
10% per il 2025.

Per la Nuova Sabatini, che sostiene gli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese con un contributo per gli interessi pagati per il finanziamento contratto al fine di acquistare beni strumentali, risorse pari a:
240 milioni per gli anni 2022 e 2023;
120 milioni per gli anni dal 2024 al 2026;
60 milioni per l’anno 2027.

Per i Contratti di Sviluppo, strumento di sostegno dedicato a programmi d’investimento produttivi, strategici e innovativi di grandi dimensioni: 450 milioni per il 2022.

Per l’istituzione del fondo per la transizione industriale, che punta a favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici e garantire agevolazioni alle imprese per la realizzazione d’investimenti per l’efficientamento energetico: 150 milioni di euro dal 2022.

Per l’incremento del fondo rotativo 394 per le attività d’internazionalizzazione gestito da Simest:
1,5 miliardi per ciascuno degli anni 2022-2026.

Per il rifinanziamento del fondo per la promozione dell’export (Decreto Cura Italia), per attuare interventi legati alla cooperazione e all’export italiani: 150 milioni per ciascuno degli anni 2022-2026.

Rinnovo decennale del credito di imposta per le attività di R&S, innovazione e design, con una riduzione delle aliquote, riconosciuto in misura pari al 20% dei costi, con un limite massimo di 4 milioni di euro, fino al 31 dicembre 2022. Dal 2023 al 2031, il tax credit R&S riconosciuto sarà del 20% nel limite massimo annuale di 4 milioni, mentre, per le attività d’innovazione tecnologica, design e ideazione estetica sarà del  5% nel limite massimo annuale di 2 milioni;

Passa al 10% il credito d’imposta nel 2023 per la spesa finalizzata a progetti di transizione ecologica o d’innovazione digitale 4.0. Fino al 2022 la spesa è agevolata al 15%.

Per l’istituzione del fondo per lo spettacolo, auto e turismo, arrivano 150 milioni per il 2022 a sostegno degli operatori economici e le aziende del settore del turismo, dello spettacolo e dell’automobile, colpiti dalla pandemia.

Restyling per il Patent Box che passa dal 90% al 110%  escludendo dall’ambito dei beni agevolabili i marchi di impresa e limitando pertanto l’ambito della norma ai brevetti o ai beni comunque giuridicamente tutelati. Inoltre, viene eliminato il divieto di cumulo tra il Patent box e il credito di imposta per ricerca e sviluppo e ridisegna il regime transitorio.

Per ulteriori informazioni su come ottenere le agevolazioni, contatta un esperto di finanza agevolata di PJ Consulting.

Contatti

 

Contro la povertà educativa a Sud: 30 milioni di euro da PNRR per Terzo Settore

bando terzo settore contro dispersione scolastica

Migliorare i servizi per i minori da 0 a 7 anni e combattere la dispersione scolastica, raggiungere almeno 20.000 minori in situazione di disagio o a rischio devianza entro giugno 2023 e almeno 44.000 entro giugno 2026: sono gli obiettivi che si intendono raggiungere con l’investimento di 30 milioni di euro messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a favore degli enti del Terzo Settore.

C’è tempo fino al 1° marzo 2022 per partecipare al bando in partnership costituite da un minimo di tre soggetti, con un soggetto proponente appartenente necessariamente ad un ente del Terzo Settore, altri partner ETS e provenienti da enti locali, mondo della scuola, sistemi regionali di istruzione e formazione, università e ricerca.

Gli obiettivi degli interventi sono divisi per fasce di età, in particolare:

– Bambini di età compresa tra 0-6 anni e relative famiglie: ampliare e potenziare i servizi educativi e di cura; migliorare la qualità, l’accesso, la fruibilità, l’integrazione e l’innovazione dei servizi esistenti; rafforzare l’acquisizione di competenze fondamentali per il benessere dei bambini e delle loro famiglie.

– Fascia 5-10 anni: promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori, garantendo efficaci opportunità educative e prevenendo precocemente varie forme di disagio sociale e di povertà educativa, dalla dispersione e abbandono scolastico al bullismo e altri fenomeni di disagio psicologico, legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale; in questa direzione, si punterà sulla scoperta dei talenti o lo sviluppo di interessi da parte dei minori, intervenendo anche con azioni di accompagnamento e di orientamento psicoattitudinale precoce.

– Fascia 11-17 anni: contrastare l’abbandono scolastico e il fenomeno dei NEET (Not in education employment and training), promuovendo, da un lato, il miglioramento dell’offerta formativa attraverso l’attivazione di percorsi individualizzati, complementari a quelli tradizionali, utili a conseguire capacità necessarie ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro; dall’altro, prevedendo azioni congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ che favoriscano il riavvicinamento dei ragazzi che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione scolastica e formativa legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale.

