Il pacchetto di misure per le imprese nella Legge di Bilancio 2022

Misure agevolative Legge di Bilancio 2022

Istituito il fondo per la transizione industriale, rifinanziate la Nuova Sabatini, i Contratti di Sviluppo, confermati gli incentivi per il piano Transizione 4.0 e le attività di Ricerca & Sviluppo con aliquote ridotte per annualità, incrementato il fondo per l’internazionalizzazione. Sono solo alcune delle misure a sostegno delle imprese contenute nella Legge di Bilancio 2022 approvata dal Consiglio dei Ministri per la crescita e la competitività del Paese.

Nello specifico, il pacchetto prevede:
Per il piano Transizione 4.0 e le risorse per i beni strumentali 4.0 (gli incentivi per i beni non 4.0 non sono più previsti) il credito di imposta viene prorogato fino al 2025, in alcuni casi fino al 2026, con le seguenti nuove aliquote:

20% per investimenti fino a 2,5 milioni;
10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni;
5% per investimenti da 10 a 20 milioni.

Le nuove aliquote per i beni immateriali:

20% per il 2023;
15% per il 2024;
10% per il 2025.

Per la Nuova Sabatini, che sostiene gli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese con un contributo per gli interessi pagati per il finanziamento contratto al fine di acquistare beni strumentali, risorse pari a:
240 milioni per gli anni 2022 e 2023;
120 milioni per gli anni dal 2024 al 2026;
60 milioni per l’anno 2027.

Per i Contratti di Sviluppo, strumento di sostegno dedicato a programmi d’investimento produttivi, strategici e innovativi di grandi dimensioni: 450 milioni per il 2022.

Per l’istituzione del fondo per la transizione industriale, che punta a favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici e garantire agevolazioni alle imprese per la realizzazione d’investimenti per l’efficientamento energetico: 150 milioni di euro dal 2022.

Per l’incremento del fondo rotativo 394 per le attività d’internazionalizzazione gestito da Simest:
1,5 miliardi per ciascuno degli anni 2022-2026.

Per il rifinanziamento del fondo per la promozione dell’export (Decreto Cura Italia), per attuare interventi legati alla cooperazione e all’export italiani: 150 milioni per ciascuno degli anni 2022-2026.

Rinnovo decennale del credito di imposta per le attività di R&S, innovazione e design, con una riduzione delle aliquote, riconosciuto in misura pari al 20% dei costi, con un limite massimo di 4 milioni di euro, fino al 31 dicembre 2022. Dal 2023 al 2031, il tax credit R&S riconosciuto sarà del 20% nel limite massimo annuale di 4 milioni, mentre, per le attività d’innovazione tecnologica, design e ideazione estetica sarà del  5% nel limite massimo annuale di 2 milioni;

Passa al 10% il credito d’imposta nel 2023 per la spesa finalizzata a progetti di transizione ecologica o d’innovazione digitale 4.0. Fino al 2022 la spesa è agevolata al 15%.

Per l’istituzione del fondo per lo spettacolo, auto e turismo, arrivano 150 milioni per il 2022 a sostegno degli operatori economici e le aziende del settore del turismo, dello spettacolo e dell’automobile, colpiti dalla pandemia.

Restyling per il Patent Box che passa dal 90% al 110%  escludendo dall’ambito dei beni agevolabili i marchi di impresa e limitando pertanto l’ambito della norma ai brevetti o ai beni comunque giuridicamente tutelati. Inoltre, viene eliminato il divieto di cumulo tra il Patent box e il credito di imposta per ricerca e sviluppo e ridisegna il regime transitorio.

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Contro la povertà educativa a Sud: 30 milioni di euro da PNRR per Terzo Settore

bando terzo settore contro dispersione scolastica

Migliorare i servizi per i minori da 0 a 7 anni e combattere la dispersione scolastica, raggiungere almeno 20.000 minori in situazione di disagio o a rischio devianza entro giugno 2023 e almeno 44.000 entro giugno 2026: sono gli obiettivi che si intendono raggiungere con l’investimento di 30 milioni di euro messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a favore degli enti del Terzo Settore.

