Mix di aiuti per le imprese culturali e creative

Un impulso al settore cultura e creatività con 40 milioni di euro, 20 milioni per il 2021 e altrettanti per il 2022, con contributi a fondo perduto, finanziamenti e voucher: il decreto del Mise, firmato lo scorso 18 novembre e inserito nella Legge di Bilancio, rende operativo il Fondo per le piccole e medie imprese creative e prevede un mix di strumenti di aiuto per promuovere le eccellenze del Made in Italy. Inviato alla Corte dei Conti per la registrazione, il decreto riporta anche un elenco dei codici Ateco ammissibili.

Architettura, archivi, biblioteche, musei, artigianato artistico, audiovisivo compresi il cinema, la televisione e i contenuti multimediali, software, videogiochi, patrimonio culturale materiale e immateriale, design, festival, musica, letteratura, arti dello spettacolo, sono i settori che potranno beneficiare delle risorse.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO E AGEVOLAZIONI A FINANZIAMENTO AGEVOLATO

Le agevolazioni, 40% sotto forma di contributo a fondo perduto e 40% a finanziamento agevolato a tasso zero per 10 anni, coprono l’80% delle spese ammissibili relative a programmi di investimento, anche per progetti integrati, inclusi l’acquisto di macchinari innovativi, servizi specialistici finalizzati anche alla valorizzazione di brevetti, opere murarie, utenze. L’importo dei programmi di investimenti, orientati all’avvio o allo sviluppo di una nuova impresa, all’ampliamento della propria offerta di prodotti e servizi al mercato, introduzioni di innovazioni, efficientamento del processo produttivo, deve prevedere spese ammissibili non superiore a 500.000 euro al netto di Iva e avere una durata non superiore a 24 mesi decorrenti dalla data di sottoscrizione del provvedimento di concessione.

CONVERSIONE INVESTIMENTO IN EQUITY

Per le PMI innovative e le start up i finanziamenti e i contributi previsti sono più alti, in particolare, a fronte di investimenti nel relativo capitale di rischio si può richiedere la conversione di una quota del finanziamento agevolato concesso in contributo a fondo perduto per un importo pari al 50 per cento delle somme apportate dagli investitori terzi e, comunque, fino a un massimo del 50 per cento del finanziamento concesso. Per accedere a questo tipo di agevolazione, l’investimento in equity deve essere effettuato con conferimento in denaro non inferiore a 20mila euro, perfezionato entro 5 anni dalla data di concessione delle agevolazioni evitando una partecipazione di maggioranza nel capitale della start up/PMI innovativa ed essere detenuto per un periodo non inferiore a 3 anni.

I VOUCHER

Non solo fondo perduto, per le imprese culturali arrivano anche i voucher per l’acquisizione di servizi specialistici erogati da imprese creative per: azioni di sviluppo di marketing e sviluppo del brand; design e design industriale; incremento del valore identitario del company profile; innovazioni tecnologiche nelle aree della conservazione, fruizione e commercializzazione di prodotti di particolare valore artigianale, artistico e creativo.

I voucher possono essere impiegati per le prestazioni specialistiche erogate da imprese di micro, piccola e media dimensione ma anche dalle università o dagli enti di ricerca sulla base di un contratto specifico.

Gestita da Invitalia, la procedura valutativa delle domande sarà a sportello e le modalità su come ottenere i benefici verranno predisposte con appositi provvedimenti del Ministero.

Per assistenza e supporto nella preparazione delle domande, contattare un esperto di PJ Consulting.

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PNRR e ammodernamento impianto rifiuti: tre bandi del MiTE

Sono tre in tutto i bandi pubblicati dal MiTE per selezionare progetti attinenti la realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti e l’ammodernamento di quelli esistenti. Da completare entro il 30 giugno 2026, le tre linee di intervento hanno una dotazione finanziaria di 1.500.000.000 euro (un miliardo e cinquecento milioni), così ripartiti:

€ 600.000.000 sulla linea d’intervento A per miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani;

€ 450.000.000 sulla linea d’intervento B per ammodernamento/ampliamento di impianti esistenti e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata;

€ 450.000.000 sulla linea d’intervento C per ammodernamento/ampliamento di impianti esistenti e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti ad uso personale (PAD), i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria e i rifiuti tessili.

