Fondo Impresa Donna: prepara la tua candidatura con PJ Consulting per ottenere gli incentivi

imprenditoria femminile

Tra gli interventi cardine nell’ambito della missione “Inclusione e coesione del Recovery Fund”, con una dotazione iniziale di 40 milioni di euro, a cui si aggiungeranno altri 400 milioni di euro previsti dal PNRR, il bando a sportello, gestito da Invitalia – Fondo Impresa Donna – è tra i finanziamenti più attesi per l’imprenditoria femminile. Manca poco alla sua pubblicazione e PJ Consulting invita le potenziali beneficiarie a prepararsi per candidare il proprio progetto di investimento e ottenere i contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati previsti per l’imprenditoria femminile.

Con l’obiettivo di valorizzare il genio, il talento e l’intraprendenza delle donne nel mondo dell’industria nelle sue diverse espressioni, il 14 dicembre scorso, con decreto ministeriale pubblicato in GURI, è stato istituito presso il Mise il Fondo Impresa Donna.
Sono in tutto venti milioni per ciascuna annualità 2022-2023, e il 40% della dotazione finanziaria sarà destinato al finanziamento di attività e progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

BENEFICIARIE DELL’INTERVENTO
Destinato alle imprese femminili nascenti o già esistenti, in particolare si rivolge a 4 categorie di beneficiari:

cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie. Inoltre, è d’obbligo che i legali rappresentanti o amministratori non siano mai stati condannati con sentenza definitiva per reati che costituiscono motivo di esclusione dagli appalti;
società di capitale con quote e componenti del CDA per almeno due terzi di donne, sempre con il vincolo dell’assenza di condanne definitive per i reati che comportano esclusione degli appalti pubblici;
imprese individuali la cui titolare è una donna e risulti non condannata in via definitiva per reati che costituiscono motivo di esclusione dagli appalti;
lavoratrici autonome che presentano l’apertura della Partita IVA entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda.
persone fisiche che intendono avviare l’attività purché, entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda, trasmettano documentazione sull’avvenuta costituzione.

COSA FINANZIA IL FONDO
Il Fondo finanzierà programmi d’investimento da realizzare entro due anni e con un tetto di spese ammissibili fissato a 250.000 euro per nuove imprese e fino a 400.000 euro quelle già esistenti, nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei servizi, del commercio e del turismo.
In particolare le agevolazioni sono divise in due ambiti: per le nuove imprese e per le imprese esistenti

AGEVOLAZIONI PER LE NUOVE IMPRESE FEMMINILI
Per gli incentivi destinati alla nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la sola forma del contributo a fondo perduto per un importo massimo pari a:

-80% delle spese ammissibili e comunque fino a euro 50.000,00, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili non superiori a euro 100.000,00;

-50% delle spese ammissibili, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a euro 100.000,00 e fino a euro 250.000,00;

INCENTIVI PER LE IMPRESE GIÀ  ESISTENTI
Distinti per anni di anzianità e tipologia di spesa, gli incentivi per le imprese esistenti prevedono:
-per le imprese costituite da almeno un anno e massimo 3 anni, le agevolazioni possono essere erogate per il 50% sotto forma di “contributo a fondo perduto” e per un altro 50% come “finanziamento agevolato” di 8 anni a tasso zero, per coprire fino all’80% delle spese ammissibili. Il tetto massimo è di 400.000 euro;

-per le aziende che hanno più di 3 anni le spese di capitale circolante sono agevolate solo con il “contributo a fondo perduto”, mentre quelle di investimento anche con il “finanziamento agevolato”. Il tetto massimo è sempre pari a 400.000 euro.

Sono previsti anche percorsi di assistenza tecnico-gestionale, per attività di marketing e di comunicazione durante tutto il periodo di realizzazione degli investimenti o di compimento del programma di spesa, anche attraverso un sistema di voucher per accedervi; investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, a beneficio esclusivo delle imprese a guida femminile tra le start-up innovative e le PMI innovative, nei settori individuati in coerenza con gli indirizzi strategici nazionali.