C’è tempo fino al 1° marzo 2022 per partecipare al bando in partnership costituite da un minimo di tre soggetti, con un soggetto proponente appartenente necessariamente ad un ente del Terzo Settore, altri partner ETS e provenienti da enti locali, mondo della scuola, sistemi regionali di istruzione e formazione, università e ricerca.

Gli obiettivi degli interventi sono divisi per fasce di età, in particolare:

– Bambini di età compresa tra 0-6 anni e relative famiglie: ampliare e potenziare i servizi educativi e di cura; migliorare la qualità, l’accesso, la fruibilità, l’integrazione e l’innovazione dei servizi esistenti; rafforzare l’acquisizione di competenze fondamentali per il benessere dei bambini e delle loro famiglie.

– Fascia 5-10 anni: promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori, garantendo efficaci opportunità educative e prevenendo precocemente varie forme di disagio sociale e di povertà educativa, dalla dispersione e abbandono scolastico al bullismo e altri fenomeni di disagio psicologico, legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale; in questa direzione, si punterà sulla scoperta dei talenti o lo sviluppo di interessi da parte dei minori, intervenendo anche con azioni di accompagnamento e di orientamento psicoattitudinale precoce.

– Fascia 11-17 anni: contrastare l’abbandono scolastico e il fenomeno dei NEET (Not in education employment and training), promuovendo, da un lato, il miglioramento dell’offerta formativa attraverso l’attivazione di percorsi individualizzati, complementari a quelli tradizionali, utili a conseguire capacità necessarie ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro; dall’altro, prevedendo azioni congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ che favoriscano il riavvicinamento dei ragazzi che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione scolastica e formativa legati anche all’appartenenza del minore a comunità a rischio di emarginazione sociale.

I progetti da presentare devono rientrare in un solo degli ambiti previsti per fasce di età e devono avere una durata di un anno, massimo due.

A) 0-6 ANNI: potenziamento delle condizioni di accesso ad asili nido e scuole dell’infanzia; integrazione di tutti i servizi per la prima infanzia; azioni a sostegno di genitorialità, maternità e conciliazione famiglia/lavoro/partecipazione sociale; meccanismi di potenziamento/protagonismo/coinvolgimento attivo dei genitori e delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, educatori e operatori sociali).
B) 5-10 ANNI: percorsi formativi individualizzati, complementari a quelli tradizionali; promozione di una scuola aperta alla comunità nel sostegno alla crescita dei minori e delle famiglie, in integrazione con Terzo Settore e forme di auto-organizzazione di cittadini e famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali); maggior responsabilizzazione delle famiglie.
C) 11-17 ANNI: accesso e fruibilità di offerte e di opportunità educative in orario extrascolastico e/o nei periodi estivi; riconoscimento precoce di difficoltà di apprendimento e di bisogni educativi speciali; azioni di orientamento congiunte ‘dentro e fuori la scuola’ per la formazione dei ragazzi negli ambiti di riferimento dei sistemi produttivi territoriali e delle imprese locali e interventi di accompagnamento per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze inerenti il lavoro autonomo e l’auto impiego; rafforzamento delle competenze scientifiche e tecnologiche STEM; integrazione e sviluppo sociale per incentivare una maggiore responsabilizzazione delle famiglie; rafforzamento del ruolo degli attori del processo educativo (genitori, insegnanti, operatori sociali).

Il contributo che può essere richiesto per ciascuna proposta dovrà essere compreso tra i 125.000 e i 250.000 euro e non potrà essere superiore al 95% del costo complessivo ammissibile del progetto. Il restante 5%, infatti, dovrà essere a carico dei soggetti della partnership. Il costo totale del progetto rispetto ai minori da coinvolgere negli interventi non può essere superiore alla quota di 2.000 euro a destinatario.

Per partecipare al bando e ottenere supporto assistenza nella redazione progettuale e compilazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Regione Campania: contributi fino al 100% per investimenti produttivi

Bando Investimenti produttivi

Macchinari, impianti, riorganizzazione e ristrutturazione aziendale: ammontano a 195,7 milioni di euro le risorse stanziate dalla Regione Campania con il bando dedicato alle MPI attraverso il Fondo Regionale per la Crescita a valere sulle risorse del PO FESR 2014-2020, Asse III, per la competitività del sistema produttivo e il rilancio della propensione degli investimenti.

