Bando ISI INAIL 2021: domande dal 2 maggio al 16 giugno 2022

Dal 2 maggio al 16 giugno 2022 le imprese iscritte alla Camera di Commercio, comprese le ditte individuali e gli Enti del Terzo Settore, limitatamente all’Asse 2, potranno presentare domanda per richiedere finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti con un valore massimo di 130.000 euro, in base ai cinque assi di riferimento.

Il primo è quello generalista a cui andranno 112,2 milioni di euro, il secondo è per tematica con 40 milioni per progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi. Il terzo riguarda l’amianto a cui sono destinati 74 milioni di euro per progetti di bonifica, il quarto è dedicato alle piccole e medie imprese operanti nel settore della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e del recupero e preparazione per il riciclaggio dei materiali e in quello del risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti: in questo caso lo stanziamento è di 10 milioni. Infine il quinto asse è dedicato all’agricoltura con 37,5 milioni.

Per le seguenti categorie è prevista una linea di finanziamento specifica:

-raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti – recupero e preparazione per il riciclaggio dei materiali (codice Ateco E38)
-risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti (codice Ateco E39)
-micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli (asse agricoltura)

ESCLUSIONI
Sono escluse le imprese che hanno già ricevuto l’incentivo ISI Inail 2017, 2018, 2020 e ISI Agricoltura 2019/2020 (tranne per chi abbia partecipato per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale).

LE AGEVOLAZIONI PREVISTE

65% a fondo perduto
Importo Minimo 5.000,00 euro Massimo 130.000,00 euro

Settore rifiuti
Importo Minimo 2.000,00  euro Massimo 50.000,00 euro

Settore agricoltura
50% a fondo perduto per i giovani agricoltori
40% a fondo perduto per la generalità delle imprese agricole
Importo Minimo 1.000,00 euro Massimo 60.000,00 euro

PROGETTI AGEVOLABILI
È possibile presentare un solo progetto riguardante una sola unità produttiva per una sola tipologia di progetto tra quelle sotto riportate in una sola Regione o Provincia Autonoma.
La tipologia di progetti agevolabili:

-investimento
-adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
-riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC)
-bonifica da materiali contenenti amianto
-per micro e piccole imprese del settore rifiuti
-per imprese operanti in agricoltura

SPESE AMMISSIBILI
Direttamente necessarie alla realizzazione del progetto, accessorie o strumentali funzionali alla realizzazione dello stesso e indispensabili per la sua completezza, nonché tecniche, entro i limiti precisati negli appositi allegati, sono le spese ammesse a finanziamento che devono essere riferite a progetti non realizzati e non in corso di realizzazione alla data di chiusura dello sportello telematico. Il progetto deve essere realizzato entro i 12 mesi dalla data di approvazione.

Non sono ammesse a finanziamento le seguenti spese:

-acquisizioni tramite locazione finanziaria (leasing)
-acquisto di beni usati
-altre spese specificatamente indicate nel bando

Nel caso la domanda di agevolazione sia uguale o superiore a 30.000,00 Euro può essere richiesta un’anticipazione fino al 50% dell’importo del finanziamento stesso presentando apposita fidejussione.

MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE
Il bando prevede una prenotazione telematica con click day basata su una soglia minima di 120 punti di ammissibilità.
Il contributo verrà assegnato in “regime de minimis” e non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici sul progetto oggetto della domanda, ma solo con altri benefici che derivano da interventi pubblici di garanzia sul credito.

Seguendo le modalità indicate negli avvisi regionali/provinciali, sarà possibile inoltrare la domanda seguendo tutto l’iter tecnico di accesso con l’assistenza e il supporto di PJ Consulting.

Per informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Proroga bando per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie

Prorogato alle ore 12 del 31 marzo 2022 il termine per la presentazione di progetti valorizzazione dei beni confiscati alle mafie. Ammontano a 300 milioni di euro le risorse rivenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, all’interno della Missione 5 Componente 3, dedicata a interventi speciali per la coesione territoriale.
Di questa cifra, 250 milioni di euro sono riservati ai progetti selezionati attraverso una procedura selettiva, mentre ulteriori 50 milioni di euro serviranno a individuare altri progetti, di particolare valore economico e/o simbolico per il territorio. La nuova scadenza riguarda entrambe le candidature.

