Riqualificazione piccoli Comuni: 160 MLN€ per il bando di prossima pubblicazione

Tutto pronto per il Piano Nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.167 del 19 luglio 2022 del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ammontano a 160 milioni di euro le risorse accantonate per il bando di prossima uscita, in attuazione della legge 158 del 2017 sui piccoli Comuni, per dare corpo al Piano stilato dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili.

I 5800 Comuni italiani individuati con apposito decreto potranno presentare un singolo progetto, o singolarmente o in convenzione con altri piccoli Comuni. Potranno presentare domanda anche le Unioni di Comuni per interventi finalizzati a:

  • tutela dell’ambiente del patrimonio culturale e del paesaggio,
  • mitigazione del rischio idrogeologico,
  • salvaguardia e riqualificazione urbana dei centri storici,
  • messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici,
  • promozione dello sviluppo economico e sociale
  • insediamento di nuove attività produttive,
  • interventi finalizzati alla ristrutturazione dei percorsi viari di particolare valore storico e culturale destinati ad accogliere flussi turistici che utilizzino modalità di trasporto a basso impatto ambientale, ai quali sono esclusivamente destinate le risorse del “Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni”.

I progetti devono contenere esclusivamente interventi per i quali sia stata valutata almeno la fattibilità tecnica ed economica, mediante un progetto già perfezionato all’atto della domanda.

Il Piano assicura la priorità ai seguenti interventi:

a) qualificazione e manutenzione del territorio, mediante recupero e riqualificazione di immobili esistenti e di aree dismesse, nonché interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico;

b) messa in sicurezza e riqualificazione delle infrastrutture stradali e degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici e a quelli destinati ai servizi per la prima infanzia, alle strutture pubbliche con funzioni socio-assistenziali e alle strutture di maggiore fruizione pubblica;

c) riqualificazione e accrescimento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico, nonché realizzazione di impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili, nel rispetto della normativa in materia di tutela dei valori storico paesaggistici;

d) acquisizione e riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado, ai sensi dell’art. 5 della legge 6 ottobre 2017, n. 158, anche al fine di sostenere l’imprenditoria giovanile per l’avvio di nuove attività turistiche e commerciali volte alla valorizzazione e alla promozione del territorio e dei suoi prodotti. In particolare, i piccoli comuni possono adottare misure volte all’acquisizione e alla riqualificazione di immobili al fine di contrastare l’abbandono: o   di terreni, per prevenire le cause dei fenomeni di dissesto idrogeologico e la perdita di biodiversità e assicurare l’esecuzione delle operazioni di gestione sostenibile del bosco, anche di tipo naturalistico, nonché la bonifica dei terreni agricoli e forestali e la regimazione delle acque, compresi gli interventi di miglioramento naturalistico e ripristino ambientale; o   di edifici in stato di abbandono o di degrado, anche allo scopo di prevenire crolli o comunque situazioni di pericolo;

e) acquisizione di case cantoniere e del sedime ferroviario dismesso per destinarle a presìdi di protezione civile e salvaguardia del territorio ovvero a sedi di promozione dei prodotti tipici locali o ad altre attività di interesse comunale. I piccoli comuni possono inoltre acquisire il sedime ferroviario dismesso e non recuperabile all’esercizio ferroviario, da utilizzare principalmente per la destinazione a piste ciclabili, in conformità agli strumenti di programmazione della rete ciclabile eventualmente previsti a livello nazionale e regionale.

f) recupero e riqualificazione urbana dei centri storici, anche ai fini della realizzazione di alberghi diffusi, con interventi di risanamento, conservazione e recupero del patrimonio edilizio da parte di soggetti privati; realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico; manutenzione straordinaria dei beni pubblici già esistenti da parte dell’ente locale e il riuso del patrimonio edilizio inutilizzato; miglioramento e adeguamento degli arredi e dei servizi urbani; consolidamento statico e antisismico degli edifici storici nonché riqualificazione energetica; realizzazione di infrastrutture e servizi adeguati; miglioramento del decoro urbano e dei servizi urbani quali l’apertura e gestione di siti di rilevanza storica, artistica e culturale.

g) salvaguardia e recupero dei beni culturali, storici, artistici e librari anche stipulando convenzioni con le diocesi della Chiesa cattolica e con le rappresentanze delle altre confessioni religiose che hanno concluso intese con lo Stato relativamente ai beni degli enti ecclesiastici o degli enti delle confessioni religiose civilmente riconosciuti.

h) recupero dei pascoli montani, anche al fine di favorire la produzione di carni e di formaggi di qualità.

