PNRR e agroalimentare: quinto bando per contratti di filiera

Al via il quinto bando per i contratti di filiera. La misura è finanziata dal fondo degli investimenti complementari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e ha una dotazione finanziaria di 1 miliardo e 203 milioni di euro. Beneficiarie sono le imprese della filiera agroalimentare che producono, raccolgono, trasformano e commercializzano prodotti agricoli e agroalimentari e per le imprese che forniscono servizi e messi di produzione.
Beneficiari
Le agevolazioni sono previste per tutte le imprese che hanno sottoscritto un accordo di filiera in ambito territoriale multiregionale, per realizzare un programma integrato a carattere interprofessionale e di rilevanza nazionale.  L’importo massimo dei costi ammissibili riconducibili ad una sola regione non può superare l’85% del totale dei costi ammissibili del contratto di filiera.
Gli investimenti ammessi
Rientrano nei finanziamenti della filiera agroalimentare i seguenti investimenti per:
  • Materiali e immateriali delle aziende agricole connesse alla produzione agricola primaria;
  • La trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli;
  • La partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità;
  • I progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo;
  • La partecipazione a concorsi, mostre o fiere;
  • Promuovere la produzione energetica da fonti rinnovabili;
L’importo complessivo degli investimenti ammissibili è compreso tra i 4 e i 50 milioni di euro.
Le agevolazioni vengono concesse nella forma di contributo in conto capitale e del finanziamento agevolato, subordinate alla concessione del finanziamento bancario.
Sarà possibile presentare domanda entro 90 giorni a partire dal 23 maggio 2022.
Con successi avvisi, verranno destinate le ulteriori risorse ai distretti del cibo, al settore ittico e a quello forestale.
Per maggiori informazioni e supporto, consulta un esperto di PJ Consulting.

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Interreg Europe: al via la prima call con 130 milioni di euro

C’è tempo fino al 31 maggio per partecipare alla prima call del programma Interreg Europe per la programmazione 2021-2027. Con un budget complessivo di 130 mln di Euro,  il programma Interreg Europe sostiene lo scambio e il trasferimento di esperienze, approcci innovativi e rafforzamento delle capacità tra le autorità pubbliche e altre organizzazioni europee finanziando azioni volte a migliorare gli strumenti della politica di sviluppo regionale e promuovere l’obiettivo di “investimenti per la crescita e l’occupazione”.

Il programma è strutturato attorno all’unica priorità trasversale della migliore governance della cooperazione e i beneficiari possono collaborare su qualsiasi argomento di interesse reciproco in base alle loro esigenze regionali, a condizione che rientri nell’ambito di una politica di coesione. Sebbene esista una priorità, le proposte di progetto presentate nell’ambito del presente invito devono selezionare un obiettivo specifico tra i seguenti:

  • Europa più intelligente
  • Europa più verde
  • Europa più connessa
  • Europa più sociale
  • Europa più vicina ai cittadini

Possono partecipare: enti privati senza scopo di lucro ed enti pubblici; questi ultimi possono essere autorità nazionali, regionali o locali e altre organizzazioni pertinenti responsabili dell’elaborazione e/o dell’attuazione delle politiche di sviluppo regionale. Ciascuna regione che partecipa al progetto deve identificare i principali strumenti politici che intende migliorare attraverso la cooperazione regionale. Il coinvolgimento diretto delle autorità responsabili di questi strumenti è una caratteristica fondamentale del progetto nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

I progetti devono coinvolgere partner di almeno tre paesi, di cui almeno due Stati membri dell’UE, con questi ultimi che chiedono finanziamenti Interreg Europe. Pertanto, per essere ammissibili al questo bando, le domande presentate devono garantire che le quattro aree seguenti siano rappresentate nel partenariato con almeno un partner di progetto: Nord: Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Norvegia, Svezia; Est: Austria orientale, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia; Sud: Croazia, Cipro, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna; Ovest: Belgio, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Svizzera.

Per assistenza e supporto nella partecipazione alle call di Interreg Europe 2021-2027, contatta un europrogettista di PJ Consulting.