Gli incentivi vengono concessi con il regime di esenzione delle regole UE sugli aiuti di Stato se le imprese hanno i requisiti del regolamento europeo Gber – 651 del 2014, altrimenti secondo i limiti del “de minimis” (aiuti complessivi per 200.000 euro in 3 anni).

SPESE AMMISSIBILI
Sono ammissibile le spese per:
impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica;
immobilizzazioni immateriali;
servizi cloud per la gestione aziendale;
personale dipendente, assunto a tempo indeterminato o determinato dopo la data di presentazione della domanda e impiegato nell’iniziativa agevolata.

Sono ammissibili agli incentivi del Fondo Impresa Donna le sole spese che risultino sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda oppure, nel caso di persone fisiche, alla data di costituzione dell’impresa o dell’apertura della partita IVA.

Il bando verrà pubblicato nelle prossime settimane e verrà gestito da Invitalia.
La domanda di agevolazione deve essere corredata di:

dati e profilo dell’impresa  femminile richiedente;
descrizione dell’attività;
analisi di mercato e relative strategie;
aspetti tecnico-produttivi e organizzativi;
aspetti economico-finanziari;
bilancio di esercizio dei 3 anni precedenti, per le imprese esistenti;
costituzione di impresa o apertura partita iva per persone fisiche richiedenti per conto di impresa femminile costituenda.

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Green New Deal italiano: 750 milioni per la rivoluzione verde

patto dei sindaci per il clima e l'energia

Agevolazioni finanziarie e contributi a fondo perduto per la sostenibilità ambientale. Ammontano a 750 milioni di euro le risorse a sostegno degli investimenti industriali finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare coerenti con gli ambiti di interventi del “Green new deal italiano”. La misura è attivata sulle risorse a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (FCS) e sul Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca, gestito da Cassa Depositi e Prestiti.

Beneficiarie dell’incentivo sono le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti – anche in forma congiunta tra loro – di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento, con particolare riguardo agli obiettivi di:

– decarbonizzazione dell’economia

– economia circolare

– riduzione dell’uso della plastica e sostituzione della plastica con materiali alternativi

– rigenerazione urbana

– turismo sostenibile

adattamento e mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico

I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 milioni e non superiori a 40 milioni di euro, essere realizzati sul territorio nazionale, avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al ministero dello Sviluppo economico.

Il decreto, firmato anche dal ministro dell’Economia e delle finanze, è stato registrato dalla Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, mentre un successivo provvedimento ministeriale indicherà i termini e le modalità di presentazione delle domande delle imprese.

Leggi la scheda sulla procedura a sportello
Leggi la scheda sulla procedura negoziale

Per saperne di più, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Mise: istituito fondo di 10 milioni di euro per la ristorazione

ristorazione contributi mise

Nella ripubblicazione in Guri del 14/1/22 del decreto legge 6/11/21, coordinato con legge 29/12/21, sono stati aggiunti il comma 17bis e 17ter: 17 -bis . Al fine di sostenere la ripresa e la continuità dell’attività delle imprese operanti nel settore della ristorazione, nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico è istituito un fondo per l’erogazione di un contributo a fondo perduto alle medesime imprese, con una dotazione pari a 10 milioni di euro per l’anno 2021, che costituiscono limite di spesa. Le modalità e  l’ammontare del contributo verranno comunicati nel prossimo decreto di concerto con il Ministro del turismo e con il Ministro dell’economia e delle finanze in pubblicazione nelle prossime settimane, anche avvalendosi dell’Agenzia delle Entrate.
Per la valutazione gratuita sull’ammissibilità delle spese e l’accesso ai contributi, richiedi l’assistenza di PJ Consulting.

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Bonus editoria: domande entro il 31 gennaio 2022

C’è tempo fino al 31 gennaio 2022 per richiedere il contributo per le imprese editrici di quotidiani e periodici per la distribuzione delle testate edite, nel rispetto del limite di spesa previsto, pari a 60 milioni di euro.