I bandi sono rivolti agli Enti di Governo d’Ambito Territoriale Ottimale (EGATO) o, laddove questi non siano stati costituiti, ai Comuni, i quali possono operare singolarmente o nella Forma Associativa tra Comuni.

In assenza di EGATO operativi, ciascun Comune, per la linea di intervento A, sia che operi singolarmente, sia  nelle forme associative tra Comuni, può presentare, come soggetto destinatario:

fino ad un numero massimo di 10 proposte, se è un Comune capoluogo di Provincia e sede di Città Metropolitana;
fino ad un numero massimo di 5 proposte, se è un Comune capoluogo di Provincia, ma non sede di Città Metropolitana, oppure se è un Comune, non capoluogo di Provincia, con più di 60.000 abitanti residenti (secondo i dati ISTAT della popolazione residente aggiornati al 31 dicembre 2020);
una sola proposta, se è un Comune non capoluogo di Provincia, con un numero di abitanti residenti pari o inferiore a 60.000.

In assenza di EGATO Operativi, ciascun Comune, per le linee di intervento B e C, sia che operi singolarmente, sia nelle Forme Associative tra Comuni, può presentare, come soggetto destinatario:

fino ad un numero massimo di 4 proposte, se è un Comune capoluogo di Provincia e sede di Città Metropolitana;
fino ad un numero massimo di 2 proposte, se è un Comune capoluogo di Provincia, ma non sede di Città Metropolitana, oppure se è un Comune, non capoluogo di Provincia, con più di 60.000 abitanti residenti (secondo i dati ISTAT della popolazione residente aggiornati al 31 dicembre 2020).
Una sola proposta, se è un Comune non capoluogo di Provincia, con un numero di abitanti residenti pari o inferiore a 60.000.

Per ciascuna linea d’Intervento il 60% delle risorse è destinato alle regioni del centro sud (Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) e il 40% alle restanti regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano.

Le risorse sono concesse nella forma di contributo a fondo perduto fino al 100% dei costi ammissibili.
Il contributo massimo erogabile per ciascuna proposta non potrà superare la somma complessiva di:

€ 1.000.000 (un milione di euro) per la linea d’intervento A;
€ 40.000.000 (quaranta milioni di euro) per la linea d’intervento B;
€ 10.000.000 (dieci milioni di euro) per la linea d’intervento C.

Per tutte le tre linee di intervento, sono ammissibili costi di: acquisto suolo/impianto; opere murarie e assimilate; infrastrutture specifiche necessarie per il funzionamento dell’impianto; macchinari, impianti e attrezzature; programmi informatici, brevetti, licenze, etc.; spese per funzioni tecniche; spese per consulenza (max 4% delle spese ammissibili).

Le proposte potranno essere presentate a partire dal 14 dicembre 2021 e fino al 12 febbraio 2022.

 

 

Riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso: al via il bando per la ricerca

Individuazione e sviluppo di misure volte alla prevenzione, al riuso e al riciclo dei dispositivi di protezione individuale utilizzati per far fronte alla pandemia; ricerca di mezzi tecnologici innovativi per il recupero di materiali dai dispositivi nel rispetto della sicurezza degli utenti e degli operatori: sono gli obiettivi da raggiungere attraverso l’attività di ricerca finanziata attraverso il bando pubblicato lo scorso 22 novembre dal Ministero della Transizione Ecologica, Direzione Economia Circolare, con risorse pari a 200mila euro.

I progetti ammissibili devono essere caratterizzati da replicabilità, trasferimento rapido dei risultati per l’attuazione degli interventi nei settori industriali, non devono essere stati realizzati o già conclusi al momento della presentazione della domanda.

L’attività di ricerca dovrà essere avviata nell’anno 2021 e la sua durata non dovrà superare i 6 mesi.