I progetti da presentare devono rientrare in un solo degli ambiti previsti per fasce di età e devono avere una durata di un anno, massimo due.

A) 0-6 ANNI: potenziamento delle condizioni di accesso ad asili nido e scuole dell’infanzia; integrazione di tutti i servizi per la prima infanzia; azioni a sostegno di genitorialità, maternità e conciliazione famiglia/lavoro/partecipazione sociale; meccanismi di potenziamento/protagonismo/coinvolgimento attivo dei genitori e delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, educatori e operatori sociali).
B) 5-10 ANNI: percorsi formativi individualizzati, complementari a quelli tradizionali; promozione di una scuola aperta alla comunità nel sostegno alla crescita dei minori e delle famiglie, in integrazione con Terzo Settore e forme di auto-organizzazione di cittadini e famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali); maggior responsabilizzazione delle famiglie.
C) 11-17 ANNI: accesso e fruibilità di offerte e di opportunità educative in orario extrascolastico e/o nei periodi estivi; riconoscimento precoce di difficoltà di apprendimento e di bisogni educativi speciali; azioni di orientamento congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ per la formazione dei ragazzi negli ambiti di riferimento dei sistemi produttivi territoriali e delle imprese locali e interventi di accompagnamento per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze inerenti il lavoro autonomo e l’auto impiego; rafforzamento delle competenze scientifiche e tecnologiche STEM; integrazione e sviluppo sociale per incentivare una maggiore responsabilizzazione delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali).

Il contributo che può essere richiesto per ciascuna proposta dovrà essere compreso tra i 125.000 e i 250.000 euro e non potrà essere superiore al 95% del costo complessivo ammissibile del progetto. Il restante 5%, infatti, dovrà essere a carico dei soggetti della partnership. Il costo totale del progetto rispetto ai minori da coinvolgere negli interventi non può essere superiore alla quota di 2.000 euro a destinatario.

Per partecipare al bando e ottenere supporto assistenza nella redazione progettuale e compilazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

Contatti

Regione Campania: contributi fino al 100% per investimenti produttivi

Bando Investimenti produttivi

Macchinari, impianti, riorganizzazione e ristrutturazione aziendale: ammontano a 195,7 milioni di euro le risorse stanziate dalla Regione Campania con il bando dedicato alle MPI attraverso il Fondo Regionale per la Crescita a valere sulle risorse del PO FESR 2014-2020, Asse III, per la competitività del sistema produttivo e il rilancio della propensione degli investimenti.

C’è tempo dal 10 febbraio al 14 marzo 2022 per presentare domanda e accedere alle agevolazioni per gli interventi in ambito:

– digitalizzazione e Industria 4.0 per gli investimenti materiali e immateriali a sostegno dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione produttiva per la transizione 4.0;

– sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale, investimenti finalizzati ad accrescere la performance ambientale e sociale dell’impresa garantendo la salute e la sicurezza degli operatori;

– nuovi modelli organizzativi, investimenti tesi alla riorganizzazione dei processi aziendali attraverso l’introduzione di nuove soluzioni gestionali, di impianti e attrezzature volti a aumentare la produttività e la performance economica.

Concesse in regime di De Minimis, le agevolazioni coprono il 100% del programma di spesa ammissibile con il 50% a fondo perduto e il 50% con finanziamento a tasso zero per importi di spesa minimi di 30mila euro e massimo di 150mila euro.
Tra le spese ammissibili: impianti e macchinari, opere di impiantistica, funzionali al miglioramento dell’efficienza energetica e all’installazione dei beni materiali e immateriali; adeguamento dell’unità locale oggetto dell’intervento alle norme anti Covid e alla riduzione delle barriere architettoniche; servizi reali funzionali alla risoluzione di problematiche gestionali, tecnologiche, organizzative, commerciali, produttive e finalizzati al miglioramento delle performance ambientali e/o sociali e del posizionamento competitivo.
Ammesse anche spese per il conseguimento delle certificazioni ISO14001, ISO50001, EMAS, ISO9001 e altre certificazioni connesse ad interventi di sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale. Incluse le spese per software, sistemi, piattaforme, applicazioni e programmi informatici funzionali alle esigenze gestionali e produttive dell’intervento; spese amministrative, per studi di fattibilità, oneri per il rilascio di attestazioni tecnico contabili e garanzie a copertura della restituzione del finanziamento previsto.

La presenza di beni di cui all’allegato A (beni materiali) e B (beni immateriali) della Legge di Bilancio 2016, concorrerà alla definizione del punteggio finale.

Per assistenza e supporto nella redazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting e ottieni le agevolazioni disponibili.

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