I bandi verranno definiti entro il 17 ottobre 2022 e conterranno i termini di presentazione della domanda e dei criteri di selezione.

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Brevetti+, Disegni+, Marchi+: domande dal 27 settembre 2022

Pubblicati i bandi per la concessione delle misure agevolative Brevetti+, Disegni+ Marchi+ per un ammontare complessivo di 46 milioni di euro e così suddivise per assicurare continuità al sostegno delle micro piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.

Misura Brevetti+: € 20.000.000 + € 10.000.000 (PNRR)
Misura Disegni+: € 14.000.000 
Marchi+: € 2.000.000

Brevetti+ 
L’incentivo a fondo perduto, erogato in Regime De Minimis, prevede fino all’80% di agevolazioni a fondo perduto per MPMI.
Sono ammesse le spese per servizi specialistici funzionali alla valorizzazione economica del brevetto, in particolare per l’industrializzazione e l’ingegnerizzazione, per le attività di organizzazione e sviluppo e per il trasferimento tecnologico. L’agevolazione massima è di € 140.000.
Il limite è elevato al 100% per le imprese beneficiarie che al momento della presentazione della domanda risultavano contitolari – con un Ente Pubblico di ricerca (Università, Enti di Ricerca e IRCCS) – della domanda di brevetto o di brevetto rilasciato ovvero titolari di una
licenza esclusiva avente per oggetto un brevetto rilasciato ad uno dei suddetti enti pubblici, già trascritta all’UIBM, senza vincoli di estensione territoriali.
Le domande di agevolazione possono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso il portale del Soggetto Gestore, alle ore 12.00 del 27/09/20212.

Disegni+
Contributo a fondo perduto erogato in Regime De Minimis, destinato a supportare le MPMI che intendono valorizzare, attraverso l’acquisizione di servizi specialistici, i disegni e modelli registrati di cui sono titolari, in una o entrambe le fasi di produzione e  commercializzazione sul mercato di nuovi prodotti correlati al disegno/modello, con un’agevolazione massima ammissibile di € 60.000 e non può superare l’80% dei costi ammissibili.

Le domande di agevolazione possono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso il portale del Soggetto Gestore, alle ore 9.30 del 11/10/2022.

Marchi+
Incentivo, come i precedenti, a fondo perduto in Regime De Minimis, destinato a supportare le MPMI nella tutela dei marchi all’estero presso Euipo e/o Wipo (Ompi).
È possibile presentare domanda per le spese sostenute nell’ambito della registrazione di marchi a livello europeo e/o internazionale, effettuate dal 1°giugno 2018,  che includono la progettazione grafica, l’assistenza legale per la tutela, l’assistenza al deposito, le ricerche di anteriorità e le tasse di registrazione. L’agevolazione è concessa fino all’80% (fino al 90% per USA o CINA) delle spese ammissibili sostenute e nel rispetto degli importi massimi previsti per ciascuna tipologia di servizio.

Le domande di agevolazione possono essere presentate, esclusivamente per via telematica, attraverso il portale del Soggetto Gestore, alle ore 09:30 del 25/10/2022.

Per una valutazione preliminare dei requisiti di accesso e la predisposizione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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PNRR: 200 milioni di euro per sistemi di teleriscaldamento

teleriscaldamento

Ridurre i consumi connessi alla produzione di calore ed energia frigorifera per la climatizzazione degli edifici: ammontano a 200milioni di euro le risorse stanziate dal MiTe nell’ambito della Componente 3 Misura 3 della Mission 2 del PNRR per finanziare progetti volti alla realizzazione di nuovi sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento efficiente e all’estensione a nuovi utenti di reti esistenti e al loro efficientamento.

L’obiettivo è di realizzare entro il 2026 nuove reti per il teleriscaldamento o ampliare quelle esistenti al fine di raggiungere un risparmio annuo di 20.000 tep di energia primaria non rinnovabile.

Beneficiari della misura sono soggetti pubblici e privati, proprietari, realizzatori o gestori della rete di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento efficiente o della centrale di produzione di energia termica e/o frigorifera.

Delle risorse disponibili, 50 milioni di euro sono sono destinati a sistemi di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento efficiente di piccole dimensioni, ossia a progetti che prevedono un investimento complessivo inferiore a 10 milioni di euro e 150 milioni di euro sono destinati a sistemi di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento efficiente di qualunque dimensione.