Destinatari dell’attività sono gli “Enti e istituzioni di ricerca” che abbiano svolto- nel triennio antecedente la pubblicazione del bando – attività di ricerca in materia di recupero di rifiuti derivanti da prodotti in plastica.
Ammontano a 200mila euro le risorse stanziate per l’annualità 2021 e 2022 da erogare, per un singolo progetto, in forma di contributo a fondo perduto a copertura totale delle spese ammissibili coerenti con gli obiettivi specifici, e in particolare relative a:

  1. management: spese per lo svolgimento dell’attività di management e coordinamento dell’attività di ricerca a condizione che la stessa sia svolta da personale proprio dell’istituto pubblico di ricerca beneficiario;
  2. personale dipendente (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui essi sono impiegati nell’attività di ricerca);
  3. consulenza ed equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini dell’attività di ricerca, compresi i servizi di consulenza tecnico-scientifica per l’effettivo sviluppo dell’iniziativa e per la definizione e messa a punto degli interventi previsti, di valutazione dell’impatto potenziale degli stessi, di ricerca, di esperti della materia, ecc.;
  4. acquisto dei materiali strettamente connessi all’attività di ricerca;
  5. fornitura di attrezzature (hardware, software e strumentazioni di misura), strettamente connesse all’attività di ricerca;
  6. acquisizione di competenze tecniche, brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne a prezzi di mercato, utilizzati esclusivamente ai fini dell’iniziativa;
  7. realizzazione di casi di studio, compresi i sistemi di monitoraggio per la valutazione delle prestazioni degli stessi;
  8. campagne di diffusione dei risultati, compresa la pubblicazione di linee guida per la realizzazione dell’attività di ricerca;
  9. altri costi, tra cui le spese di viaggio, trasferte e missioni volte allo svolgimento di campagne di monitoraggio e/o controllo.

È possibile presentare domanda entro il 6 dicembre 2021.

Per assistenza e supporto per la presentazione dell’istanza, contattare un esperto di PJ Consulting.

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Bando ECG 2021: 20 milioni di euro per l’educazione alla cittadinanza globale

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ha pubblicato il bando per la concessione di contributi a iniziative di sensibilizzazione ed educazione alla cittadinanza globale proposte da Enti Territoriali e Organizzazioni della Società Civile e soggetti senza finalità di lucro.

L’intervento finanzia attività finalizzate a contribuire allo sviluppo e al rafforzamento di una concezione di “cittadinanza”, intesa come appartenenza alla comunità globale, concorrendo in modo pragmatico al cambiamento individuale e collettivo per la creazione di un mondo più sostenibile e giusto.

Con una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro, il bando è diviso in due lotti: 7 milioni di euro sono destinati al primo lotto, a cui sono ammessi gli enti pubblici territoriali.
Le iniziative dovranno promuovere attività di coordinamento territoriale non solo tra Enti, ma anche tra i diversi attori (privato profit, autorità pubbliche, cittadinanza, organizzazioni del territorio, organizzazioni giovanili, mondo accademico, etc..) per rafforzare il tessuto sociale delle aree di intervento.
Le azioni potranno altresì promuovere percorsi di formazione e informazione del personale impiegato dagli stessi Enti Territoriali; proporre percorsi di formalizzazione dell’ECG nell’ambito dell’insegnamento di educazione civica in collegamento con gli Uffici scolastici regionali, oltre a realizzare campagne tematiche di informazione e sensibilizzazione a livello territoriale, percorsi tutti ispirati all’approccio dell’educazione alla cittadinanza globale di qualità.

Al secondo lotto, a cui sono destinati 13 milioni di euro, è ammessa la partecipazione in qualità di soggetto proponente delle Organizzazioni della Società Civile (OSC) e degli altri soggetti senza finalità di lucro, iscritte all’elenco OSC.

Per ogni progetto potrà essere richiesto un contributo minimo di 150 mila euro, mentre, il contributo massimo richiedibile per progetto è di 600 mila euro per il primo lotto e di 700 mila euro per il secondo lotto.

Per entrambi i lotti, la quota di cofinanziamento è del 90% delle spese ammissibili.