Beneficiari sono i Comuni, le Provincie, le Città Metropolitane, Regioni anche in forma consortile e in associazione, ubicate nelle otto Regioni del Mezzogiorno già destinatari di un bene confiscato. il bando finanzia opere di demolizione e ricostruzione, di ristrutturazione e/o adeguamento di questi beni, che potranno così essere restituiti alla collettività. La destinazione finale delle opere potrà essere di natura istituzionale, sociale o economica, con il vincolo di riutilizzare i proventi a scopi sociali e per reinserire quanto prodotto nel circuito della legalità.

Sono ammessi progetti per creazione di strutture, residenze sociali/sanitarie, centri diurni, coabitazione sociale a sostegno dell’alloggio/inclusione sociale delle persone che vivono in condizioni di esclusione; – riqualificazione di spazi pubblici volta a migliorare i servizi sociali per i cittadini; – creazione di spazi di incontro socioculturale per i giovani gestiti da associazioni di volontariato; – utilizzo di beni per fini istituzionali, compresa polizia locale, protezione civile, etc.

Sono previsti criteri premiali, in particolare per la valorizzazione con finalità di Centro antiviolenza per donne e bambini, o case rifugio e per la valorizzazione con finalità per asili nido o micronidi.

Ciascun progetto selezionato attraverso la procedura selettiva può ottenere fino a un massimo di 2,5 milioni di euro di finanziamento. All’interno dello stesso tetto massimo di 2,5 milioni di euro, l’opera può essere in parte cofinanziata da altre risorse nazionali o dal soggetto proponente, ma solo per costi diversi da quelli finanziati dal PNRR.

Sono finanziabili tutte le spese collegate alla realizzazione dell’opera, anche sostenute da azioni intraprese a partire dall’1 febbraio 2020, nel caso di lavori già avviati. Non sono previsti costi forfettizzati, né costi aggiuntivi del personale.

Per approfondimenti e supporto nella redazione progettuale e presentazione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Entro il 31 marzo pubblicazione del bando PNRR per Parco Agrisolare

Ammontano a 1,5 miliardi di euro le risorse stanziate dal PNRR per il bando Componente 2.1 – misura Parco Agrisolare.
Sostenere gli investimenti per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica in ambito agricolo, escludendo totalmente il consumo di suolo è l’obiettivo dell’intervento che prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici ad uso produttivo, stalle e cascine, nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, puntando a raggiungere l’installazione di pannelli fotovoltaici su una superficie complessiva pari a 4,3 milioni di mq per 0,43 GW, e  contribuendo così ad aumentare la sostenibilità e l’efficienza energetica del settore.
Gestite dal GSE, indicato dal Mipaaf, con convenzione pubblico-privata, le domande del bando con parere favorevole vedranno avviarsi subito le operazioni di attuazione dei programmi fotovoltaici, mentre il ministero delle Politiche Agricole supervisionerà tutte le fasi dell’attuazione dei progetti e dei flussi finanziari.
Per maggiori informazioni e per la predisposizione dell’istanza in vista dell’uscita del bando, consulta un esperto di PJ Consulting.

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Bonus Matrimoni: ecco le modalità attuative

aiuti settore wedding

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Uffiiciale delle modalità attuative, il bonus matrimonio si avvia verso la prossima l’apertura per l’erogazione di contributi alle imprese del settore wedding, intrattenimento, organizzazione cerimonie e Ho.Re.Ca.
Con 60 milioni di euro, la misura, che avevamo annunciato qui, prevede riconoscimenti di contributi a fondo perduto, di cui 40 per il settore matrimonio, 10 per l’intrattenimento, organizzazione di feste e matrimoni e 10 per il settore dell’hotellerie, restaurant, catering. (Ho.Re.Ca).