Le agevolazioni verranno concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e con procedura valutativa a graduatoria.

Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione delle proposte progettuali.

Per informazioni e approfondimenti, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Proroga per bonus export digitale

Accordi innovazione

Prorogati i termini di scadenza del Bonus Export Digitale. Destinato a sostenere l’internazionalizzazione delle microimprese manifutturiere con codice Ateco C, il bonus, a cura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dell’ICE, è riconosciuto solo per alcune tipologie di imprese. Tra queste sono incluse quelle costituite in forma di reti o consorzi con sede in Italia, coinvolte in processi di sviluppo d’impresa e di digital transformation per l’export e che abbiano fornito servizi o prestazioni, relativi ad una o più delle spese ammissibili, per un ammontare di almeno 200.000 euro negli ultimi tre anni.

Gli importi dei contributi a fondo perduto previsti dal bonus concessi in regime “de minimis” ammontano a:

  • 4.000 euro alle microimprese a fronte di spese ammissibili non inferiori, al netto dell’IVA, a 5.000 euro;
  • 22.500 euro alle reti e consorzi a fronte di spese ammissibili non inferiori, al netto dell’IVA, a 25.000 euro.

LE SPESE AMMISSIBILI

Sono ammesse al bonus le spese per:

  • la realizzazione di sistemi di e-commerce verso l’estero, siti e/o app;
  • la realizzazione di sistemi di e-commerce che prevedano l’automatizzazione delle operazioni di trasferimento, aggiornamento e gestione degli articoli da e verso il web;
  • la realizzazione di servizi accessori all’e-commerce;
  • la realizzazione di una strategia di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale;
  • digital marketing finalizzato a sviluppare attività di internazionalizzazione;
  • servizi di CMS (Content Management System);
  • l’iscrizione e/o l’abbonamento a piattaforme SaaS (Software as a Service) per la gestione della visibilità;
  • servizi di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano;
  • l’upgrade delle dotazioni di hardware necessarie allo sviluppo di processi organizzativi.

ELENCO FORNITORI
Per le soluzioni digitali per l’export è stato istituito l’elenco dei fornitori e possono presentare domanda di iscrizione all’elenco le imprese che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:
a) sono costituite in forma societaria;
b) sono iscritte al Registro delle Imprese e sono in stato di attività;
c) non sono in stato di scioglimento o liquidazione e non sono sottoposte a procedure concorsuali diverse dal concordato preventivo con continuità e ad accordi di ristrutturazione del debito;
d) hanno sede legale o operativa nell’Unione Europea;
e) hanno realizzato nei tre anni precedenti alla data di presentazione della domanda servizi o prestazioni relativi ad una o più delle spese ammissibili di cui all’articolo 5, comma 1 del presente accordo per un ammontare pari ad almeno 200.000 euro;
f) svolgono una attività coerente con le finalità del presente accordo, come riscontrabile dall’oggetto sociale previsto da statuto o atto costitutivo;
g) sono operatori economici ammessi ai sensi dell’art. 45 del decreto-legislativo n. 50/2016 non ricadenti nelle cause di esclusione previste dall’art. 80 del decreto-legislativo n. 50/2016.

I nominativi dei fornitori sono comunicati dai soggetti beneficiari a Invitalia in sede di richiesta di erogazione del contributo.
I requisiti devono essere dichiarati dal soggetto fornitore mediante apposita DSAN, la quale dovrà essere predisposta conformemente all’allegato A e trasmessa contestualmente alla richiesta di iscrizione all’elenco.
Invitalia può – in qualsiasi fase del procedimento – effettuare verifiche e controlli, anche a campione, sulle DSAN rilasciate dai fornitori ed allegate alla richiesta di iscrizione all’elenco. In caso di esito negativo delle verifiche e controlli, Invitalia procederà alla cancellazione del fornitore dall’elenco e alle previste comunicazioni all’Autorità giudiziaria.

La domanda deve essere presentata esclusivamente online tramite la procedura informatica disponibile sul sito di Invitalia.

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d_Bari: un negozio non è solo un negozio. Al via l’avviso pubblico per sviluppo commerciale

Un negozio non è solo un negozio” è l’iniziativa che sostiene le attività commerciali baresi attraverso il finanziamento, con un contributo a fondo perduto fino a 50.000 euro, di progetti di sviluppo commerciale con impatto economico, territoriale, sociale e culturale sul territorio cittadino.

