Fondo Impresa Donna: da maggio le domande per accedere agli incentivi

imprenditoria femminile

Ai nastri di partenza il bando Fondo Impresa Donna, strumento per lo sviluppo e il consolidamento delle Imprese Femminili, incluse le lavoratrici autonome, attivo su tutto il territorio nazionale, approvato con decreto direttoriale del 30 marzo 2022.
Previsto un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili per le imprese già costituite e del 90% per le nuove imprese da costituire.

COSA FINANZIA IL FONDO
Il Fondo finanzierà programmi d’investimento da realizzare entro due anni e con un tetto di spese ammissibili fissato a 250mila euro per nuove imprese e fino a 400 mila euro quelle già esistenti, nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo.

AGEVOLAZIONI PER LE NUOVE IMPRESE FEMMINILI

Le agevolazioni saranno concesse a Fondo Perduto in base all’importo degli investimenti ammissibili :
a) per i programmi che prevedono spese fino a 100mila euro, le agevolazioni raggiungono l’80% e comunque non superano i 50mila euro.
Per le donne in stato di disoccupazione che avviano una impresa individuale o un’attività di lavoro autonomo, la copertura massima è elevata al 90%, fermo restando il limite di 50mila euro di contributo
b) per i programmi che prevedono spese superiori a 100mila euro e fino a 250mila euro, le agevolazioni sono concesse fino a copertura del 50% delle spese.

INCENTIVI PER LE IMPRESE GIÀ  ESISTENTI
a) per le imprese femminili costituite da almeno 12 mesi e da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’ 80% delle spese ammissibili
> per il 50% in forma di contributo a fondo perduto
> per il restante 50%, in forma di finanziamento agevolato tasso zero
b) per le imprese femminili costituite da più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’ 80% delle spese ammissibili come segue:
> per le spese di investimento – 50% a fondo perduto – 50% finanziamento a tasso zero
> per le spese di capitale circolante l’agevolazione verrà erogata interamente a fondo perduto

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Per le nuove imprese le domande potranno essere compilate a partire del 05/05/2022 e potranno essere presentate a partire dal 19/05/2022.

Per le imprese già esistenti le domande potranno esse compilate a partire dal 24/05/2022 e potranno essere presentate a partire dal 07/06/2022.

SCARICA LA SCHEDA DEL BANDO PER LE NUOVE IMPRESE

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Ottieni gli incentivi per la tua impresa al femminile! Prepariamo insieme la documentazione occorrente con:
dati e profilo dell’impresa  femminile richiedente;
descrizione dell’attività;
analisi di mercato e relative strategie;
aspetti tecnico-produttivi e organizzativi;
aspetti economico-finanziari;
bilancio di esercizio dei 3 anni precedenti, per le imprese esistenti;
costituzione di impresa o apertura partita iva per persone fisiche richiedenti per conto di impresa femminile costituenda.
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Regione Puglia: modifiche al regolamento regionale degli aiuti di stato

bauhaus europeo

La Regione Puglia prende atto della nuova carta aiuti di stato a finalità regionale grazie alla quale, alle micro e piccole imprese, saranno concessi aiuti fino al 60% delle spese e alle medie imprese fino al 45% (cambieranno, quindi, le percentuali applicabili agli avvisi “Titolo II, capo 3”, “Titolo II, capo 6”, “Contratti di Programma”, “PIA Medie Imprese”, “PIA Piccole Imprese”, “PIA Turismo”).

Negli avvisi “Titolo II, capo 3”, “Contratti di Programma”, “PIA Medie Imprese”, “PIA Piccole Imprese” verranno inseriti di codici ATECO relativi alla produzione di compost e al trattamento di rifiuti speciali.

Il Titolo II capo 3 e capo 6 sono rettificati per consentire alle PMI di realizzare investimenti destinati alla sola acquisizione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili

Verrà riaperto il bando Innoaid, con l’obiettivo di sostenere le MPMI che vogliano realizzare interventi di diagnosi energetica o aderire al sistema di gestione dell’energia ISO50001, inserendo altre due tipologie di interventi ammissibili afferenti i servizi di consulenza legati all’energia e alla sua gestione.