Possono beneficiare dell’agevolazione le imprese dei settori citati che:

-nell’anno 2020, hanno subito una riduzione del fatturato non inferiore al 30 (trenta) per cento rispetto al fatturato del 2019. Per le imprese costituite nel corso dell’anno 2019, la riduzione del fatturato, nella medesima misura del 30 (trenta) per cento, è rapportata al periodo di attività del 2019 decorrente dalla data di costituzione e iscrizione nel registro delle imprese, prendendo in considerazione il fatturato registrato nel predetto periodo e il fatturato registrato nel corrispondente periodo del 2020;

-hanno registrato, nel periodo d’imposta 2020, un peggioramento del risultato economico d’esercizio in misura pari o superiore al 30

-risultano regolarmente costituite, iscritte e «attive» nel registro delle imprese; operare nei settori agevolati, svolgendone attività prevalente.

Tra le altre condizioni da rispettare:

-avere sede legale o operativa ubicata sul territorio nazionale;
-non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
-non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019 .

Con prossimo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, le imprese potranno presentare istanza di contributo, che non sarà tassato, né ai fini delle imposte sui redditi, né ai fini Irap.
Il decreto è in fase di autorizzazione presso la Commissione Europea.

Per raccogliere la documentazione e predisporre la domanda per la prossima richiesta di contributo, contatta un esperto di PJ Consulting.

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European Innovation Council: 1,7 miliardi di euro per opportunità di finanziamento

bauhaus europeo

È online il Work Programme 2022 dell’European Innovation Council (EIC), la linea di intervento ricompresa nel terzo pilastro del programma HORIZON EUROPE.
L’EIC ambisce a identificare e sostenere tecnologie basate su un’innovazione rivoluzionaria e disruptive che abbiano un elevato potenziale di scalabilità a livello  internazionale.
L’ EIC punta al supporto congiunto e smart, sostenendo tutte le fasi dell’innovazione: dalla ricerca e sviluppo sui fondamenti scientifici delle tecnologie, alla convalida e dimostrazione di queste tecnologie.
All’interno dell’European Innovation Council, troviamo tre schemi di finanziamento principali:

EIC Pathfinder per la ricerca avanzata innovativa e per sostenere lo sviluppo delle tecnologie rivoluzionarie;
EIC Transition per convalidare le tecnologie e sviluppare piani aziendali per applicazioni specifiche;
EIC Accelerator per sostenere singole aziende (PMI, start-up, spin-out e in casi eccezionali small mid-cap) al fine di portare le loro innovazioni al mercato e sostenere la fase di scale-up.

Per l’annualità 2022 la Commissione Europea investe oltre 1,7 miliardi di euro sull’European Innovation Council, così distribuiti:

EIC Pathfinder → 350 M €
EIC Transition → 131,4 M €
EIC Accelerator → 167,8 M € 

Le prossime scadenze per presentare la propria proposta progettuale sono il 23 marzo ed il 4 maggio 2022.

Mise: 678 milioni di euro per investimenti 4.0 e risparmio energetico per PMI

investimenti 4.0 e risparmio energetico

Investimenti delle piccole e medie imprese italiane nella realizzazione di progetti innovativi legati a tecnologie 4.0, economia circolare e risparmio energetico: ammonta a 678 milioni di euro il nuovo regime di aiuti garantito dal programma di investimento europeo React-Eu e dai fondi di coesione istituito dal Mise con l’intento di sostenere gli investimenti in progetti innovativi che mirano a ridurre l’impatto energetico sui processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese.
In particolare, i finanziamenti previsti dal nuovo regime di aiuti sono destinati per circa 250 milioni agli investimenti da realizzare nelle regioni del Centro – Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria e Province Autonome di Bolzano e di Trento), mentre circa 428 milioni sono previsti per quelli nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna).

BENEFICIARI

I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese del manifatturiero (esclusi i settori non ammissibili in base alla disciplina sugli aiuti di Stato) e dei servizi che, alla data di presentazione della domanda hanno almeno due bilanci depositati o, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno due dichiarazioni dei redditi presentate; non devono avere effettuato una delocalizzazione dell’unità produttiva verso uno stabilimento situato in un’altra parte dello Spazio Economico Europeo (SEE) che realizzi prodotti o servizi oggetto dell’investimento, nei due anni precedenti alla domanda di agevolazione e non devono impegnarsi a non delocalizzare l’unità produttiva nei due anni successivi.