C’è tempo dal 10 febbraio al 14 marzo 2022 per presentare domanda e accedere alle agevolazioni per gli interventi in ambito:

– digitalizzazione e Industria 4.0 per gli investimenti materiali e immateriali a sostegno dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione produttiva per la transizione 4.0;

– sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale, investimenti finalizzati ad accrescere la performance ambientale e sociale dell’impresa garantendo la salute e la sicurezza degli operatori;

– nuovi modelli organizzativi, investimenti tesi alla riorganizzazione dei processi aziendali attraverso l’introduzione di nuove soluzioni gestionali, di impianti e attrezzature volti a aumentare la produttività e la performance economica.

Concesse in regime di De Minimis, le agevolazioni coprono il 100% del programma di spesa ammissibile con il 50% a fondo perduto e il 50% con finanziamento a tasso zero per importi di spesa minimi di 30mila euro e massimo di 150mila euro.
Tra le spese ammissibili: impianti e macchinari, opere di impiantistica, funzionali al miglioramento dell’efficienza energetica e all’installazione dei beni materiali e immateriali; adeguamento dell’unità locale oggetto dell’intervento alle norme anti Covid e alla riduzione delle barriere architettoniche; servizi reali funzionali alla risoluzione di problematiche gestionali, tecnologiche, organizzative, commerciali, produttive e finalizzati al miglioramento delle performance ambientali e/o sociali e del posizionamento competitivo.
Ammesse anche spese per il conseguimento delle certificazioni ISO14001, ISO50001, EMAS, ISO9001 e altre certificazioni connesse ad interventi di sicurezza e sostenibilità sociale e ambientale. Incluse le spese per software, sistemi, piattaforme, applicazioni e programmi informatici funzionali alle esigenze gestionali e produttive dell’intervento; spese amministrative, per studi di fattibilità, oneri per il rilascio di attestazioni tecnico contabili e garanzie a copertura della restituzione del finanziamento previsto.

La presenza di beni di cui all’allegato A (beni materiali) e B (beni immateriali) della Legge di Bilancio 2016, concorrerà alla definizione del punteggio finale.

Per assistenza e supporto nella redazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting e ottieni le agevolazioni disponibili.

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Arte contemporanea e musica Jazz: pubblicati i bandi del MIC

Bandi del MIC

Valorizzazione di opere d’arte e della musica Jazz. Ai nastri di partenza i due bandi del Ministero della Cultura emanati durante la settimana natalizia a beneficio di musei e luoghi pubblici della cultura e degli operatori del settore Jazz.

PAC: PIANO per l’ARTE CONTEMPORANEA

Produzione di nuove opere, acquisizione di nuove collezioni e archivi legati al contemporaneo e alla valorizzazione di donazioni già ricevute dai luoghi della cultura di appartenenza pubblica, incremento delle collezioni pubbliche di arte contemporanea. Al via la seconda edizione del PAC, Piano per l’Arte Contemporanea, l’avviso pubblico attraverso cui la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura seleziona proposte progettuali per l’acquisizione, la produzione e la valorizzazione di opere dell’arte e della creatività contemporanee destinate al patrimonio pubblico italiano. Con 3 milioni di euro il PAC2021 sostiene i musei e i luoghi della cultura pubblici che vogliono ampliare collezioni di arte contemporanea o avviare nuovi progetti con percorsi dedicati alla creatività contemporanea.

Potranno partecipare tutti i musei e i luoghi della cultura pubblici italiani, compresi quelli dotati di autonomia organizzativa e di bilancio, anche costituiti in forma di fondazione, istituzione e azienda speciale, così come i soggetti privati senza scopo di lucro gestori dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica. I proponenti devono essere proprietari o gestori di una collezione pubblica, a cui destinare le acquisizioni e le produzioni realizzate attraverso il finanziamento del PAC, e dovranno dimostrare una chiara programmazione, a medio e lungo termine, nel campo dell’arte e della creatività contemporanee.