Il progetto deve avere una durata di 24 mesi e le proposte progettuali devono essere presentate entro il 9 febbraio 2022.

Per informazioni e assistenza, contatta un esperto di PJ Consulting.

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Riparti: assegni di ricerca per l’innovazione delle imprese pugliesi

Finanziamenti di assegni di ricerca professionalizzanti per nuovi ricercatori e inserimento nel sistema produttivo regionale per rispondere ai fabbisogni di innovazione delle imprese.
La Regione Puglia, con l’avviso pubblico “Riparti”, promuove la ricerca sviluppata dagli assegnisti e applicata all’industria, negli ambiti considerati prioritari dall’Unione europea e al servizio delle filiere produttive regionali.
Le Università e gli EPR, in collaborazione con un’impresa privata, sono chiamati a candidare progetti di ricerca. Ammonta a 10milioni di euro la dotazione finanziaria dell’intervento. Possono beneficiarne Università pubbliche e private riconosciute dall’ordinamento nazionale con sede legale in Puglia, Enti Pubblici di Ricerca, con sede amministrativa o operativa nel territorio regionale pugliese e possono figurare come partner progettuali imprese con sede legale o operativa in Puglia.

Il costo previsto per il reclutamento di ciascun assegnista, comprensivo della quota di oneri accessori a carico delle Università e degli EPR beneficiari, è pari ad un importo lordo annuo di € 23.786,55.

Possono essere ammessi progetti di ricerca da concludere entro e non oltre il 31/10/2023 che impattino un ambito di ricerca 
dello European Research Council.

Successivamente all’individuazione dei progetti di ricerca selezionati dalla Regione Puglia, i beneficiari (Università o EPR) dovranno indire una procedura pubblica di selezione finalizzata ad individuare gli assegnisti di ricerca, il cui compenso sarà finanziato con i fondi stanziati dall’ avviso pubblico.

È possibile candidare le proposte dal 10 dicembre fino alle ore 13.00 del 21 dicembre 2021.

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CCIAA Bari – Riaperto Bando Voucher Turismo Anno 2021

Riaperto il termine di presentazione delle domande per il bando Voucher Turismo 2021, dal 17 novembre al 30 novembre 2021.

Rilanciare il settore del turismo, sostenere la competitività delle imprese in fase post pandemica, accrescere la domanda turistica sul territorio di competenza, incentivare azioni di sostenibilità ambientale e promo-commercializzazione del turismo con modalità innovative che innalzino gli standard qualitativi dei servizi offerti e rafforzino le filiere turistiche: sono gli obiettivi che si intendono raggiungere attraverso il Bando Voucher Turismo, con contributi a fondo perduto per le micro, piccole e medie imprese del settore turistico e gestione dei beni e servizi culturali. Le risorse stanziate dall’Ente camere sono pari a € 760.000,00

Possono essere inoltrate richieste di contributo per le seguenti misure:

Misura 1. Gestire le strategie di comunicazione e commercializzazione rafforzando l’elemento reputazionale della “Destinazione Italia”: Sviluppare una strategia di comunicazione e marketing in situazioni di “emergenza sanitaria” per individuare, introdurre e sviluppare azioni specifiche a sostegno della distribuzione e vendita del prodotto turistico. Per la Misura 1 sono disponibili € 560.000,00

Misura 2.  Incentivare il turismo, l’undertourism, il turismo culturale e quello enogastronomico: Sviluppare azioni di promozione delle strutture turistiche rispetto al territorio di riferimento legato ad un particolare tematismo e prodotto e di valorizzazione del territorio e delle produzioni locali. Per la Misura 2 sono disponibili € 100.000,00

Misura 3. Interventi per la sostenibilità ambientale e l’accessibilità: Sviluppare pratiche di gestione delle imprese turistiche improntate ai criteri del rispetto ambientale e di attenzione alle esigenze particolari del turista e di adozione di sistemi di gestione certificati. Per la Misura 2 sono disponibili € 100.000,00.