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Novità sulle Zone Economiche Speciali e Zone Logistiche Semplificate

Aree ZES
ZES: 250 milioni di euro per i Contratti di sviluppo
Per sostenere maggiormente gli investimenti all’interno delle ZES, sarà introdotta in queste aree una forma apposita di Contratti di sviluppo. Una prossima delibera CIPESS stanzierà 250 milioni di euro rivenienti dalla programmazione 2021-2027 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Queste risorse confluiranno nel Piano di Sviluppo e Coesione 2021-2027 del Ministero dello Sviluppo Economico, il quale definirà – d’intesa con il ministro per il Sud e la Coesione territoriale – le aree tematiche e gli indirizzi operativi per la gestione dei Contratti di sviluppo, privilegiando la massima semplificazione e la riduzione dei tempi.
ZES: chiarimenti sul credito d’imposta
Per superare difficoltà di interpretazione delle norme precedenti, il nuovo decreto-legge chiarisce che tra gli investimenti all’interno delle ZES soggetti a credito d’imposta sono compresi sia l’acquisto di terreni, sia l’acquisizione, l’ampliamento e la realizzazione degli immobili strumentali agli investimenti
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ZES: possibile riperimetrazione delle aree
I Commissari straordinari delle singole ZES potranno proporre una modifica dei confini delle rispettive aree, nel rispetto del limite massimo della superficie già stabilito per ogni Regione. La nuova perimetrazione sarà adottata con un DPCM su proposta del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, sentita la Regione competente.

Norme specifiche per le ZLS
Il DL ‘PNRR 2′ prevede l’emanazione di un prossimo DPCM – adottato su proposta del ministro per il Sud e la Coesione territoriale – che definirà nello specifico le procedure di istituzione, le modalità di funzionamento e la governance delle ZLS, nonché le condizioni per l’applicazione delle misure di semplificazione.

Investimenti sostenibili 4.0: domande dal 4 maggio 2022

investimenti sostenibili 4.0
Favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa, al fine di superare la contrazione indotta dall’emergenza Covid e di orientare la ripresa degli investimenti verso ambiti strategici per la competitività e la crescita sostenibile del sistema economico. È l’obiettivo della misura emanata dal Mise con 677 milioni di euro.
Una quota pari al 25% della dotazione finanziaria complessiva è destinata ai programmi proposti dalle micro e piccole imprese. L’intervento prevede la concessione e l’erogazione di agevolazioni in favore di programmi di investimento proposti da micro, piccole e medie imprese che vanno incontro alla tutela ambientale e all’innovazione tecnologica, in coerenza con il piano Transizione 4.0, con particolare riguardo per programmi basati sull’economia circolare e la sostenibilità energetica.
Cosa finanzia
I programmi di investimento devono essere realizzati sul territorio nazionale e prevedere l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Transizione 4.0., essere diretti all’ampliamento della capacità e alla diversificazione della produzione e alla realizzazione di nuove unità produttive.
Per le regioni del Sud:
Nel caso di programmi di investimento da realizzare nelle regioni Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, le spese ammissibili non devono essere inferiori complessivamente a 500 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato;
Per le altre regioni italiane le spese ammissibili non devono essere inferiori complessivamente a un milione di euro e non superiori a 3 milioni di euro e, comunque, all’80% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.
I programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e terminati entro dodici mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni. I criteri di valutazione prevedono un punteggio aggiuntivo per programmi con contenuti di sostenibilità.
Attività economiche ammesse
Sono ammesse le attività manifatturiere, ad eccezione delle attività connesse ad alcuni settori caratterizzati da limitazioni derivanti dalle disposizioni europee di riferimento e che arrecano un danno significativo agli obiettivi ambientali. Sono inoltre ammesse le attività di servizi alle imprese elencate nell’allegato 4 del decreto 10 febbraio 2022.
Spese ammissibili
Sono ammissibili alle agevolazioni le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, tra cui:
  • macchinari, impianti e attrezzature
  • opere murarie, nei limiti del 40% del totale dei costi ammissibili
  • programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali di cui alla lettera a)
  • acquisizione di certificazioni ambientali
Per i progetti di investimento volti al miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, sono, inoltre, ammissibili le spese per servizi di consulenza diretti alla definizione della diagnosi energetica nei limiti del 3% dell’importo complessivo delle spese ammissibili.
 
Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti, a copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili determinata in funzione del territorio di realizzazione dell’investimento e della dimensione delle imprese beneficiarie.
In particolare:
Per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 50% per le imprese di media dimensione;
per i programmi di investimento da realizzare nei territori delle regioni Basilicata, Molise e Sardegna, il contributo massimo è pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese di micro e piccola dimensione e al 40% per le imprese di media dimensione.
Per i programmi di investimento da realizzare nelle regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, il contributo massimo è pari al 35% per le imprese di micro e piccola dimensione e al 25% delle spese ammissibili per le imprese di media dimensione.
Termini e modalità di presentazione delle domande
Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. A partire dalle ore 10.00 del 4 maggio 2022 è possibile, attraverso la procedura informatica procedere alla compilazione della domanda. Dalle ore 10.00 del 18 maggio 2022 le domande compilate potranno essere inviate.

Per assistenza e supporto, contatta un esperto di PJ Consulting e candida il tuo programma di investimento con PJ Consulting.

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Regione Puglia e PNRR: avviso pubblico per architettura rurale

Trulli Puglia architettura rurale PJ Consulting

C’è tempo dal 19 aprile fino al 25 maggio 2022 per candidarsi all’avviso pubblico della Regione Puglia, finanziato con fondi PNRR, per la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale.

Con una dotazione di 56 milioni di euro, l’intervento punta  a preservare i valori dei paesaggi rurali storici attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni della cultura materiale e immateriale e al mantenimento e ripristino della qualità paesaggistica dei luoghi, a promuovere la creazione di iniziative e attività legate ad una fruizione turistico-culturale sostenibile, alle tradizioni e alla cultura locale.

Possono presentare domanda di finanziamento persone fisiche, imprese, soggetti non profit, compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, gli enti del terzo settore e altre associazioni, le fondazioni, le cooperative sociali.

I soggetti citati dovranno dimostrare di essere proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo degli immobili agevolabili, attraverso un titolo di disponibilità antecedente al 31/12/2020. Il titolo di disponibilità dell’immobile dovrà avere durata superiore ai cinque anni successivi alla data stimata di conclusione degli investimenti agevolabili.

INTERVENTI E SPESE AMMISSIBILI
Sono agevolabili gli interventi su: immobili anche di proprietà pubblica inclusi nella tipologia di architettura rurale e dichiarati di interesse culturale, spazi aperti anche di proprietà pubblica di pertinenza degli insediamenti rurali e aree produttive agro-silvo-pastorali. 

Le tipologie di architettura rurale incluse nell’avviso pubblico sono gli edifici rurali, tra cui mulini a vento o ad acqua, masserie, frantoi, trulli, strutture e/o opere rurali, tra cui fienili, stalle, ricoveri, pozzi, ponti, etc, elementi della cultura, religiosità, tradizione locale, tra cui cappelle, chiese rurali, edicole votive, etc.

Sono ammessi interventi per risanamento conservativo e recupero funzionale di insediamenti agricoli, edifici, manufatti e fabbricati rurali storici ed elementi tipici dell’architettura e del paesaggio rurale, eventualmente coniugati a interventi per il miglioramento sismico e l’efficienza energetica, nonché volti all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Inclusi anche interventi di manutenzione del paesaggio rurale e allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi sociali, ambientali, turistici (escluso uso ricettivo) per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio anche connesse alla multifunzionalità dell’impresa agricola. 
Sono ammesse spese per l’esecuzione di lavori o per l’acquisto di beni/servizi, compreso l’acquisto e installazione di impianti tecnici, l’acquisizione di autorizzazioni, pareri, nulla osta. Comprese spese per la progettazione e direzione lavori, coordinamento della sicurezza e collaudi, opere di ingegno, attrezzature, impianti, beni strumentali, allestimento spazi, piattaforme digitali, materiali e forniture, promozione e informazione.