Le proposte del PAC2021 dovranno essere trasmesse esclusivamente secondo le modalità indicate nell’avviso pubblico e le istruzioni che saranno pubblicate a partire dal 31 gennaio 2022.

La scadenza di presentazione delle istanze è alle 16.00 del 12 aprile 2021.

SETTORE MUSICA JAZZ

Per il settore della musica Jazz, la Direzione Generale Spettacolo del Mic, ha emanato l’avviso pubblico per organismi pubblici e privati, anche non dotati di personalità giuridica. Ammontano a non più di 70mila euro ciascuno le risorse da assegnare agli organismi che abbiano almeno una delle seguenti finalità:

promozione di talenti emergenti e le formazioni jazzistiche anche giovanili con organici compresi tra i 10 e i 30 musicisti; favorire la ricerca e la sperimentazione, anche attraverso la committenza di nuove opere, nel settore della musica jazz; circuitazione e promozione del jazz italiano in Italia e all’estero anche per favorire la conoscenza della cultura jazzistica; attività formative indirizzate al perfezionamento professionale e/o realizzazione di progetti e di iniziative educative, anche con istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, idonee a favorire la conoscenza della cultura jazzistica; e) sviluppo professionale della filiera del jazz italiano, anche attraverso progetti promossi da soggetti strutturati attraverso reti e partenariati.

Sono ammessi i soggetti che svolgono comprovata attività di carattere professionale nel campo del Jazz, con sede legale e operativa in Italia, che operano nel rispetto della normativa vigente in materia di rapporti con il CCNL dei lavoratori del settore impiegati.

Le domande, corredate di progetto artistico, preventivo economico finanziario e documentazione amministrativa necessaria, possono essere presentate entro le ore 16.00 del 24 gennaio 2022.

Per assistenza e supporto nella redazione delle istanze, contatta un esperto di PJ Consulting.

Dieci milioni di euro per i birrifici artigianali

Birrificio contributo a fondo perduto

Istituito dal Mise un fondo da 10 milioni di euro per il comparto brassicolo italiano. Il contributo a fondo perduto è di 0,23 centesimi per ciascun litro di birra artigianale prodotta e presa in carico nel registro annuale di magazzino nel 2020 o nel registro della birra condizionata. I dati sono quelli presentati dai microbirrifici e dagli esercenti delle piccole birrerie nazionali all’Agenzia delle accise, dogane e monopoli.

Possono richiedere il contributo a fondo perduto i birrifici indipendenti che producono birra artigianale non sottoposta a processi di microfiltrazione e pastorizzazione.
In particolare, un birrificio che richiede il contributo a fondo perduto deve:

  • utilizzare impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio;
  • essere economicamente e legalmente indipendente da un altro birrificio;
  • non operare sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale di altri.

Le domande potranno essere presentate dalle 12.00 del 20 gennaio alle 12.00 del 18 febbraio 2022.
Le modalità di presentazione delle domande per richiedere il contributo verranno definite con prossimo provvedimento ministeriale.

Per assistenza e supporto, consulta un esperto di PJ Consulting.

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Sostegno di 80 mln di euro per le organizzazioni del terzo settore

terzo settore

Ammonta a 80 milioni di euro il sostegno economico a favore delle organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e organizzazioni non lucrative di utilità sociale impegnate nell’emergenza Covid-19 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, nonché Lombardia e Veneto.
In particolare, 64 milioni andranno alle regioni del Sud e 12 a Lombardia e Veneto.
Il contributo sarà concesso a seguito di una selezione pubblica, sotto forma di sovvenzione diretta per finanziare i costi sostenuti dagli enti del Terzo Settore impegnati nell’emergenza Covid tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021.