Le imprese devono essere iscritte al Registro delle Imprese, risultare attive e in regola con il pagamento del diritto annuale e svolgere – per ciascuna Misura indicata – l’attività primaria o prevalente – risultante da visura camerale – rientrante in uno dei codici indicati all’art. 4 del Bando.

Il contributo a fondo perduto è pari al 70% della spesa sostenuta, purché ammissibile, con un massimale di € 10.000,00 per la Misura 1 e di € 5.000,00 per le Misure 2 e 3. Alle imprese in possesso del rating di legalità verrà riconosciuta una premialità a seconda del numero di stelle attribuite dall’AGCM.

È previsto un importo minimo di investimento pari ad € 1.500,00, al netto di Iva.

Sono ammissibili le spese per:

servizi di consulenza coerenti con le finalità del Bando e con gli interventi specificati in ciascuna delle schede relative ad ogni singola Misura;

acquisto di beni e servizi, inclusi strumenti, attrezzature, dispositivi, finalizzati alla realizzazione degli interventi specificati in ciascuna delle schede relative ad ogni Misura;

Sono ammissibili a contributo le spese sostenute a partire dal 01/04/2020 e fino al 31/03/2022.

Le domande saranno finanziate in base all’ordine cronologico di ricezione della pratica.

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Bando per Marchi Collettivi 2021

Ammontano a 2,5 milioni di euro le risorse finanziarie stanziate con il Bando Marchi Collettivi 2021promosso dalla Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale – UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico e gestito dall’Unioncamere, per sostenere la promozione all’estero di marchi collettivi o di certificazione, già registrati al momento della presentazione della domanda o in possesso di idoneo titolo per l’uso e/o la gestione di un marchio collettivo o di certificazione già registrato.

Possono usufruire dell’agevolazione le associazioni rappresentative delle categorie produttive, i consorzi di tutela, altri organismi di tipo associativo o cooperativo.

Concesse nella misura del 70% delle spese valutate ammissibili, le agevolazioni sono relative ad iniziative quali: fiere e saloni internazionali; eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali; incontri bilaterali con associazioni estere; seminari in Italia con operatori esteri e all’estero; azioni di comunicazione sul mercato estero, anche attraverso GDO e canali on-line; creazione di comunità virtuali a supporto de marchio.

L’importo massimo dell’agevolazione in favore di ciascun soggetto beneficiario non può superare 150.000,00 euro a fronte di una o più domande di agevolazione aventi ad oggetto marchi collettivi o di certificazione differenti.

È possibile presentare una sola domanda di agevolazione per ciascun marchio collettivo o di certificazione registrato, dal 22 novembre 202 fino al 22 dicembre 2021.

Non è possibile presentare una domanda per un importo di agevolazione inferiore a 20.000,00 Euro.

Saranno riconosciute ammissibili le spese sostenute per l’acquisizione dei servizi specialistici esterni riferite a titoli di spesa emessi dal 22 luglio 2021.

Il progetto deve essere concluso entro 10 mesi dalla notifica di concessione dell’agevolazione.

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Green e-procurement: pubblicati il volume e il corso di Gloria Giammarelli ed Elisabetta Ciccarese

Pubblicato il volume dedicato agli appalti verdi, di Gloria Giammarelli e Elisabetta Ciccarese (Editore Giuffrè) e il corso online sul Green Public Procurement di PJ Academy.

Un sistema di “acquisti di beni e servizi orientati all’ambiente”, un’alternativa ai modelli di produzione e consumo tradizionali per lo sviluppo economico sostenibile, un volano per il “Green Deal” e per Next Generation EU: il volume sul Green e-procurement, a cura delle autrici Gloria Giammarelli ed Elisabetta Ciccarese, pubblicato da editore Giuffrè nella collana Officina – Area di interesse Amministrativo e Processo, affronta gli aspetti di natura ecologica ed ambientale recepiti dal Codice dei Contratti Pubblici, alla luce del recente contesto sociale ed economico in cui versa il nostro Paese a seguito dell’emergenza pandemica.