Verrà integrato e modificato il Titolo VI efficientamento energetico e definito un nuovo avviso pubblico per incentivare la costituzione e implementazione di comunità energetiche rinnovabili, anche attraverso forme di finanziamento parallele e differenziate rispetto a quelle disposte dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199 , la cui fase attuativa è rimessa all’emanando decreto che ne regolerà le modalità e disporrà i relativi finanziamenti.

Per maggiori informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Industria conciaria: 10M€ per progetti di innovazione, R&S e sostenibilità

industria conciaria

Dieci milioni di euro: è la dotazione finanziaria a sostegno dell’industria conciaria danneggiata dall’emergenza Covid-19 per tutelare le filiere del settore e condurre attività progettuali, sperimentali e di ricerca e sviluppo volte alla sostenibilità. La procedura valutativa a sportello verrà attivata a breve e sarà gestita da Invitalia.

Beneficiari
Possono accedere agli aiuti le imprese del settore inserite in un distretto conciario italiano che presentano programmi di investimento con alto contenuto innovativo inclusivi di attività di ricerca industriale o sviluppo sperimentale.
I programmi di investimento devono essere realizzati nella sede ubicata in Italia indicata nella domanda di agevolazione; prevedere spese ammissibili comprese tra 50mila e 200mila euro; garantire la sostenibilità ambientale degli investimenti ed essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione e ultimati entro diciotto mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Le spese ammissibili
Gli investimenti agevolabili sono:
-acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
-programmi informatici e licenze software;
-formazione del personale inerente agli aspetti su cui è incentrato il progetto

Per le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale eventualmente incluse nel progetto, sono ammissibili ulteriori spese nel limite del 30% dell’importo.

Le agevolazioni
Previsto il riconoscimento di contributo a fondo perduto nella misura del 50% delle spese ammissibili, nel rispetto dei limiti previsti dalla Sezione 3.1 del Quadro temporaneo degli aiuti COVID-19.

Presentazione della domanda
La procedura valutativa delle domande di contributo sarà a sportello e, con successivo provvedimento direttoriale, il MiSE indicherà termini e modalità di presentazione delle domande di agevolazione, da presentare esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma di Invitalia.

Tra i criteri di valutazione delle proposte progettuali figurano: l’adeguatezza delle competenze tecniche, organizzative e gestionali dell’impresa proponente; la chiarezza della proposta progettuale;la qualità dell’idea progettuale; la sostenibilità economica-finanziaria del progetto; le ricadute positive sul distretto conciario di appartenenza e la replicabilità delle soluzioni presso imprese del medesimo distretto conciario o in altri distretti conciari.

Per presentare il programma di investimento redatto secondo i criteri di valutazione applicati per ottenere maggiore punteggio, richiedi sin da subito l’assistenza degli esperti di PJ Consulting.

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Dall’11 aprile le domande per i nuovi contratti di sviluppo

domande contratti di sviluppo

PNRR e competitività del paese: con i decreti firmati dal Ministro Giancarlo Giorgetti diventano operativi gli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a favore delle imprese per affrontare la transizione digitale e green. A partire dalle ore 12 di lunedì 11 aprile le imprese potranno presentare domanda di agevolazione per gli investimenti nelle filiere industriali strategiche e innovative, anche nei settori delle rinnovabili e delle batterie, attraverso lo strumento dei nuovi Contratti di sviluppo che ha a disposizione risorse complessive pari a circa 3,1 miliardi di euro.

Per maggiori informazioni e approfondimenti, consulta un esperto di PJ Consulting.