Possono accedere al credito di imposta le imprese che svolgono attività editoriali con codice Ateco 58.13, edizione di quotidiani e 58.14, edizione di riviste e periodici.

Il credito di imposta riconosciuto è pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nell’anno 2020 per le spese di distribuzione e trasporto, incluse le spese di trasporto dai poli di stampa ai punti di vendita, al netto della percentuale di sconto per la rete di vendita del prezzo di copertina.

La domanda da inviare per via telematica deve essere corredata di apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante il possesso dei requisiti richiesti, l’ammontare delle spese effettivamente sostenute, la mancata percezione di altre agevolazioni a copertura delle stesse spese. Alla domanda devono essere allegati gli accordi di filiera per la diffusione capillare presso i Comuni sul territorio.

Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione e il suo ammontare non può eccedere l’importo concesso.

Al via il Contratto Istituzionale di Sviluppo Brindisi-Lecce-Costa Adriatica

Nuove opportunità di sviluppo per i 22 Comuni del litorale pugliese con il Cis della Costa: Fasano, Ostuni, Carovigno, Brindisi, Torchiarolo, San Pietro Vernotico, Trepuzzi, Squinzano, Lecce, Vernole, Melendugno, Otranto, Santa Cesarea Terme, Castro, Diso, Andrano, Tricase, Tiggiano, Corsano, Alessano, Gagliano Del Capo e Castrignano Del Capo, sono i Comuni che otterranno finanziamenti per investimenti strategici grazie alle risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC).

Ospitato lo scorso 21 gennaio, il tavolo istituzionale in cui è stato avviato il percorso, è stato presieduto dalla ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna e ha visto la partecipazione dell’Agenzia per la Coesione territoriale, in veste di Autorità di gestione del CIS, di Invitalia, in qualità di soggetto attuatore, insieme ai rappresentanti dei cinque Ministeri coinvolti (Economia e Finanze, Sviluppo Economico, Cultura, Infrastrutture e Mobilità Sostenibili, Transizione Ecologica, Turismo), della Regione Puglia, dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico meridionale, delle Province di Brindisi e Lecce, dei Comuni coinvolti, oltre a sindacati, rappresentanze datoriali e associazioni attive sul territorio.

I Comuni, entro il 10 marzo 2022, dovranno trasmettere le proposte alla Regione sulla base delle schede progetto messe a punto dall’Agenzia per la coesione territoriale, che valuterà gli interventi insieme ad Invitalia. Le risorse da destinare al CIS dipenderanno dalla quantità e dalla qualità dei progetti presentati dagli enti locali.

Gli ambiti di intervento predefiniti a cui si riferiranno le proposte sono:

  • cultura (con interventi mirati al rilancio culturale, inteso come volano per la rinascita, che abbiano un collegamento con l’elemento marino);
  • turismo (con particolare riferimento alla valorizzazione e fruibilità dell’attrattore culturale, sempre con riferimento alla costa e al mare);
  • rigenerazione e riqualificazione della costa e dei paesaggi costieri, anche con riguardo alle infrastrutture di collegamento.

Le valutazioni sugli investimenti proposti si concluderanno invece entro maggio, quando il Contratto istituzionale di sviluppo dovrebbe essere sottoposto al CIPESS per l’approvazione e, successivamente, sottoscritto.

Le proposte dovranno essere compatibili con le finalità individuate dal CIS, non contare su altre fonti di finanziamento e non necessitano di uno stato avanzato di progettazione, che potrà poi maturare anche con l’assistenza dell’Agenzia per la Coesione territoriale. Ciò consentirà anche ai Comuni più piccoli di partecipare con più facilità alla selezione.

PJ Consulting può assistere i Comuni nella redazione delle schede progettuali e supportare gli uffici comunali nelle successive fasi di gestione e rendicontazione del progetto.
Per assistenza e supporto, contatta un esperto di PJ Consulting.