Sono ammesse le seguenti tipologie di spesa:
– spese di gestione immobili (canoni di affitto, utenze, pulizie, piccole manutenzioni ordinarie strettamente necessarie allo svolgimento delle attività, ecc.);
– spese per igienizzazione, acquisto DPI, attuazione di misure di contrasto alla diffusione del Covid-19;
– spese per acquisto di beni/attrezzature entro un valore massimo di 516,46 euro ciascuno, purché siano indispensabili per la realizzazione delle attività (se il valore del bene è superiore, non è comunque possibile presentarlo a rendicontazione nemmeno per la quota parte indicata);
– spese per acquisizione di beni di consumo e servizi;
– spese di personale;
– rimborsi spese ai volontari.
Le spese devono essere state sostenute tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021 e giustificate da fatture o simili.

Il contributo ricevuto dalla singola organizzazione non potrà mai essere superiore al valore delle entrate dichiarate nel bilancio 2019 e, comunque, l’importo massimo erogabile è pari a 10.000 euro.
Come ed entro quando si può presentare la domanda?
Le istanze di finanziamento devono essere presentate entro le ore 23.59 del 4 febbraio 2022
Ciascun ente può presentare una sola istanza di contributo, indipendentemente dal numero di sedi presenti nei territori regionali o dall’iscrizione in diversi registri.
Sia l’individuazione dei soggetti ammessi al finanziamento, sia l’importo dello stesso sono determinati da un punteggio derivante da due criteri:
1. la percentuale di minori entrate risultanti dal bilancio consuntivo 2020 rispetto a quello del 2019;
2. numero di associati alla data di approvazione del bando.
Sulla base del punteggio conseguito, ciascun ente ammesso al finanziamento potrà ricevere un importo che varia da 1.000 euro a 10.000 euro.

Per informazioni e assistenza per la redazione della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting.

PNRR: pubblicato avviso per rigenerazione culturale e sociale piccoli borghi storici

C’è tempo fino al 15 marzo per presentare, da parte dei Comuni, progetti locali di rigenerazione culturale di almeno 229 borghi storici nell’ambito dell’avviso pubblico Progetti locali per la Rigenerazione Culturale e Sociale pubblicato dal MiC, con i fondi del PNRR. Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2.1 “Attrattività dei borghi”.

L’avviso pubblico ha una dotazione finanziaria di 380 milioni di euro, più 200 milioni di euro che verranno indirizzati quale regime di aiuto  a micro, piccole e medie imprese localizzate o che intendono insediarsi nei borghi che saranno selezionati.

I progetti potranno prevedere interventi, iniziative o attività in ambito culturale e in quelli dell’istruzione, ricerca, welfare, ambiente o turismo. L’importo massimo del contributo sarà di circa 1,65 milioni di euro a borgo. Gli interventi ammessi al finanziamento dovranno dare nuova linfa al tessuto socio-economico di questi luoghi attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici, la rigenerazione del patrimonio storico-architettonico insieme all’attivazione di iniziative imprenditoriali e commerciali che creino ricadute occupazionali sul territorio.

Potranno presentare i progetti di rigenerazione Culturale e Sociale i Comuni in forma singola o aggregata – fino a un massimo di 3 Comuni –  con popolazione residente complessiva fino a 5.000 abitanti nei quali sia presente un borgo storico chiaramente identificabile e riconoscibile (o, nel caso di comuni dimensionalmente molto piccoli, si configurino essi stessi come un borgo storico). Le aggregazioni possono riguardare Comuni limitrofi o ricadenti nella medesima regione che condividono gli stessi tematismi. Nel caso di aggregazioni di più Comuni fino ad un massimo di tre, in ogni Comune dovrà essere presente un borgo storico. Nel caso di Comuni in forma aggregata la candidatura deve essere presentata dal Comune che assume il ruolo di proponente e capofila.

I progetti verranno valutati da una Commissione del MiC composta da un rappresentante delle Regioni, un rappresentante dell’ANCI e un rappresentante delle associazioni partecipanti al Comitato di coordinamento borghi. L’istruttoria si concluderà entro maggio 2022 con l’ammissione a finanziamento delle proposte e l’assegnazione delle risorse ai Comuni.

Con bando successivo, i 200 milioni di euro della seconda componente verranno assegnati alle imprese che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali localizzati nei Comuni selezionati per la realizzazione dei progetti di rigenerazione culturale, fino a un totale complessivo tra le due componenti di circa 2,53 milioni di euro a borgo.