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Ai nastri di partenza il bando per il Parco Agrisolare

parco agrisolare, pj consulting

Ai nastri di partenza il fondo perduto per il Parco Agrisolare. Ammontano a 1,5 miliardi di euro le risorse stanziate dal PNRR per il bando Componente 2.1 – misura Parco Agrisolare.
Il 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica in ambito agricolo, escludendo totalmente il consumo di suolo è l’obiettivo dell’intervento che prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici ad uso produttivo, stalle e cascine, nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, puntando a raggiungere l’installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq per 0,43 GW.

Prevista anche la rimozione e lo smaltimento di tetti esistenti e la costruzione di nuovi tetti isolati, la creazione di sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento per contribuire ad aumentare la sostenibilità e l’efficienza energetica del settore.

Il bando, di prossima pubblicazione, prevede l’obbligo dell’acquisto e posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

BENEFICIARI
– Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), di cui al D.lgs. n. 99/2004 e D.lgs. 101/2005
– Coltivatori Diretti (CD) iscritti alla previdenza agricola
– Imprese Agroindustriali.

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA (cioè aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00).
Per le aziende agricole di produzione primaria, gli impianti fotovoltaici sono ammissibili agli aiuti unicamente se l’obiettivo è quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacità produttiva non supera il consumo medio annuo di energia elettrica dell’azienda agricola, compreso quello familiare.
La vendita di energia elettrica è consentita nella rete purché sia rispettato il limite di autoconsumo annuale.

Tra gli interventi facoltativi per la riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture sono previsti:
– rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;
– realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale;
– realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Per la realizzazione di impianti fotovoltaici:
– acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto;
– sistemi di accumulo;  fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi; costi di connessione alla rete; fino a un limite massimo di euro 1.500,00/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala, e fino ad ulteriori euro 1.000,00/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo.
In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 50mila euro. Qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai massimali su indicati, una spesa fino ad un limite massimo ammissibile pari a euro 1.000,00/Kw, secondo gli importi dettagliatamente individuati nel bando.

Per la rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): demolizione e ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/Kwp.

ENTITÀ DELL’AIUTO
La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a  750mila euro nel limite massimo di
1 milione di euro per singolo beneficiario.

Agli interventi realizzati viene riconosciuto un finanziamento in conto capitale con le seguenti intensità di aiuto rispetto alla spesa ammessa:

a) per le aziende agricole attive nella produzione primaria: l’intensità d’aiuto è pari al 50% a fondo perduto sull’investimento ammissibile, maggiorato di un ulteriore 20% per giovani agricoltori, investimenti collettivi e zone soggette a vincoli naturali o specifici;

b) per le imprese attive nel settore della trasformazione di prodotti agricoli: l’intensità d’aiuto è pari al 50% a fondo perduto sull’investimento ammissibile;

c) per le imprese di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli e le altre imprese non ricomprese nelle definizioni di cui alle precedenti lettere a) e b): le intensità di aiuto massimo è pari al 50%;

Il contributo è concesso fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

L’incentivo è cumulabile con altri incentivi in conto capitale o conto energia, nei limiti previsti dalla legislazione vigente in materia di aiuti di Stato. Le domande saranno esaminate in base a dei criteri di priorità.

Per maggiori informazioni, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Idrogeno: 50 milioni di euro dal MiTe per la ricerca e lo sviluppo

idrogeno

Produzione di idrogeno verde; tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto; celle a combustibile per applicazioni stazionarie o di mobilità; sistemi intelligenti per la gestione delle infrastrutture basate sull’idrogeno. C’è tempo fino al 9 maggio 2022 per partecipare ai bandi pubblicati dal MiTe per assegnare i fondi del PNRR su progetti di ricerca e sviluppo in materia di idrogeno.

Ammonta a 50 milioni di euro la dotazione finanziaria per l’investimento M2C2 3.5, di cui 30 per progetti di ricerca sviluppati dalle imprese e 20 milioni per progetti di organismi di ricerca pubblici (enti e università).