LE AGEVOLAZIONI
Le agevolazioni sono pari all’80% delle spese ammissibili e possono raggiungere il 100% nel caso gli immobili siano oggetto di dichiarazione di interesse culturale.

CANDIDATI CON PJ CONSULTING
La procedura prevista per la selezione delle domande ammissibili è a sportello con valutazione, e seguirà l’ordine temporale di arrivo sulla piattaforma predisposta per la candidatura.

Per assistenza e supporto nella corretta compilazione della domanda, redazione e raccolta della documentazione di candidatura, contatta un esperto di PJ Consulting. 


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Al via 3 bandi del nuovo Bauhaus europeo

bauhaus europeo

La Commissione ha annunciato nei giorni scorsi tre nuovi bandi per rendere il nuovo Bauhaus europeo (NEB) una realtà sul campo. Il sostegno si rivolge specificamente ai cittadini, alle città e ai comuni per aiutarli a radicare il progetto del nuovo Bauhaus europeo nelle loro comunità. 

Il primo e il secondo bando, lanciati dall’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), si concentrano su attività che coinvolgono i cittadini e sulla co-creazione di spazi pubblici con il loro coinvolgimento.

Il bando “Citizen Engagement Call” (Coinvolgimento dei cittadini) della comunità dell’EIT invita i cittadini a individuare le sfide inerenti al nuovo Bauhaus europeo per le proprie città e a collaborare a co-idearne le soluzioni. I progetti aiuteranno i cittadini ad adottare abitudini maggiormente sostenibili, a sviluppare prodotti, servizi o soluzioni innovativi e aiuteranno i membri della comunità a essere agenti del cambiamento.

Il bando “Co-Creation of Public Space” (Co-creazione di spazi pubblici) sosterrà progetti volti a trovare soluzioni innovative attingendo alle tematiche del nuovo Bauhaus europeo. I progetti invitano gli attori locali a essere portatori di ispirazione, bellezza e sostenibilità attraverso le proprie idee per riprogettare gli spazi pubblici nelle città, nelle aree urbane e rurali creando nuove soluzioni trasformative. Il termine per le candidature per i due bandi dell’EIT scade il 29 maggio 2022 alle ore 23.59 CEST.

Il terzo e ultimo bando, “Support to New European Bauhaus Local Initiatives” (Sostegno alle iniziative locali del nuovo Bauhaus europeo), fornisce assistenza tecnica ai comuni di piccole e medie dimensioni che non dispongono delle capacità o delle competenze necessarie per trasformare in realtà i propri progetti NEB. Venti progetti concettuali basati sul territorio selezionati nell’ambito dell’invito beneficeranno di un sostegno mirato sul campo fornito da un gruppo di esperti interdisciplinari per definire i concetti sulla falsariga del nuovo Bauhaus europeo e degli obiettivi del Green Deal. Il sostegno della politica di coesione è pertanto inteso a contribuire all’introduzione di un approccio basato sul territorio alle iniziative del NEB a livello regionale e locale e a coinvolgere le autorità pubbliche degli Stati membri nell’avvio a livello nazionale di ulteriori progetti del nuovo Bauhaus europeo.

Le conoscenze e gli insegnamenti tratti durante questo processo confluiranno in uno “strumentario” rivolto ad altri comuni e al grande pubblico interessato a sviluppare nuovi progetti sul campo o a riprodurre i progetti esistenti del nuovo Bauhaus europeo. Il Fondo europeo di sviluppo regionale finanzia l’assistenza tecnica ai comuni; ciò può assumere la forma di consulenze mirate in campo metodologico, tecnico, normativo, finanziario e socioeconomico fornite dal gruppo di esperti sul campo al fine di sostenere l’ulteriore sviluppo di progetti concettuali da parte dei comuni, nonché di uno “strumentario” per i futuri titolari di progetti. Il termine per le candidature scade il 23 maggio 2022 alle ore 17.00 CEST.