Nel volume sono approfonditi i riferimenti normativi e procedurali, con esempi concreti che facilitano la comprensione degli strumenti teorico-applicativi delle procedure di gara ad evidenza pubblica, al fine di garantire la diretta operatività dei criteri di matrice ambientale.

Strumento indispensabile per operatori delle Pubbliche Amministrazioni (Rup, dirigenti e funzionari pubblici) liberi professionisti ed imprese, il volume evidenzia l’importanza del Green Public Procurement come policy incardinata nella Green Economy e presente nei provvedimenti assunti dall’approvato Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), teso a stimolare gli investimenti in un’ottica di sostenibilità economica. I temi approfonditi riguardano: l’individuazione delle procedure di evidenza pubblica; l’aggiudicazione ed esecuzione del contratto di appalto; il requisito oggettivo dell’appalto; i criteri minimi e le certificazioni ambientali; la razionalizzazione degli approvvigionamenti secondo il modello Consip; i parametri di selezione ed esclusione degli operatori economici; il PNRR.

In concomitanza con la pubblicazione del volume, le due autrici hanno inaugurato la PJ Academy con corsi di formazione online dedicati agli Appalti Pubblici, tra cui al Green Public Procurement per favorire la crescita delle competenze e fornire strumenti tecnico-applicativi alla platea degli operatori pubblici e privati impegnati a districarsi nella gestione di materie complesse e in costante evoluzione normativa come quella prevista dal riformato Codice degli Appalti Pubblici. Tra le novità, il Corso di Green Procurement, finalizzato ad incentivare le Pubbliche Amministrazioni verso il ricorso a procedure di evidenza pubblica ambientalmente orientate ed eco-sostenibili, si incentra sulla disamina del quadro normativo europeo e nazionale  di riferimento, affrontando temi di estrema attualità quali,  l’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, le certificazioni ambientali, la Green Economy, gli obiettivi al centro del Programma Next Generation EU ed infine i profili applicativi del Green Procurement alla luce del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Le autrici

Gloria Giammarelli: Avvocato e docente universitaria presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari per l’insegnamento del Diritto amministrativo dell’ambiente. Esperta giuridica specializzata in diritto amministrativo ed in particolare nel campo degli appalti pubblici e dell’e-procurement, legal manager nell’ambito di numerosi progetti di cooperazione territoriale europea. Autrice di monografie e molteplici pubblicazioni su riviste e banche dati giuridiche di settore a diffusione nazionale, tra cui Il Sole 24 Ore-Guida al Diritto, Il Foro Italiano, Diritto e Giurisprudenza Agraria, Alimentare e dell’Ambiente e Ricerca Amministrativa.

Elisabetta Ciccarese: Laureata in Giurisprudenza presso la LUISS Guido Carli di Roma, ha conseguito il Master in Studi Europei e Relazioni Internazionali presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Avvocato, specializzato in diritto amministrativo e dell’Unione Europea, e docente in molteplici master universitari e corsi di specializzazione in materia di gare ed appalti, nonché pianificazione e gestione di fondi UE. Ha una pluriennale esperienza nell’attività di assistenza tecnica per progettazione, management, supporto legale e rendicontazione di progetti e programmi cofinanziati dai Fondi regionali, nazionali ed Europei. Dal 2011 ha fondato ed è CEO di PJ Consulting.

Acquista il volume:

Green e-procurement | Gloria G. Giammarelli – E. Ciccarese | Officina del Diritto – Amministrativo e Processo |Editore Giuffrè Francis Lefebvre|2021| 20,00 €

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Turismo e PNRR: in arrivo le prime misure

Con il PNRR e il Decreto Recovery n.152 del 6 novembre 2021, entrato in vigore il 7 novembre 2021, in arrivo un mix di strumenti agevolativi e di sostegno per il settore turistico che, nonostante i venti di ripresa dell’estate 2021, vive ancora momenti di incertezza.
Tra le misure previste a sostegno delle imprese italiane, per favorire nuovi investimenti:  contributi e credito d’imposta per le imprese turistiche; garanzie per i finanziamenti nel settore turistico; fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo; credito d’imposta per la digitalizzazione di agenzie di viaggio e tour operator.