In coerenza con le disposizioni del PNRR, il 40% delle risorse complessive sarà destinato alle 8 regioni del Mezzogiorno e gli interventi dovranno essere portati a termine entro giugno 2026.

Per informazioni e assistenza nella redazione dell’istanza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Bando ISI INAIL 2021: 274 ML di euro per la salute e la sicurezza sul lavoro

Con l’approvazione di tutte le istanze presentate in favore delle imprese assistite da PJ Consulting che hanno partecipato al bando ISI INAIL 2020, si informa che, ieri, 16 dicembre 2021, sono stati diffusi i dettagli e il calendario con le date di scadenza del bando ISI INAIL 2021 che finanzia investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Dal 26 febbraio al 7 marzo 2022, le imprese iscritte alla Camera di Commercio, comprese le ditte individuali e gli Enti del Terzo Settore, limitatamente all’Asse 2, potranno presentare domanda per richiedere finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti con un valore massimo di 130.000 euro, in base ai cinque assi di riferimento.

Il primo è quello generalista a cui andranno 112,2 milioni di euro, il secondo è per tematica con 40 milioni per progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi. Il terzo riguarda l’amianto a cui sono destinati 74 milioni di euro per progetti di bonifica, il quarto è dedicato alle piccole e medie imprese operanti nel settore della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e del recupero e preparazione per il riciclaggio dei materiali e in quello del risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti: in questo caso lo stanziamento è di 10 milioni. Infine il quinto asse è dedicato all’agricoltura con 37,5 milioni.

Riduzione del rischio incendio, mediante l’adozione di sistemi di prevenzione e/o protezione, la riduzione del rischio infortunistico, attraverso l’acquisto e l’installazione di dispositivi di protezione per il rilevamento automatico delle persone e di barriere per protezione da macchine fisse e semoventi, e la riduzione del rischio radon, grazie alla realizzazione di opere edili e di sistemi di ventilazione per piani terra, seminterrati e interrati nei quali sia presente questo gas, sono le maggiori novità sulle tipologie di investimento finanziabili attraverso il bando.
Per ogni progetto ammesso al finanziamento, il contributo Inail erogato in conto capitale può coprire fino al 65% delle spese sostenute.

Seguendo le modalità indicate negli avvisi regionali/provinciali, sarà possibile inoltrare la domanda seguendo tutto l’iter tecnico di accesso con l’assistenza e il supporto di PJ Consulting.

Per informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Regione Puglia: finanziamenti per strutture e interventi sociali e sociosanitari

Nell’ambito del POR Puglia FESR-FSE 2014/2020, è possibile per i Comuni (in forma singola, associata o consorziata) e per le Aziende Pubbliche di servizi alla persona, presentare una proposta progettuale finalizzata a finanziare le iniziative di realizzazione di strutture socioeducative e socioassistenziali, al fine di favorire la strategia di potenziamento e qualificazione su tutto il territorio regionale della rete di strutture e un sistema di interventi capace di colmare le lacune nell’offerta di servizi a persone,  famiglie,  comunità e di accrescere l’accessibilità della rete dei servizi e le pari opportunità.

Per ogni proposta progettuale può essere richiesto un contributo non superiore a 3 milioni di euro, che copra il 90% dei costi ammissibili. Il restante 10% dovrà essere coperto dal soggetto pubblico beneficiario proponente con risorse proprie.

I soggetti pubblici beneficiari del contributo finanziario sono tenuti all’obbligo del mantenimento in esercizio delle strutture realizzate per almeno 5 anni, decorrenti dalla data di rilascio del provvedimento di autorizzazione al funzionamento per le finalità del progetto.

Sono considerate prioritariamente ammissibili le proposte progettuali che, nel rispetto di tutti i requisiti di ammissibilità riportati, tengano conto del fabbisogno dichiarato di maggiori strutture della medesima tipologia a livello provinciale e di Ambito territoriale.