Alle imprese a cui viene riconosciuta l’agevolazione, è richiesto anche di mantenere le immobilizzazioni agevolate, per almeno tre anni, nel territorio della regione in cui è ubicata l’unità produttiva agevolata.

LE ATTIVITÀ AGEVOLABILI

Ampliamento della capacità produttiva, diversificazione della produzione, cambiamento fondamentale del processo di produzione, realizzazione di una nuova unità produttiva, attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti individuate dal piano Transizione 4.0, cioè: manifattura additiva, manifattura avanzata, realtà aumentata, integrazione automatizzata con il sistema logistico, Internet of Things, cloud, simulazione, cybersecurity, Big Data, blockchain e Intelligenza Artificiale, sono le attività agevolabili dalla misura. Verrà data priorità a quei programmi di investimento per l’economia circolare e a quelli in grado produrre un risparmio energetico di almeno il 10% rispetto all’anno precedente.

LE SPESE AMMISSIBILI

Per essere agevolabili, gli investimenti non devono arrecare danno all’ambiente e rispettare il principio europeo del Do not significantly harm (Dnsh).

Sono ammissibili le spese legate a:
-macchinari, impianti e attrezzature
-opere murarie, nei limiti del 40% dei costi ammissibili
-programmi informatici e licenze per l’uso di macchinari
-acquisizione di certificazioni ambientali

Per le imprese ubicate nelle regioni del Mezzogiorno – Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna – l’investimento minimo deve essere di 500 mila euro, con un tetto massimo di 3 milioni (e comunque 80% dell’ultimo fatturato), per le imprese presenti in altre regioni la fascia è compresa tra 1 e 3 milioni di euro.

Le agevolazioni saranno concesse sotto forma del contributo in conto impianti (un contributo per immobilizzazioni materiali o immateriali ammortizzabili) e coprono un massimo del 60% della spese per le micro e piccole imprese della Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, e 50% per le medie imprese.
Per le imprese della Basilicata, del Molise e della Sardegna le percentuali sono, rispettivamente, 50% e 40%, mentre per le altre regioni il tetto massimo è del 35% e del 25%.
Inoltre, per le imprese del Mezzogiorno è prevista una maggiorazione del 5% se il programma di investimenti viene concluso in 9 mesi, invece di 12.
Le agevolazioni verranno concesse utilizzando le possibilità offerte dal Temporary framework comunitario.
Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Le PMI interessate potranno presentare domanda nei termini e nelle modalità che verranno definite con un successivo provvedimento ministeriale.

Per maggiori informazioni e assistenza nella preparazione del programma di investimenti, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Tax credit turismo: pubblicate le date per l’invio della domanda per ottenere gli incentivi

turismo: pubblicate date domande

Dopo la pubblicazione delle modalità applicative per l’erogazione dei crediti di imposta e dei contributi a fondo perduto per il settore turistico sostenuto attraverso i fondi del PNRR, il Ministero del Turismo ha reso note le date per la compilazione e l’invio della domanda sia per le imprese turistiche, sia per le agenzie di viaggio e i tour operator con i seguenti codici Ateco: 79.1 – Attività delle agenzie di viaggio e tour operator; 79.11 – Attività delle agenzie di viaggio; 79.12 – Attività dei tour operator.

Per le imprese turistiche, dal 21 febbraio 2022 sarà possibile accedere alla sezione informativa dell’incentivo e scaricare il fac simile della domanda, la guida alla sua compilazione e la modulistica degli allegati.
Sarà possibile inviare domanda dalle 12.00 del 28 febbraio 2022.

Per le agenzie e TO, la data per scaricare il facsimile della domanda è il 28 febbraio 2022 e dal 4 marzo 2022, a partire dalle ore 12.00, sul sito di Invitalia, sarà possibile accedere alla piattaforma per compilare il format online, caricare gli allegati ed effettuare l’invio della domanda.