Contesto

Il nuovo Bauhaus europeo è un progetto ambientale, economico e culturale che mira a combinare design, sostenibilità, accessibilità (anche sotto il profilo economico) e investimenti per contribuire alla realizzazione del Green Deal europeo.

Lanciato dalla Presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2020, il nuovo Bauhaus europeo è stato plasmato collettivamente da migliaia di persone e organizzazioni in tutta Europa e oltre.

Per approfondimenti e assistenza tecnica, consulta un esperto di europrogettazione di PJ Consulting.

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Al via le domande per i nuovi contratti di sviluppo

domande contratti di sviluppo

A partire dalle ore 12 di lunedì 11 aprile e fino all’ 1a luglio 2022, le imprese potranno presentare domanda di agevolazione per gli investimenti nelle filiere industriali strategiche e innovative, anche nei settori delle rinnovabili e delle batterie, attraverso lo strumento dei nuovi Contratti di sviluppo che ha a disposizione risorse complessive pari a circa 3,1 miliardi di euro.

Per maggiori informazioni e approfondimenti, consulta un esperto di PJ Consulting.

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Regione Puglia: svolta green con nuove agevolazioni e intensità di aiuti per le imprese

svolta green regione puglia

Contratti di Programma, Pia (Programmi integrati di agevolazione) Medie imprese, Piccole imprese e Turismo, Titolo II Capo 3  (rivolto alle Pmi del commercio, dell’artigianato e del manifatturiero) e Capo 6 (per le Pmi del settore turistico-alberghiero): sono gli avvisi pubblici gestiti dalla Sezione Competitività e da Puglia Sviluppo oggetto di intervento da parte della Giunta della Regione Puglia per accrescere l’economia circolare, l’energia autoprodotta e l’intensità di aiuto per le piccole e medie imprese.

Il pacchetto con le nuove linee di indirizzo è stato adottato per rispondere alla crisi energetica determinata dal conflitto in corso tra Russia e Ucraina e dalla lunga congiuntura economica negativa, legata alla pandemia prima e alla guerra poi.
In particolare, lo strumento agevolativo rivolto alle imprese micro, piccole e medie noto col nome di Titolo II Capo 3 e Capo 6 che favorisce lo sviluppo delle attività economiche delle Pmi facilitandone l’accesso al credito, grazie alle modifiche, per la prima volta, darà alle imprese la possibilità di presentare un programma di investimenti che preveda la realizzazione di un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile, come unico intervento. Sarà possibile installare all’interno dell’azienda impianti eolici, solari (con tutte le tecnologie), macchine frigorifere a fonte geotermica (refrigeratori o pompe di calore) e impianti di produzione di energia termica o elettrica a biomasse (liquide, solide o gassose).
Una novità di grande rilievo rispetto al passato quando una simile iniziativa era ammissibile solo se inserita all’interno di un più ampio progetto organico e funzionale ed era finanziabile quale impianto generale assimilato alle opere murarie e pertanto prevedeva solo un contributo calcolato sul montante interessi. Oggi si aggiunge anche la sovvenzione diretta: il 35% di premialità per le piccole imprese e il 30% sulle medie. Si tratta di un sostegno a fondo perduto calcolato sul costo degli impianti. La premialità aggiunta al contributo sul montante interessi consentirebbe di raggiungere il 45% di agevolazione per le piccole imprese e il 35% per le medie.
Tra le altre, sono agevolabili anche le spese per i sistemi di accumulo integrati dell’energia (storage) e per la realizzazione di stazioni di ricarica di veicoli elettrici e ibridi ad uso esclusivo delle imprese che propongono il progetto.
Ma c’è anche un’altra novità che riguarda sia Titolo II Capo 3 e Capo 6 che Contratti di Programma (per le sole Pmi) e Pia: nella precedente versione degli avvisi le agevolazioni non potevano superare complessivamente il 45% dei costi ammissibili del progetto (il 35% per le medie imprese), adesso se le imprese dovessero aver bisogno anche di un aiuto per il finanziamento del rischio in forma di garanzie (erogato da Mediocredito Centrale o dai Confidi) questo verrebbe considerato e valutato oltre i limiti del 35% per le medie imprese e del 45% per le piccole.
Le percentuali del contributo totale aumentano infatti di 10 punti percentuali per le medie imprese e di 15 punti per le piccole imprese. Quindi la sovvenzione complessiva raggiunge il 45% per le medie imprese e il 60% per le piccole. Tutto ciò è possibile perché, per le agevolazioni in forma di garanzie, si applica la nuova Carta degli Aiuti approvata dalla Commissione Europea per la programmazione 2021-2027, che ha innalzato i massimali.
L’attenzione per l’economia circolare è garantita poi dall’inserimento tra le categorie dei beneficiari anche delle imprese impegnate nella produzione di compost o nel trattamento di rifiuti speciali.
In particolare per il Titolo II Capo 3 possono essere agevolate le Pmi che si occupano del “trattamento che precede lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi speciali solidi o non solidi” e dello smaltimento dei rifiuti di amianto; per i Contratti di Programma e i Pia sono ammissibili anche le imprese impegnate nella produzione di compost oltre che nel “trattamento che precede lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi speciali solidi o non solidi”.