Per le Imprese
L’avviso pubblico per le imprese stanzia 30 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, da presentare, anche unite in partenariato tra loro o con organismi di ricerca, riferiti alle seguenti tematiche:

a) produzione di idrogeno clean e green;
b) tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed e-fuels;
c) celle a combustibile per applicazioni stazionarie e di mobilità;
d) sistemi intelligenti di gestione integrata per migliorare la resilienza e l’affidabilità delle infrastrutture intelligenti basate sull’idrogeno.

Per gli Enti di ricerca
L’avviso pubblico da 20 milioni di euro è rivolto agli enti di ricerca e alle università, anche in rete tra loro o con imprese che esercitano attività dirette alla produzione di beni e/o di sevizi, per la realizzazione di progetti di ricerca fondamentale in riferimento alle seguenti tematiche:
a) produzione di idrogeno clean e green;
b) tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed e-fuels;
c) celle a combustibile per applicazioni stazionarie e di mobilità.

Per entrambi gli avvisi pubblici, il 40% della dotazione finanziaria è destinato a progetti da realizzarsi nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le agevolazioni erogate sotto forma di contributo a fondo perduto prevedono fino al 80% di copertura delle spese per la ricerca industriale e fino al 60% per lo sviluppo sperimentale, per un massimo di 4 milioni di euro e un minimo di 2 milioni di euro.

I progetti presentati da soggetti pubblici saranno finanziati al 100%.

I soggetti interessati possono richiedere l’assistenza di PJ Consulting per la predisposizione e presentazione dell’istanza e ricevere supporto nella fase istruttoria, di realizzazione del progetto e di rendicontazione delle spese finali.

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Val Basento: 14 milioni per il rilancio industriale

val basento

Aumentare il livello di competitività delle imprese attraverso la ristrutturazione delle attività e attrarre nuove realtà imprenditoriali. Ammonta a 14 milioni di euro la dotazione finanziaria del bando della Regione Basilicata a sostegno dei Piano di Sviluppo Industriale per il rilancio della Val Basento. Tra gli altri obiettivi che si intendono perseguire: sostenere in maniera efficace le imprese nell’implementazione dei loro programmi di sviluppo industriale; rafforzare i sistemi produttivi esistenti ed in via di formazione migliorando il livello di competitività delle singole imprese; favorire la creazione e l’attrazione di nuove iniziative imprenditoriali; accrescere la propensione a innovare del sistema delle imprese regionali attraverso l’individuazione di nuovi prodotti, la riqualificazione dei processi produttivi, il miglioramento della compatibilità ambientale e l’aumento della competitività; sostenere i processi di crescita e innovazione del sistema delle imprese; rafforzare e qualificare il sistema dei servizi materiali e immateriali alle imprese, favorendo la riqualificazione delle aree industriali esistenti; sostenere lo sviluppo di imprese nella transizione ecologia, nella economia circolare e i processi interni di adeguamento produttivo finalizzati ad introdurre soluzioni tecnologiche e organizzative per il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili.

I programmi ammissibili
Le imprese possono proporre uno dei seguenti programmi di investimento:

a) realizzazione di nuove sedi produttive
b) ampliamento di sedi produttive esistenti
c) diversificazione della produzione di una sede produttiva per produrre prodotti nuovi
d) diversificazione della produzione di una sede produttiva per il cambiamento fondamentale del processo produttivo
e) acquisizione di attivi appartenenti a uno stabilimento chiuso

Le spese ammissibili:
L’importo minimo del piano industriale è:
1,5 milioni di euro per l’apertura di una nuova sede operativa nelle aree industriali della Val Basento, anche da parte di un’impresa con sede legale fuori Regione
500mila euro per gli investimenti di ampliamento, di diversificazione, per l’acquisizione di attivi direttamente connessi con uno stabilimento, per la riattivazione e trasferimento di impianti esistenti nelle aree industriali della Val Basento.