Per maggiori approfondimenti sulle spese ammissibili, è possibile approfondire gli articoli dedicati.

Non perdere l’opportunità di accedere alle agevolazioni, contatta adesso un esperto di PJ Consulting per predisporre il piano di investimenti della tua impresa e richiedere gli incentivi disponibili.

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Regione Puglia: 35 milioni di euro per le nuove iniziative di impresa con il bando Nidi

bando nidi regione puglia

Ammonta a 35 milioni di euro l’importo delle risorse destinate al bando a sportello dedicato alle Nuove Iniziative di Impresa (NIDI) in corso di pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Puglia.

La nuova versione prevede aiuti differenziati a seconda della composizione della compagine e delle caratteristiche dell’impresa e proporzionati alle difficoltà dei destinatari. Più il soggetto è debole e maggiore è l’aiuto. Così le compagini giovanili e le imprese femminili, potranno ricevere oltre alla sovvenzione a fondo perduto e al prestito, un ulteriore aiuto chiamato “assistenza rimborsabile”, che consiste nel 25% in più di fondo perduto; inoltre viene elevato il tetto delle spese di gestione a 15mila euro.

Rientrano tra i soggetti più deboli, le compagini giovanili, le imprese femminili, le nuove imprese e quelle turistiche per le quali sono previsti aiuti mirati in forma di contributi a fondo perduto e del prestito a tasso zero, con l’ulteriore abbuono della metà del prestito (assistenza rimborsabile) che consiste nel 25% in più di fondo perduto; inoltre viene elevato il tetto delle spese di gestione a 15mila euro.
In particolare, le agevolazioni verranno così ripartite secondo i destinatari:

Le compagini giovanili, che realizzano investimenti fino a 50mila euro avranno un aiuto del 100% (per il 50% come sovvenzione a fondo perduto, per il 25% nella forma del prestito e per il restante 25% nella forma dell’assistenza rimborsabile).

Le imprese femminili, che realizzano investimenti fino a 100mila euro avranno un aiuto del 100% (per il 50% come sovvenzione a fondo perduto, per il 25% nella forma del prestito e per il restante 25% nella forma dell’assistenza rimborsabile).

Le nuove imprese, partecipate almeno per la metà da soggetti in condizione di svantaggio lavorativo, che realizzano investimenti fino a 150mila euro avranno un aiuto dal 100% fino all’80% (per metà come sovvenzione a fondo perduto e per metà nella forma del prestito), decrescente all’aumentare degli investimenti. Inoltre è agevolato, per investimenti fino a 250mila euro, anche il passaggio generazionale e il rilevamento di imprese in crisi o confiscate.

Le imprese turistiche, partecipate per la metà da soggetti svantaggiati, finalizzate a promuovere un turismo innovativo e sostenibile, che realizzano investimenti fino a 150mila euro avranno un aiuto dal 100% fino all’80% (per metà come sovvenzione a fondo perduto e per metà nella forma del prestito), decrescente all’aumentare degli investimenti.

Sono agevolate le iniziative imprenditoriali nella forma della microimpresa, con un programma di investimenti completo, di importo complessivo compreso tra 10mila e 150mila euro, che arrivano a 250mila per i passaggi generazionali, il rilevamento di imprese in crisi e le società cooperative costituite da lavoratori dipendenti di un’impresa confiscata. Tra le novità più importanti l’assenza di limiti per le opere edili.

Per maggiori informazioni e per assistenza e supporto nella redazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Contributi a fondo perduto per impianti natatori

Destinato ai gestori di impianti natatori, il contributo a fondo perduto è fissato nel limite massimo di spesa di 30 milioni di euro e possono beneficiarne, secondo quanto stabilito dal testo del DPCM, firmato insieme al Ministero delle finanze:

le Associazioni e le Società Sportive che, alla data del 23.02.2020 risultavano iscritte nel Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche, siano affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate o agli Enti di Promozione Sportiva  e che abbiano per oggetto sociale anche la gestione di impianti sportivi e, in particolare, di impianti natatori.