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PJ Consulting con Acquedotto Pugliese nei progetti “faro” della CTE

Re-water – Eco technologies for the waste water management è il titolo del progetto curato da PJ Consulting per Acquedotto Pugliese, finanziato dal Programma INTERREG GRECIA-ITALIA 2014-2020, inserito tra i progetti “faro” pubblicati dall’Agenzia di Coesione Territoriale, per aver prodotto cambiamenti effettivi, misurabili e duraturi nei territori coinvolti, grazie al contributo della Cooperazione Territoriale Europea alle politiche di sviluppo territoriale.

Rilevanza e sostenibilità sono i due criteri con cui sono state raccolte le progettualità che evidenziano i migliori risultati tangibili e documentabili, emesi nel ciclo di programmazione 2014-2020, in riferimento alla soluzione di un problema e al reale miglioramento della situazione iniziale, con particolare attenzione ai bisogni espressi dai beneficiari nei territori in cui il progetto è stato sviluppato.

Curato da PJ Consulting, dalla presentazione della proposta progettuale alla gestione fino alla rendicontazione, Re-water – Eco technologies for the waste water management mira a promuovere l’introduzione di tecnologie e processi sostenibili rispettosi dell’ambiente per la gestione dei sistemi di smaltimento delle acque reflue e per ridurre l’inquinamento marino nelle aree costiere dei territori adriatici coinvolti  di Puglia e Grecia. Il progetto è considerato di successo grazie al nuovo impianto pilota realizzato per la depurazione delle acque reflue urbane di Gallipoli (Lecce) che ha consentito l’abbattimento di sostanze recalcitranti al trattamento di affinamento delle acque quali sostanze xenobiotiche, farmaci, ormoni, pesticidi, antiparassitari, erbicidi, solidi dissolti e composti organici residuali. Le acque risultanti dal trattamento saranno riutilizzate per il lavaggio delle strade e per l’irrigazione di aree urbane e verdi, grazie ad una stazione di carico di autobotti appositamente realizzata.

 

Approvata la nuova carta degli Aiuti di Stato: fondo perduto fino al 60% in Puglia, Calabria, Campania, Sicilia

Aumento dell’intensità di aiuto per le grandi imprese, contributi a fondo perduto fino al 60% degli investimenti ammissibili per le piccole imprese di Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, inserimento del Molise nelle zone più svantaggiate.
Con queste novità è stata approvata dalla Commissione Europea la carta degli Aiuti di Stato per l’Italia a finalità regionale in vigore dal 1°gennaio 2022 al 31 dicembre 2027.
Aiutare le regioni europee meno favorite a recuperare i ritardi accumulati, ridurre la disparità in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione, dare sostegno alle regioni in via di transizione o nel mezzo di sfide strutturali, come lo spopolamento, per contribuire pienamente alla transizione verde e digitale.
Sono alcuni degli orientamenti della carta degli Aiuti di Stato aggiornati in coerenza con la politica di coesione, che mantengono garanzie solide per impedire agli Stati membri di utilizzare fondi pubblici con impatti negativi sulla delocalizzazione di posti di lavoro tra Stati membri e concorrenza sleale nel mercato unico.
Oltre ad indicare le regioni italiane ammissibili agli aiuti per investimenti a finalità regionali, la carta stabilisce anche le intensità massime di aiuto nelle regioni, l’intensità e l’importo massimo dell’aiuto di Stato, concesso per ciascun beneficiario, espresso in percentuale dei costi di investimento ammissibili.
Le nuove aliquote si applicheranno nei nuovi bandi emessi dai ministeri e dalle Regioni, oltre che nei contratti di sviluppo, su interventi agevolabili come acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, acquisto e ristrutturazione di immobili e altro.

LE PERCENTUALI
Nelle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, l’intensità massima di aiuto per grandi imprese passa al 40%
Nelle regioni Molise, Basilicata, Sardegna, l’intensità massima di aiuto passa dal 25% al 30%.
In tutte le regioni, è prevista la maggiorazione di:
– 10 punti percentuali per gli investimenti delle imprese di medie dimensioni;
– 20 punti per gli investimenti delle piccole imprese (per i loro investimenti iniziali con costi ammissibili fino a 50 milioni di EUR).
Ulteriori modifiche alla carta sugli aiuti di stato a finalità regionali saranno possibili per accrescere l’intensità massima di aiuto nelle future aree di transizione giusta.