Gestita con procedura a sportello, ha una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro, è rivolto alle micro e piccole imprese già costituite e attive nella città di Bari nei settori del commercio al dettaglio di vicinato, dell’artigianato, della somministrazione di alimenti e bevande, del turismo e dei servizi con sede fissa e svolte in locali di cui almeno uno al pianterreno, aperti al pubblico e con accesso e affaccio diretto alla strada

Attraverso il sostegno, le attività commerciali beneficiarie si impegnano a promuovere attività, iniziative, eventi e servizi gratuiti e/o a bassa soglia di accesso per migliorare la città ed il quartiere in cui sono insediate o contribuire al progresso della comunità locale.

I progetti di sviluppo commerciale che le imprese dovranno presentare riguardano i seguenti ambiti di intervento:
• innovazione, specializzazione e personalizzazione dell’offerta (ad esempio, istanze innovative riferite all’offerta di prodotti e servizi, diversificazione dell’offerta, istanze riferite a pubblici specifici, istanze riferite a prodotti e servizi personalizzati, servizi post vendita, ecc.);
• rifunzionalizzazione e ibridazione degli spazi (ad esempio, più funzioni e servizi sulla stessa superficie di vendita, design e arredamento degli ambienti, ecc.);
• digitalizzazione (ad esempio, sistemi per il commercio elettronico, sistemi di prenotazione online, metodi di pagamento digitale, ecc.);
• sostenibilità ambientale (ad esempio, interventi per il risparmio energetico, interventi per il risparmio ed il riutilizzo delle acque, allestimenti green, mezzi di mobilità a basso consumo, ecc.);
• accessibilità (ad esempio, abbattimento delle barriere architettoniche, ecc.);
• uso e valorizzazione dello spazio pubblico (ad esempio, allestimenti, interventi di arredo urbano, ecc.);
• commercio consapevole (ad esempio, istanze innovative riferite a scelte commerciali etiche, ecologiche e sociali, ecc.);
• sicurezza (ad esempio, allarmi anti-intrusione, impianti di videosorveglianza, vetrine antisfondamento, nebbiogeno, ecc.).

Il contributo sarà suddiviso in: – spese di investimento, sino ad un massimo del 80% sul totale delle spese di investimento ammissibili, comunque non superiore a 40.000 euro (lavori, acquisto attrezzature, beni e servizi etc), e spese di gestione, sino ad un massimo di 10.000 euro (utenze, personale, canone di locazione etc).

PJ Consulting offre supporto e assistenza alle imprese per la partecipazione al bando e per la redazione dell’intera proposta progettuale secondo formulario previsto, inclusiva di descrizione delle caratteristiche dell’impresa e analisi di contesto, obiettivi di sviluppo commerciale, fasi e attività del progetto, formulazione prodotti e servizi dedicati ai target individuati, budget dedicato, fattibilità e sostenibilità economico finanziaria, partnership e reti previste, innovatività e contributo allo sviluppo locale.

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Autobus elettrici: domande dal 25 luglio 2022

Bus ecologico

Aprirà il 25 luglio 2022, alle ore 12.00,  lo sportello incentivi per gli autobus elettrici per programmi di investimento compresi tra 1 e 20 milioni di euro. L’intervento è complementare all’altro sportello “PNRR Bus elettrici” dei Contratti di Sviluppo (per programmi superiori ai 20 milioni di euro) ancora attivo. Ammontano a 80 milioni di euro le risorse stanziate per l’investimento PNRR M2C2 “Transizione energetica e mobilità sostenibile”, di complessivi 300 milioni di euro.

L’incentivo è destinato a tutte le imprese del settore, di tutte le dimensioni, ubicate sull’intero territorio nazionale.

Sono ammesse le spese per interventi di:

  • ottimizzazione e produzione di sistemi di trazione elettrica;
  • produzione di nuove architetture di autobus, nell’ottica della migrazione verso sistemi di alimentazione elettrici, dell’alleggerimento dei veicoli, della digitalizzazione dei veicoli e dei loro componenti;
  • produzione di componentistica per autoveicoli per il trasporto pubblico e di nuove tecnologie IoT applicate al trasporto pubblico;
  • standardizzazione e industrializzazione di sistemi di rifornimento e di ricarica, nonché sviluppo di tecnologie finalizzate alla produzione di sistemi per la “smart charging” di autobus elettrici;
  • produzione di sensori e sistemi digitali per la guida assistita, per la gestione delle flotte, per la sicurezza, anche integrati nei singoli componenti del veicolo per il monitoraggio continuo e la manutenzione predittiva.