CONTRIBUTI E CREDITO DI IMPOSTA PER LE IMPRESE TURISTICHE

Si tratta di incentivi, uno nella forma del credito d’imposta, l’altro in quella del contributo a fondo perduto, riconosciuti alle imprese alberghiere, alle strutture che svolgono attività agrituristica (legge 20/02/2006 n. 96 e dalle pertinenti norme regionali), alle strutture ricettive all’aria aperta, nonché alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.Continue reading

Legge di Bilancio 2022: novità su agevolazioni e incentivi per le imprese

Il percorso di approvazione della manovra finanziaria ha preso il via e, con il licenziamento del DDL del Consiglio dei Ministri del 28/10/2021, la Legge di Bilancio 2022 presenta alcuni aggiornamenti su incentivi e agevolazioni per le imprese italiane. Tuttavia, potrebbero ancora esserci modifiche parlamentari in attesa della conferma definitiva del testo.

Tra le novità più rilevanti, il restyling ai bonus beni strumentali, la proroga fino al 2025 e la riduzione di alcune percentuali del credito di imposta, fuori dai rinnovi l’ex super ammortamento e prorogato fino al 2022 il bonus formazione 4.0

Proroga al 2025
Industria 4.0 e Transizione 4.0

Agevolazione 2022
Beni materiali industria 4.0

  • Credito di imposta 40% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • Credito di imposta 20% per investimenti fino a 10 milioni
  • Credito di imposta 10% fino a 20 milioni

Beni immateriali 4.0 (software)

  • Credito di imposta 20% fino a 1 milione di euro

Agevolazione 2023

Beni materiali industria 4.0

  • Credito di imposta 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • Credito di imposta 10% per investimenti fino a 10 milioni
  • Credito di imposta 5% fino a 20 milioni

Beni immateriali 4.0 (software)

  • Credito di imposta 20% fino a 1 milione di euro

Agevolazione 2024

Beni materiali industria 4.0

  • Credito di imposta 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • Credito di imposta 10% per investimenti fino a 10 milioni
  • Credito di imposta 5% fino a 20 milioni

Beni immateriali 4.0 (software)

  • Credito di imposta 15% fino a 1 milione di euro

Agevolazione 2025

Beni materiali industria 4.0

  • Credito di imposta 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • Credito di imposta 10% per investimenti fino a 10 milioni
  • Credito di imposta 5% fino a 20 milioni

Beni immateriali 4.0 (software)

  • Credito di imposta 10% fino a 1 milione di euro

Proroga al 2025
Credito di Imposta Ricerca, Sviluppo, Innovazione e Design

Agevolazione 2022

  • Ricerca e Sviluppo: Credito di imposta al 20% con un beneficio massimo di 4 milioni di euro;
  • Innovazione tecnologica e Design: Credito di imposta al 10% con beneficio massimo di 2 milioni di euro;
  • Innovazione tecnologica finalizzata a industria 4.0: Credito di imposta al 15% con un beneficio massimo di 2 milioni di euro.

Agevolazione 2023-2024-2025

  • Ricerca e Sviluppo: Credito di imposta al 10% con un beneficio massimo di 5 milioni di euro;
  • Innovazione tecnologica e Design: Credito di imposta al 5% con beneficio massimo di 2 milioni di euro;
  • Innovazione tecnologica finalizzata a industria 4.0: Credito di imposta al 10% con un beneficio massimo di 4 milioni di euro.

Agevolazione 2026-2027-2028-2029-2030-2031

  • Ricerca e Sviluppo: Credito di imposta al 10% con un beneficio massimo di 5 milioni di euro;

Proroga al 2026
Nuova Sabatini
Con una dotazione annuale di 180 milioni di euro è prorogata al 2026 la Nuova Sabatini

Fondi Simest per l’Internazionalizzazione
Prorogati al 2026 i finanziamenti a tasso agevolato (con 1,5 miliardi all’anno) e il fondo perduto (con 150 milioni all’anno) dei bandi SIMEST per l’internazionalizzazione.