COLLOCAZIONE DELLE AREE E INTENSITA’ DI AIUTO
Gli aiuti per gli investimenti a finalità regionale spettano ad un gruppo di regioni che ospita il 41,99% della popolazione.
Sono collocate nelle aree A, tra le regioni più svantaggiate dell’UE, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna che totalizzano il 32% della popolazione italiana, con un Pil pro capite inferiore al 75% della media UE. A norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera a), TFUE, sono ammissibili con intensità massime di aiuto per le grandi imprese comprese tra il 30% e il 40%, in funzione del PIL pro capite della zona A di appartenenza.
Per un massimo del 9,99% della popolazione nazionale, l’Italia può designare le così dette zone C, non predefinite e suscettibili di ulteriori modifiche successive.

 

 

 

 

 

Accordi per l’innovazione: in arrivo la riforma

Accordi innovazione

Siglato lo scorso 31 dicembre 2021, dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il decreto che riforma lo strumento degli Accordi per l’Innovazione per cui è prevista, dal Fondo complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, una dotazione finanziaria di 1 miliardo di euro.

Tra gli aspetti più salienti, la semplificazione delle procedure per la concessione di contributi e finanziamenti agevolati per realizzare progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale di rilevanza strategica per la competitività tecnologica di imprese e centri di ricerca presenti sul territorio nazionale, anche al fine di favorire l’innovazione di specifici settori, salvaguardare l’occupazione e rafforzare la presenza di prodotti italiani in mercati caratterizzati da una forte competizione internazionale.

Beneficiarie delle agevolazioni sono le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane e che presentano progetti, anche in forma congiunta tra loro, di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi, servizi o al notevole loro miglioramento tramite lo sviluppo delle tecnologie definite dal programma : “Orizzonte Europa”:

Con le nuove regole, vengono aggiornate le tecnologie chiave e le aree di intervento dei progetti:

Tecnologie di fabbricazione
Tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche
Tecnologie abilitanti emergenti
Materiali avanzati
Intelligenza artificiale e robotica
Industrie circolari
Industria pulita a basse emissioni di carbonio
Malattie rare e non trasmissibili
Impianti industriali nella transizione energetica
Competitività industriale nel settore dei trasporti
Mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili
Mobilità intelligente
Stoccaggio dell’energia
Sistemi alimentari
Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia
Sistemi circolari

I costi ammissibili dei progetti di ricerca e sviluppo devono prevedere spese non inferiori a 5 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Ministero dello sviluppo economico.

Con contributo diretto alle spese ed eventualmente con finanziamento agevolato, le agevolazioni sono concesse nel limite del 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e del 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale; esclusivamente alle imprese, nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.
In caso di collaborazione progettuale tra un’impresa e uno o più organismi di ricerca, viene riconosciuto a ciascuno dei soggetti una maggiorazione del contributo fino a 10 punti percentuali per le PMI e gli organismi di ricerca e fino a 5 punti percentuali per le grandi imprese.

Il decreto è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

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NL

Custodiamo le imprese: in Puglia 15,4 milioni di euro per ristoro anche a bar e ristoranti

ristoro

Per compensare la riduzione di ricavi dovuti all’emergenza sanitaria, la Regione Puglia destina altri 15,4 milioni di euro al sostegno di micro, piccole e medie imprese chiuse per decreto nel corso del 2021. Oltre a tutte le categorie di commercio al dettaglio e dei servizi, tra cui centri di estetica, parrucchieri, commercianti e ambulanti, attività sportive e di divertimento, varie tipologie di servizi tra cui asili nido e assistenza per disabili, con l’adozione della misura sono inclusi anche i bar e ristoranti e agli esercizi simili senza cucina, con codici Ateco 56.30.00 e 56.10.11. I ristori previsti possono arrivare a 25mila euro.