Le misure di agevolazione interessate dalle modifiche

Contratti di Programma
Rivolti a grandi imprese, favoriscono sviluppo, occupazione, competitività e attrattività dei territori.
Agevolano investimenti tra 5 e 100 milioni di euro.

PIA Medie Imprese – Programmi Integrati di Agevolazione
Destinati alle medie imprese, creano occupazione, promuovono la stabilità sociale e sviluppano dinamismo economico.  Agevolano investimenti tra 1 e 40 milioni di euro.

PIA Piccole imprese – Programmi Integrati di Agevolazione
Coinvolgono le piccole imprese nei processi di sviluppo favorendo gli investimenti in ricerca e innovazione, la realizzazione di nuove unità produttive, l’ampliamento di quelle esistenti, la diversificazione di prodotti e processi.
Agevolano investimenti tra 1 e 20 milioni di euro.

PIA Turismo – Programmi Integrati di Agevolazione
Destinati a imprese di tutte le dimensioni, migliorano l’offerta turistica territoriale attraverso il recupero del patrimonio immobiliare esistente sia di pregio che in stato di degrado e favoriscono la destagionalizzazione attraverso servizi connessi (porti turistici, campi da golf, infrastrutture sportive per eventi agonistici).
Agevolano investimenti tra 1 e 40 milioni di euro.

Titolo II – Capo III
Lo strumento favorisce lo sviluppo delle attività economiche delle Pmi, facilitandone l’accesso al credito. Rende possibile anche l’acquisto di suoli, macchinari, impianti e attrezzature, la realizzazione di opere murarie, l’investimento per la prevenzione dei rischi, per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, le spese di progettazione ingegneristica, l’acquisto di programmi informatici e di brevetti e licenze.  Agevola investimenti tra 30 mila e 4 milioni di euro per le medie imprese e tra 30mila e 2 milioni per le micro e piccole imprese.

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Forestazione urbana: pubblicato il bando per le città metropolitane

Forestazione urbana

Contrastare l’inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità: è l’obiettivo della misura “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (M2C4 3.1). Ammonta a 330 milioni di euro la dotazione finanziaria dell’avviso pubblico emanato dal MiTe per piantare 6,6 milioni di alberi in 14 città metropolitane entro il 2024 e 1.268 comuni occupati da più di 21 milioni di abitanti.
Le risorse del PNRR prevedono investimenti per 74 milioni di euro per il 2022, 74 milioni di euro per il 2023 e altri 139 milioni di euro per il 2024.

Isole e città metropolitane del Sud potranno beneficiare del 50% delle risorse disponibili. Si prevede di mettere a dimora 1.650.000 alberi entro il prossimo 31 dicembre e di completare l’operazione con altri 6,6 milioni di alberi entro il 2024.