All’investimento produttivo potranno essere associati:

  • programmi di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale
  • programmi di formazione del personale, per un ammontare non superiore al 10% del programma di investimento produttivo.

L’importo complessivo delle spese ammissibili non deve essere inferiore a 1 milione di euro e superiore a 20 milioni di euro.

Agevolazioni

Le agevolazioni possono essere concesse nella forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, anche in combinazione tra loro nei limiti massimi, in valore nominale, del 75% (settantacinque per cento) delle spese ammissibili.

In sede di presentazione dell’istanza di accesso, le imprese beneficiarie assumono l’impegno a garantire il rispetto degli orientamenti tecnici sull’applicazione del principio DNSH (“non arrecare un danno significativo”). Le modalità di applicazione del principio, stabilite dalla Circolare MiSE n.120820 del 28 marzo 2022 e dettagliate nei format di istanza, variano in base alla dimensione dell’investimento e alla dimensione dell’impresa.

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Iscrizioni aperte al webinar Bando Borghi: i prossimi passi per i Comuni vincitori

Si terrà giovedì 21 luglio, dalle ore 11,00, su piattaforma Zoom, il webinar di approfondimento sulla fase di attuazione del Bando Borghi emanato dal Mic lo scorso dicembre 2021 per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici. 

L’incontro online, introdotto da Elisabetta Ciccarese, Ceo di PJ Consulting e condotto da Nicola Zilio e Carmela Chiapperini, Project Manager della società di consulenza barese che offre servizi di assistenza tecnica alle PA, è dedicato a funzionari e dirigenti dei Comuni italiani ammessi a finanziamento.

“Per entrare nel vivo del progetto, dichiara Elisabetta Ciccarese, e offrire supporto ai nostri clienti, oltre che a potenziali interessati, proponiamo un seminario di approfondimento su piattaforma zoom dedicato all’avvio dei interventi per illustrare tutti i passaggi e i prossimi adempimenti tra cui: la definizione degli accordi di partenariato pubblico privato; la stipula del disciplinare d’obblighi con il Ministero della Cultura; le modalità di predisposizione e raccolta dati di monitoraggio del progetto; i consigli per l’attuazione DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente). 

In questo modo – conclude Ciccarese – vogliamo supportare gli enti pubblici nella gestione dell’avvio delle attività progettuali, velocizzare i processi e accrescere l’efficacia e l’efficienza amministrativa per stare nei tempi dettati dal PNRR”. 

Per gli interessati, è possibile iscriversi compilando il modulo di registrazione.

La partecipazione è gratuita. Alla fine dell’incontro, verrà fornita una guida di sintesi dove sono illustrati i prossimi passi che i Comuni vincitori dovranno compiere per l’avvio delle attività.

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Decreto Aiuti: introdotto bonus fiere da 10mila euro

Ammontano a 34 milioni di euro le risorse stanziate nel Decreto Aiuti per le aziende italiane che partecipano alle fiere organizzate in Italia inserite nel calendario fieristico approvato dalla Conferenza Stato regioni e delle provincie autonome da svolgersi tra la data di entrata in vigore della legge di conversione del DL fino al 31 dicembre 2022.
Il buono ha un valore di 10mila euro e il rimborso massimo erogabile è pari al 50 per cento degli investimenti effettivamente sostenuti dai soggetti beneficiari, può essere richiesto una sola volta da ciascun beneficiario entro il 30 novembre 2022 attraverso lo sportello del Mise, previa autorizzazione a prendere parte alla fiera al momento della prenotazione e sarà rilasciato secondo l’ordine temporale di ricezione delle domande e nei limiti delle risorse a disposizione.

Al momento della presentazione della domanda, il richiedente deve indicare un indirizzo di posta elettronica certificata valido e funzionante, nonché le coordinate di un conto corrente bancario a esso intestato.
In fase di domanda sarà necessario compilare e allegare le dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto notorio, secondo il modello disponibile sulla piattaforma, per attestare il possesso dei requisiti richiesti, la sede operativa sul territorio nazionale, l’iscrizione al Registro delle imprese, l’autorizzazione a partecipare alle manifestazioni fieristiche internazionali di settore, spese e investimenti sostenuti o da sostenere per la partecipazione alle manifestazioni ammesse al contributo e di non aver ricevuto altri contributi pubblici per le medesime finalità.