In particolare, sono considerate prioritariamente ammissibili a finanziamento gli interventi afferenti alle seguenti tipologie:

  • strutture comunitarie socio assistenziali a ciclo diurno per persone anziane, su tutto il territorio regionale;
  • strutture comunitarie socio assistenziali e socioeducative a ciclo diurno (h12 )e a ciclo continuativo (h24)per minori, per disabili motori e psichici, anche senza il necessario supporto familiare, per adulti in difficoltà sociale, vittime di abuso e maltrattamento e tratta su tutto il territorio regionale;
  • centri polifunzionali per l’accoglienza degli immigrati, quali strutture comunitarie a ciclo continuativo – h24 a carattere sociale per la prima accoglienza e l’integrazione sociale degli immigrati nei sistemi urbani e nelle zone rurali, con permanenze limitate temporalmente e con l’integrazione di prestazioni sociali connesse al posto letto e alle prestazioni di cura della persona;
  • asili nido con annesse sezioni primavera, centri ludici per la prima infanzia e altri servizi innovativi per la prima infanzia, rivolta a bambini in età compresa tra 3 e 36 mesi;
  • ludoteche e centri polifunzionali per bambini e ragazzi (ad esclusione delle sezioni della scuola per l’infanzia) rivolta a bambini compresi tra i 3 e i 12 anni.

 

La call non ha scadenza ed è valida fino ad esaurimento fondi.

Per assistenza e supporto nella partecipazione al bando, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Fondo Impresa Donna: 40 milioni per l’imprenditoria femminile

imprenditoria femminile

In arrivo contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per l’avvio di nuove attività imprenditoriali e la realizzazione di progetti innovativi a favore della partecipazione delle donne al mondo delle imprese.

Con la pubblicazione del decreto interministeriale sulla Gazzetta Ufficiale del 14 dicembre 2021, è stato istituito, con un finanziamento di 40 milioni di Euro, il Fondo Impresa Donna al quale si aggiungeranno a breve altri 400 milioni di Euro rivenienti dal PNRR nell’ambito della missione Inclusione e coesione.

I beneficiari:
Sono in tutto quattro le categorie di imprese che potranno beneficiare delle risorse:

– imprese individuali la cui titolare è una donna;

– lavoratrici autonome;

– cooperative e società di persone con ameno il 60% di donne socie;

– società di capitale con quote e componenti del consiglio di amministrazione per almeno due terzi di donne.

Industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e infine il turismo sono i settori a cui andranno i benefici previsti dal Fondo Impresa Donna.

Le iniziative ammissibili devono prevedere la realizzazione di programmi di investimento entro due anni dal provvedimento di concessione.
Il limite massimo delle spese agevolabili è di 250mila euro per le nuove imprese e fino a 400mila euro per le imprese già esistenti.

Le agevolazioni, erogate sia nella forma del contributo a fondo perduto sia nella forma del finanziamento a tasso zero, potranno arrivare fino al 90% delle spese ammissibili, entro determinati limiti e a determinate condizioni. Oltre alle agevolazioni per investimenti, le imprese potranno richiedere anche una quota di agevolazione per spese di capitale circolante strettamente legate alla realizzazione degli investimenti ammissibili.

Per poter accedere ai contributi, le imprese dovranno avere le seguenti caratteristiche:

– sede legale e/o operativa in Italia;

– essere costituite da meno di un anno;

– sono ammesse anche le persone fisiche che intendono avviare l’attività purché, entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda, trasmettano documentazione sull’avvenuta costituzione;

– nel caso di lavoratrici autonome, l’apertura della partita Iva va presentata entro i 60 giorni dalla valutazione positiva della domanda.

La data di invio delle domande verrà calendarizzata con prossimo provvedimento del Mise e le istanze saranno inoltrate online attraverso la piattaforma di Invitalia.
La valutazione avverrà secondo l’ordine di presentazione a cui seguirà un esame di merito basato su criteri legati all’adeguatezza e coerenza delle competenze possedute dal proponente, alla capacità organizzativa e tecnico produttiva, alle potenzialità del mercato di riferimento, con un sistema premiale alle iniziative ad alta tecnologia.

Per assistenza e supporto nella fase di redazione progettuale e inoltro della domanda, contatta un esperto di PJ Consulting e ottieni le agevolazioni per la tua impresa femminile.

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