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PNRR e Cultura: 390 milioni di euro per cinema, teatri, parchi e giardini storici

Ammonta a 390 milioni di euro il valore complessivo degli avvisi proposti dal Ministero della Cultura in chiusura 2021. Il primo, di competenza della Direzione Generale Spettacolo, con 200 milioni di euro rivenienti dal PNRR, finanzia interventi per la riduzione dei consumi energetici nelle sale di teatri e cinema.

Fino al 18 marzo 2022, possono presentare domanda di contributo i soggetti pubblici e privati proprietari o gestori di sale teatrali e/o sale cinematografiche. Il 40% delle risorse complessive sarà riservato alle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).​

Gli interventi devono essere finalizzati alla realizzazione di progetti e/o all’acquisto di beni/servizi che abbiano come oggetto: pianificazione tecnico-economico-finanziaria, audit energetici, analisi ambientali iniziali, valutazione dell’impatto ambientale, rilievi e valutazioni finalizzate all’individuazione di criticità, individuazione dei conseguenti interventi per il miglioramento delle prestazioni energetiche; interventi sull’involucro edilizio; interventi di sostituzione e acquisizione di apparecchiature, strumenti, sistemi, dispositivi, software applicativi digitali, nonché strumentazione accessoria per il loro funzionamento, acquisizione di brevetti, licenze e know-how; installazione di sistemi intelligenti di telecontrollo, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici (smart building) e delle emissioni inquinanti anche attraverso l’utilizzo di mix tecnologici.
Il finanziamento è proporzionale al numero di posti disponibili, alla capienza dei teatri e, per i cinema, anche in base al numero degli schermi.

Se i contributi complessivi assegnati ad un singolo soggetto attuatore non superano i 2 milioni di euro, l’importo massimo dell’aiuto è fissato all’80% dei costi ammissibili. In caso di superamento dei 2 milioni di euro, gli aiuti non devono superare la differenza tra i costi ammissibili e il risultato operativo dell’investimento stesso. In caso di domande di contributo presentate dal medesimo soggetto attuatore relativi a differenti strutture, i contributi riconosciuti al medesimo soggetto non possono essere superiori, complessivamente a 6,5 milioni di euro.

Il finanziamento, nei limiti dei massimali previsti è concesso a fondo perduto per investimenti di ammodernamento, ovvero miglioramento, finalizzati alla promozione dell’ecoefficienza e riduzione dei consumi energetici nelle sale teatrali, cinematografiche, pubbliche e private.

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER RESTAURO E LA VALORIZZAZIONE DI PARCHI E GIARDINI STORICI

Il secondo avviso riguarda la linea di investimento 2.3 finalizzata a valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici, per un valore di 190 milioni di euro, di cui almeno il 20% è destinato a beni ubicati nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna).

Concesso nella forma del contributo a fondo perduto per gli enti pubblici, il finanziamento prevede la copertura del 100% delle spese ammissibili. Nel caso di beni di proprietà privata, il contributo ammesso può variare dal 50% alla totale copertura.

Tra gli obiettivi dell’intervento: rigenerazione e riqualificazione di parchi e i giardini italiani di interesse culturale; rafforzamento dell’identità dei luoghi, del miglioramento della qualità paesaggistica, della qualità della vita e del benessere psicofisico dei cittadini e alla creazione di nuovi poli e modalità di fruizione culturale e turistica; rafforzamento dei valori ambientali che il PNRR ha scelto come guida, favorendo lo sviluppo di quelle funzioni che hanno dirette e positive ricadute ambientali (riduzione dell’inquinamento ambientale, regolazione del microclima, generazione di ossigeno, tutela della biodiversità, etc.) e concorrendo, con le sue intrinseche caratteristiche dei parchi e giardini e con le attività educative che vi si svolgono, a diffondere una rinnovata sensibilità ambientale e paesaggistica nonché a far sì che i giardini e parchi storici costituiscano una risorsa in termini di conoscenze scientifiche, tecniche, botaniche e ambientali sviluppate, sperimentate e sedimentate nei secoli.

La domanda potrà essere presentata entro il 15 marzo 2022.

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