Alle città metropolitane sono destinati importi complessivi distinti per annualità e numero di alberi da mettere a dimora, secondo quanto riportato nell’Allegato 6 del bando.

I soggetti attuatori degli interventi assegnano una priorità di finanziamento indicata nella domanda di partecipazione e, al contempo, devono dimostrare capacità amministrativa e operativa al fine di fornire garanzia per la realizzazione del progetto. Tra gli interventi finanziabili sono ammessi quelli finalizzati alla formazione di boschi nei territori dei comuni delle 14 città metropolitane, presentate in coerenza con il Piano di forestazione urbana ed extraurbana.

Sono considerate prioritarie le aree dei comuni destinate alla rigenerazione urbana, ex aree industriali, commerciali o dismesse, degradate, aree agricole fuori dal processo produttivo, quelle lungo i corsi d’acqua e le aree forestali.

La superficie minima da coprire deve essere compresa tra 30 e 50 ettari, con almeno 1000 piante per ettaro, con specie indicate nel Piano di forestazione e specie autoctone per il materiale di propagazione forestale.

I requisiti di ammissibilità prevedono che i progetti siano realizzati sui terreni di cui si gode di disponibilità giuridica, coerenti con gli strumenti di pianificazione urbanistica e paesaggistica, che includano almeno 4 specie arboree e 4 arbustive, e un piano di coltivazione di 5 anni. Per l’anno 2022, la messa a dimora del materiale forestale di propagazione deve essere realizzata entro e non oltre il 10 dicembre 2022, conseguire lo stesso target per le annualità 2023-2024, oltreché rispettare gli altri requisiti previsti dal PNRR.

 Spese ammissibili
Tra le spese ammissibili figurano le spese di progettazione e le spese di realizzazione dell’impianto, ivi comprese le spese per l’acquisto delle piante da impiegare nel rimboschimento, spese per personale a tempo determinato,

Le domande possono essere presentate al Mite con l’elenco dei progetti prioritari entro il 30 maggio 2022.

PJ Consulting offre assitenza tecnica e supporto alle PA per la redazione progettuale, la gestione amministrativa e di rendicontazione dei progetti.

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Al via i voucher per la digitalizzazione dei Comuni

voucher digitalizzazione comuni

Al via gli avvisi per la digitalizzazione dei Comuni italiani sulla piattaforma PA Digitale per il rafforzamento e la diffusione di strumenti consolidati, affidabili ed efficienti: l’identità digitale (SPID/CIE), il sistema di pagamento pagoPA e il punto unico di accesso per i servizi pubblici digitali app IO.

Ammonta a 390 milioni di euro la dotazione finanziaria per i primi avvisi pubblicati dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Cento milioni sono stanziati per l’identità digitale, 200 mln per il sistema di pagamento pagoPA e 90 mln per app IO. Il 40% delle risorse è destinato ai Comuni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). Le misure sono previste dalla Missione 1 Componente 1 del PNRR (Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA), investimento 1.4.3 (pagoPA e app IO) e 1.4.4 (identità digitale).

La procedura prevede la registrazione in un’area riservata sulla piattaforma PA digitale 2026 da parte dei Comuni che possono richiedere i fondi destinati all’ente e ricevere un’assistenza dedicata. I Comuni, già dal 3 maggio prossimo, potranno ricevere gli esiti delle valutazioni e un voucher economico predefinito basato sulla dimensione dell’ente e scelte fatte in fase di candidatura (es. numero di servizi da attivare su app IO o da migrare su pagoPA). Queste due variabili determinano l’ammontare del finanziamento. L’erogazione delle risorse sarà conseguente al raggiungimento di determinati obiettivi.

Per questo primo avviso, c’è tempo fino al 2 settembre 2022 per richiedere i voucher. In seguito, sono previste finestre temporali di 30 giorni al termine delle quali il Dipartimento provvederà a finanziare le istanze pervenute nel periodo di riferimento.

PJ Consulting offre assistenza tecnica agli enti locali e può supportare le PA in tutte le fasi per ottenere i voucher digitali.

Per maggiori informazioni, contatta un esperto di PJ Consulting.