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Formazione 4.0: con firma decreto, innalzate aliquote credito di imposta

Con la firma del Decreto attuativo del Mise sono state innalzate le aliquote del credito di imposta Formazione 4.0 a vantaggio delle PMI che investono in competenze digitali attraverso progetti avviati a partire dal 18 maggio 2022. Possono accedere al credito di imposta tutte le imprese italiane indipendentemente dal settore economico e dalla forma giuridica.

Per le piccole imprese, le nuove aliquote passano dal 50% al 70% per le spese ammissibili nel limite massimo di 300mila euro.
Cresce dal 40% al 50% l’aliquota per le spese ammissibili per le medie imprese nel limite massimo di 250mila euro e per le grandi imprese è del 30% nel limite massimo di 250mila euro.
L’aliquota è del 60% per le imprese che destinano l’attività formativa a soggetti svantaggiati.

Tra le novità del decreto:

restano confermati, fra i soggetti formatori qualificati, quelli previsti ante modifica con l’aggiunta dei Competence Center ad alta specializzazione e gli European Digital Innovation Hub
-> è previsto un sistema di doppia certificazione delle competenze, iniziale e finale
-> i corsi di formazione devono avere durata minima complessiva di 24 ore
-> contenuto e durata delle attività formative dovranno essere definite in base al livello di competenze di base e specifiche, accertato in fase iniziale con questionario standardizzato su piattaforma informatica.
Si resta in attesa del Decreto direttoriale Mise che stabilirà criteri e modalità di certificazione delle competenze.

Interventi ammissibili

Sono ammissibili al credito di imposta le attività formative attinenti le tecnologie del Piano Transizione 4.0, tra cui: big data e la loro analisi, il cloud e il fog computing, la cyber security, la simulazione e i sistemi cyber-fisici, la prototipazione rapida, i sistemi di visualizzazione, la realtà virtuale, la realtà aumentata, la robotica avanzata e collaborativa, l’interfaccia uomo macchina, la stampa tridimensionale, l’internet delle cose e delle macchine e, infine, l’integrazione digitale dei processi aziendali.

 Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese di personale relative ai formatori e ai tutor per le ore di formazione in azienda, i costi di esercizio per i formatori e i partecipanti (viaggio, materiali, forniture), quelli di costi di consulenza, le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette.
Il credito è utilizzabile in compensazione tramite F24, dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono state sostenute le spese di formazione.

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Marchi+, Brevetti+, Disegni+: assegnate le risorse per il 2022

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2022 il decreto ministeriale che assegna le risorse annuali alla misura Brevetti+, Marchi+ e Disegni+ al fine di stabilizzare il sostegno alle piccole e medie imprese per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.

La ripartizione prevede:
20 milioni di euro per la misura Brevetti+ a cui devono aggiungersi euro 10 milioni derivanti dalle risorse PNRR;
14 milioni di euro per la misura Disegni+;
2 milioni di euro per la misura Marchi+.

Brevetti +
L’incentivo a fondo perduto, erogato in Regime De Minimis, prevede fino agevolazioni a fondo perduto per MPMI, anche Start Up Innovative e per gli Spin Off Universitari.

Sono ammesse le spese per servizi specialistici funzionali alla valorizzazione economica del brevetto, in particolare per l’industrializzazione e l’ingegnerizzazione, per le attività di organizzazione e sviluppo e per il trasferimento tecnologico.

Disegni+
Contributo a fondo perduto erogato in Regime De Minimis, destinato a supportare le MPMI che intendono valorizzare, attraverso l’acquisizione di servizi  specialistici, i disegni e modelli registrati di cui sono titolari, in una o entrambe le fasi di: produzione e offerta sul mercato di nuovi prodotti correlati al disegno/modello

Marchi+
Incentivo, come i precedenti, a fondo perduto in Regime De Minimis, destinato a supportare le micro, medie e piccole imprese italiane nella tutela dei marchi all’estero presso Euipo e/o Wipo (Ompi). È possibile presentare domanda per spese sostenute entro la data di presentazione della domanda, nell’ambito della registrazione di marchi a livello europeo e/o internazionale, che possono includere la progettazione grafica, l’assistenza legale per la tutela, l’assistenza al deposito, le ricerche di anteriorità e le tasse di registrazione.

Entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto, verranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito www.uibm.mise.gov.it gli avvisi di riapertura dei bandi relativi alle misure agevolative Brevetti+, Disegni+ e Marchi+.

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