Tra le spese ammissibili:
a) suolo aziendale,
b) acquisto dell’immobile ed opere murarie e assimilate (inclusi gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo)
c) progettazioni ingegneristiche, direzione dei lavori, valutazione di impatto ambientale, oneri per concessioni edilizie e collaudi di legge (max 5% delle opere murarie)
d) macchinari, impianti ed attrezzature, nuovi di fabbrica
e) programmi informatici, brevetti, licenze e know-how e conoscenze tecniche non brevettate concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi

Per le sole PMI, sono ammissibili anche le spese relative a consulenze finalizzate alla redazione del business plan nel limite massimo del 3% dell’importo degli investimenti produttivi.

I beneficiari:
Possono richiedere le agevolazioni le Imprese di tutte le dimensioni, che già dispongono di una sede operativa in Val Basento o che intendono attivarla entro la data di richiesta di erogazione della prima quota di agevolazioni. Potranno presentare domanda le Imprese che intendono realizzare interventi coerenti coi codici ATECO allegati.

Gli enti che partecipano al bando devono inoltre possedere i seguenti requisiti:

-essere regolarmente iscritti nel registro delle imprese della Camera di Commercio territorialmente competente;
-avere sede operativa oggetto dell’intervento nelle aree industriali della Val Basento;
-essere in regola con la normativa antimafia;
-essere in regola con la disciplina antiriciclaggio.

Le agevolazioni
Le agevolazioni potranno essere richieste sotto forma di contributo in conto capitale oppure in conto interessi oppure in forma mista.
Il contributo massimo concedibile non può superare l’importo di 3 milioni di euro.

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Entra nel vivo la riforma degli Accordi per l’Innovazione

Entra nel vivo la riforma degli Accordi per l’innovazione finanziati dal PNRR.
Il primo sportello aprirà l’11 maggio 2022 e vede stanziata la prima tranche di 500 milioni. La seconda, dello stesso importo, sarà sbloccata successivamente per un ammontare complessivo di 1 miliardo di euro a valere sul Fondo complementare nazionale.

La procedura, definita attraverso il decreto direttoriale, prevede che dal 19 aprile 2022 sia già possibile compilare la documentazione da inviare online ad apertura sportello, dalle 10.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì.
I progetti di ricerca ammissibili devono prevedere un importo di almeno 5 milioni.
Le agevolazioni statali sostengono progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale di rilevante impatto tecnologico, sono concesse sulla base di una procedura valutativa negoziale e consistono in un contributo diretto alla spesa e, eventualmente, in un finanziamento agevolato alle imprese pari al massimo al 20% del progetto, nei limiti delle intensità di aiuto del 50% per la ricerca industriale e del 25% per lo sviluppo sperimentale.

Materiali avanzati e nanotecnologia; fotonica e micro/nano elettronica; sistemi avanzati di produzione; tecnologie delle scienze della vita; intelligenza artificiale; connessione e sicurezza digitale: i progetti devono prevedere l’impiego di una tra sei specifiche tecnologie abilitanti fondamentali citate.

Le domande saranno accolte nel limite del plafond disponibile nella prima tranche. Per le regioni del Sud previsto solo il 34% della quota territoriale riveniente dal Pnrr, anziché 40%.

Le iniziative possono inoltre essere cofinanziate dalle regioni a condizione che queste presentino una manifestazione di interesse per la sottoscrizione di un Accordo quadro da definire entro il 3 maggio 2022.

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Mipaaf: 1,2 miliardi di euro per i contratti di filiera

contratti di filiera

Investimenti in attivi materiali e immateriali, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, partecipazione dei produttori ai regimi di qualità, promozione dei prodotti agricoli, ricerca e sviluppo nel settore agricolo: sono le tipologie di interventi ammissibili per le filiere produttive e le aziende agroalimentari, ittiche, forestali e florovivaistiche. Ammontano a 1,2 miliardi di euro le risorse del PNRR stanziate per i contratti di filiera con programmi di spese ammissibili comprese tra i 4 milioni e i 50 milioni di euro, come previsto nel decreto che definisce criteri, modalità e procedure per l’attuazione dei contratti di filiera pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 marzo scorso.