Tra i presupposti oggetti da soddisfare per accedere al contributo:

– gestione, in virtù di un titolo di proprietà, di un contratto di affitto, di una concessione amministrativa o di altro negozio giuridico che ne legittimi il possesso o la detenzione in via esclusiva, di un impianto sportivo dotato di piscina coperta o convertibile, cioè scopribile-copribile con modalità certificata, di lunghezza minima pari a 25 metri e di superficie non inferiore a 250 mq;

– presentazione di una dichiarazione asseverata da tecnico abilitato con la quale si attesti che le misure della piscina (vasca) oggetto della richiesta di contributo siano conformi a quanto dichiarato, nonché il possesso e la validità del titolo di iscrizione agli organismi nazionali di cui sopra

– avere un numero di tesserati, presso gli enti alla data di pubblicazione del decreto, pari ad almeno 50 unità.

Modalità di presentazione della domanda

Il contributo può essere richiesto da: Associazioni e Società Sportive che alla data del 23 febbraio 2020 risultavano iscritte nel Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche.
Il contributo va richiesto in modalità telematica alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate o agli Enti di Promozione Sportiva presso cui si è affiliati, ai quali è demandata la verifica dei requisiti e la trasmissione al Dipartimento dello sport di un prospetto elencante i dati identificativi dei potenziali beneficiari

 Le modalità di assegnazione

La somma di 26 milioni di euro è attribuita:
fino a euro 25.000 (venticinquemila) per le piscine (vasche) con una superficie compresa tra 250 e 399 metri quadrati
fino a euro 40.000 (quarantamila) per le piscine (vasche) con una superficie pari o superiore a 400 metri quadrati.
La somma di 4 milioni di euro è attribuita con un contributo pari a quello previsto dalla precedente punto alle Associazioni e Società Sportive che abbiano atleti tesserati in discipline olimpiche aventi come base lo sport del nuoto e l’utilizzo delle piscine. Per essere ammessi all’assegnazione del contributo gli atleti sopra citati devono aver partecipato ad una delle seguenti manifestazioni:

Giochi Olimpici,
Giochi Paralimpici,
Campionati del Mondo e Campionati Europei assoluti o giovanili svoltisi nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2020 e la data di emanazione del decreto, non ancora ufficialmente pubblicato.

L’idoneità dell’Associazione o Società Sportiva a questo requisito deve essere certificata dalla Federazione Sportiva Nazionale competente per affiliazione (quindi non da Enti di promozione sportiva) Le richieste dovranno essere presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto sul sito del Dipartimento per lo Sport con modalità che ciascuna Federazione Sportiva Nazionale, Disciplina Associata o Ente di Promozione Sportiva renderà note.

 

Miur: 467 milioni di euro per il bando dedicato agli alloggi universitari

C’è tempo fino al 19 aprile 2022 per presentare domanda al Miur nell’ambito del bando dedicato agli alloggi universitari. Ammontano a 467 milioni di euro le risorse rivenienti da fondi nazionali e PNRR, per un cofinanziamento fino al 75% dei costi. Infatti, 300 dei 467 milioni, sono parte dei 960 milioni previsti dal PNRR per portare il numero degli alloggi per studenti universitari dagli attuali 40.000 a oltre 100.000 entro il 2026.

Sono ammissibili al cofinanziamento quattro grandi tipologie di interventi:

manutenzione straordinaria, recupero, ristrutturazione edilizia e urbanistica, restauro, risanamento di immobili esistenti adibiti o da adibire a strutture residenziali universitarie, nell’ambito dei quali è obbligatorio effettuare interventi di efficientamento energetico;

efficientamento o miglioramento energetico di strutture residenziali universitarie esistenti;

demolizione e ricostruzione, trasformazione, ampliamento o completamento di immobili esistenti;

acquisto di edifici da adibire a strutture residenziali universitarie.

Possono presentare richieste di cofinanziamento, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, le università, le istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale statali, i collegi universitari, le cooperative di studenti, le organizzazioni, le fondazioni e le istituzioni senza scopo di lucro.

Per informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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