I beneficiari

Tra i soggetti proponenti e beneficiari figurano le società cooperative agricole e i loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni e le associazioni di produttori agricoli, le reti di imprese che hanno già sottoscritto un contratto di rete al momento della presentazione della domanda, le organizzazioni interprofessionali, gli enti pubblici, le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51% del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute, gli organismi di ricerca e di diffusione della conoscenza.
Al contratto di filiera possono partecipare anche soggetti esterni non coinvolti direttamente nel programma per il perseguimento degli obiettivi.

Spese ammissibili
Le spese ammissibili sono riportate nell’allegato A del decreto
.
Gli interventi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni. Per i contratti di filiera le agevolazioni sono erogate in forma di contributo in conto capitale e/o finanziamento agevolato.
In particolare, per gli investimenti nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria e per la trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione, nella forma di contributo capitale fino al 50% degli investimenti ammissibili nelle regioni meno sviluppate e nelle regioni in transizione e fino al 40% degli investimenti ammissibili nelle altre regioni.
Il finanziamento agevolato e il finanziamento bancario coprono il 100% degli investimenti ammissibili.

Presentazione della domanda
La domanda deve essere trasmessa al Ministero delle Politiche agricole insieme al programma del contratto di filiera. Alla domanda devono essere allegati il programma del contratto di filiera, la descrizione degli elementi e le informazioni relative all’intero programma del contratto di filiera e ai soggetti beneficiari in esso coinvolti. Si prevede che vengano inoltre annessi alla domanda la scheda sintetica del progetto contenente l’elenco dettagliato degli investimenti e le spese ammissibili inerenti a ciascun intervento previsto nonché le fonti di finanziamento utilizzate. La domanda deve essere altresì corredata delle dichiarazioni del soggetto beneficiario relative alla disponibilità degli immobili (suolo e fabbricati) ove sarà realizzato il progetto e l’attestazione della regolarità di suolo e immobili interessati dall’intervento. Il Ministero, entro 30 giorni dal ricevimento della domanda di accesso alle agevolazioni, accetta la completezza e la regolarità della domanda stessa, nonché la sussistenza delle condizioni di ammissibilità.

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Contratti di Sviluppo per rinnovabili e batterie: 1 miliardo di euro dal Mise

contratti di sviluppo batterie e rinnovabili

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 16/3/22 il decreto che dà attuazione all’investimento 5.1 del PNRR, “Rinnovabili e batterie”, in particolare a tre sub – investimenti, ai quali viene destinato complessivamente un miliardo di euro:
– 400 milioni di € per Tecnologia PV (PhotoVoltaics)
– 100 milioni di € per industria eolica
– 500 milioni di € per il settore batterie

Alle regioni del Mezzogiorno sarà destinato il 40% dei fondi che verranno resi disponibili attraverso lo strumento dei Contratti di Sviluppo del Mise, gestiti da Invitalia.
Lo strumento consentirà di promuovere i settori produttivi connessi alle tecnologie per la generazione di energia da fonti rinnovabili, con particolare riferimento a pannelli fotovoltaici innovativi e aerogeneratori di nuova gamma di taglia medio-grande e per l’accumulo elettrochimico.
Con il Contratto di Sviluppo si potranno agevolare investimenti produttivi, eventualmente accompagnati da spese per attività di R&S nonché Innovazione, in questo caso, di importo minimo pari a 20 milioni di euro.
Interessante, per il Sud, l’applicazione delle nuove aliquote agevolative 2022-2027 pari al 40% per le grandi imprese, al 50% per le medie imprese e al 60% per le piccole imprese.

Gli sportelli verranno aperti con appositi strumenti attuativi ma è interessante, come si legge nelle premesse al decreto, notare che, per il raggiungimento della milestone europea M2C2-38, il ministero dovrà adottare apposito decreto per lo sviluppo di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza e batterie già entro giugno 2022.

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